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Conferenza stampa al Parlamento europeo denuncia la criminalizzazione della solidarietà con la Palestina e del BDS

Il 6 novembre, rappresentanti delle organizzazioni ebraiche europee e deputati del Parlamento europeo della GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica)  e dei Verdi hanno organizzato una conferenza stampa al Parlamento europeo esprimendo le loro preoccupazioni sull'organizzazione di un convegno a Bruxelles sostenuto dal governo israeliano, con l'obiettivo di etichettare come forme di antisemitismo le legittime critiche e proteste contro le politiche governative israeliane, comprese le tattiche di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

L'incontro, co-organizzato dall'European Jewish Association e da due ministeri israeliani, aveva come obiettivo di persuadere tutti i partiti politici europei ad aderire alle "linee rosse" che definiscono “fondamentalmente antisemite" le legittime richieste di esercitare pressioni su Israele, anche attraverso le tattiche di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS).

“Il BDS è una lotta pacifica e non violenta che ha contribuito a rovesciare il sistema di apartheid in Sud Africa. Lo farà anche in Palestina”, ha dichiarato l’europarlamentare Miguel Urban (GUE/NGL) alla conferenza stampa al Parlamento europeo a Bruxelles.

L'eurodeputata Ana Miranda (Verdi) ha affermato che "la criminalizzazione della solidarietà è aumentata negli ultimi anni: un esempio è stato  il momento in cui alcuni parlamentari europei sono stati sequestrati (da Israele NdT) a bordo di una imbarcazione della Gaza flotilla (...)”, e ha aggiunto, “dichiaro il mio pieno sostegno al movimento BDS, faccio parte di questo movimento  a guida palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza che chiama all’azione per spingere Israele a rispettare il diritto internazionale”.

 “Siamo molto preoccupati per i recenti tentativi di usare false accuse di antisemitismo per limitare e criminalizzare le legittime critiche alle politiche del governo israeliano da parte di organizzazioni pacifiche della società civile”, ha affermato Bart Staes, deputato europeo (Verdi). “Ogni volta che torno dalla Palestina, devo ammettere che la situazione sta peggiorando, ecco perché la richiesta di boicottaggio sta diventando sempre più urgente.”, ha concluso.

“Non nel nostro nome”

Arthur Goodman, rappresentante del gruppo Ebrei europei per la giustizia per i palestinesi, ha denunciato i recenti tentativi di alcuni paesi europei e istituzioni europee di adottare la definizione di “antisemitismo” dell’International Holocaust Alliance (IHRA).

“La definizione di antisemitismo dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che viene sempre più adottata o presa in considerazione dai governi occidentali, è formulata in modo tale da essere facilmente adottata dai governi occidentali al fine di equiparare intenzionalmente all'antisemitismo le legittime critiche a Israele e la difesa dei diritti dei palestinesi, come mezzo per sopprimerle. È un passo molto pericoloso”, ha aggiunto.

“Siamo contro ogni forma di oppressione, ma il fatto che l'oppressione contro i palestinesi sia esercitata nel nostro nome è particolarmente intollerabile per noi, poiché chiediamo un giudaismo cosmopolita e internazionalista che sostenga le altre minoranze” ha detto Henri Goldmann della Progressive Jewish Organization of Belgium.

In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, 14 organizzazioni europee ebraiche hanno invitato le istituzioni europee, tra cui la Commissione europea, l'Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) e i membri del Parlamento europeo, a "sfuggire ai tentativi del governo israeliano di usare false accuse di antisemitismo per limitare e criminalizzare il lavoro delle organizzazioni della società civile, comprese quelle di diverse comunità ebraiche d'Europa, nel perseguire la pace e la giustizia in Israele/Palestina.”

Nella loro dichiarazione hanno affermato: “Nel contesto di crescenti legami del governo israeliano con leader razzisti, sessisti e xenofobi, gruppi e partiti politici in Europa e negli Stati Uniti (alcuni dei quali con un passato segnato da palese antisemitismo), vi è una vera minaccia di emergente antisemitismo. La conferenza governativa israeliana organizzata a Bruxelles non cerca le soluzioni pur necessarie a questa minaccia. Purtroppo, cerca invece di sfruttare l'antisemitismo per mantenere uno status quo insostenibile di occupazione, oppressione e paura in Israele/Palestina. Siamo contro questo loro obiettivo.”

A cura di ECCP (European Coordination of Committees and Associations for Palestine)

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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