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Contro l'ennessima aggressione sionista a Gaza

In meno di 48 ore: 30 morti, 100 feriti, 400 missili lanciati, decine di raid aerei sionisti

Martedì 12 novembre all'alba, l'esercito sionista ha assassinato Bahaa Abu Al-Atta comandante delle forze armate della Jihad islamica palestinese (le Brigate Al-Quds) durante un attacco aereo a Gaza. Nell'attacco aereo è morta anche sua moglie e altri civili.

Nella stessa notte i sionisti, con un gravissimo atto di terrorismo internazionale, a cui non sono nuovi, hanno attaccato con missili anche una casa a Damasco, nel quartiere Mezzeh Villat Gharbieh vicino all'ambasciata libanese. Il tentativo, fallito, era quello di assassinare un altro dirigente della Jihad Islamica Palestinese Akram Al-Ajour. Nel bombardamento è morto il figlio del dirigente della resistenza palestinese, Moaz, ed una altra persona, mentre altre 10 sono risultate ferite, tra cui la figlia Batoul.

Gli assassini di militanti e di civili nella striscia di Gaza avvengono all'interno di una campagna elettorale permanente che vede l'entità sionista, ancora priva di un governo, tentare di compattare il fronte interno con l'eterno refrain securitario della lotta al “terrorismo palestinese”. Il target dichiarato degli attacchi era la Jihad Islamica, movimento vicino alle forze della Resistenza libanese e allo Siria, che ha articolato, insieme alle altre forze della Resistenza antisionista regionale; a cui a corrisposto una potente risposta, con un lancio ininterrotto di razzi che tengono sotto scacco le colonie della parte sud dell'entità sionista.

Hamas, il movimento islamico che amministra la Striscia di Gaza, nel mentre è rimasto alla finestra, ha dichiarato la sua non partecipazione alle operazioni della Resistenza ed è stato “premiato” dal nemico, che lo ha lasciato indenne.

Anche sui siti del sionismo italiano, infatti, sono apparse state riportate dichiarazioni del tipo: "Non stiamo attaccando Hamas, ha spiegato Xilberman, portavoce dell'esercito israeliano. Per il momento Hamas non si è unito ai combattimenti e per questo l'esercito sta facendo attenzione a tenerlo lontano dal conflitto, sia astenendosi dall'attaccare i suoi siti strategici sia di limitare i danni collaterali".

Da parte sua, il Fronte Popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) ha dichiarato che "il nemico sionista ha la piena responsabilità delle ripercussioni di questo crimine e delle sue conseguenze. La Resistenza, con tutte le armi militari, non esiterà a reagire al crimine di assassinio e ad affrontare l'aggressione. Chiediamo alle masse della nostra patria e della diaspora di ribellarsi contro i crimini sionisti della Striscia di Gaza e di far valere la scelta della resistenza, in particolare del nostro popolo nella Cisgiordania occupata".

Il FPLP ha continuato ricordando che: "[ha promesso] ai martiri che il loro sangue puro rimane un faro per seguire la strada della Resistenza e della Liberazione, fino al raggiungimento degli obiettivi del nostro popolo. Diritto al Ritorno, liberazione, indipendenza e istituzione dello Stato della Palestina su tutto il territorio nazionale con Gerusalemme Capitale.Ttutte le fazione palestinesi sono in stato di massima allerta e hanno fatto appello ad un ennesimo, vigoroso, venerdì della rabbia per Venerdì 15 novembre".

Sostegno e solidarietà alla Resistenza del popolo palestinese

Fronte Palestina
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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