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I palestinesi danno “un caloroso benvenuto” alla cancellazione del concerto di Gilberto Gil a Tel Aviv dopo il “massacro” di Israele a Gaza

I palestinesi danno un caloroso benvenuto alla notizia che Gilberto Gil, leggendario musicista brasiliano e eroe culturale, abbia annullato la sua esibizione del 4 luglio a Tel Aviv. La cancellazione sembra essere in risposta al massacro di Israele di oltre 100 civili a Gaza nelle ultime settimane. FOTO – Gilberto Gil (Photo Credit: Up Magazine)

21 maggio 2018 – Palestina occupata

I palestinesi hanno accolto calorosamente la notizia della cancellazione della sua esibizione prevista per il 4 luglio a Tel Aviv da parte della leggenda brasiliana Gilberto Gil, come risposta a ciò che i palestinesi e alcuni osservatori internazionali hanno definito il “massacro” di Israele di 100 civili a Gaza nelle ultime settimane.

Gil, che ha vinto numerosi Grammy e Latin Grammy Awards ed è stato ministro della cultura in Brasile, è considerato tra i musicisti più importanti dell’America Latina.

Nel tentativo di sopprimere l’inarrestabile pacifica “Grande Marcia del Ritorno” di decine di migliaia di palestinesi a Gaza, Israele ha messo in atto ciò che Amnesty International descrive come una politica di sparare per uccidere o mutilare. Di conseguenza, più di 100 civili palestinesi sono stati uccisi dal 30 marzo e più di 10.000 feriti, molti da proiettili veri. Tra quelli uccisi c’erano almeno 12 bambini palestinesi che sono stati massacrati, tra cui Laila Ghandour di 8 mesi, asfissiata dai gas lacrimogeni israeliani lanciati sulla sua famiglia a più di 1 km di distanza dalla recinzione in cui erano posizionati i cecchini israeliani.

La marcia, lanciata il 30 marzo, chiede il diritto al ritorno dei profughi palestinesi, che costituiscono la maggioranza assoluta a Gaza, e la fine del blocco illegale israeliano di 11 anni.

Mentre Amnesty International ha chiesto un “embargo militare” contro Israele, l’ONU ha chiesto un’indagine indipendente sulle “uccisioni illegali e calcolate” di Israele a Gaza. Gilberto Gil è stato due volte un Goodwill Ambassador per l’ONU.

Nel 2015, Gil, accompagnato da un’altra leggenda della musica brasiliana, Caetano Veloso, sfidò gli appelli palestinesi e internazionali a rinunciare ad esibirsi a Tel Aviv. Qualche mese dopo, Veloso annunciò che “non sarebbe mai più tornato” a suonare in Israele.

Hind Awwad per la campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), un membro chiave del comitato nazionale BDS palestinese, ha commentato:

“Accogliamo calorosamente l’annullamento del concerto di Gilberto Gil a Tel Aviv, il centro del regime di occupazione e apartheid di Israele. Ringraziamo i fan di Gil in Brasile e in tutta l’America Latina, il cui sdegno per l’ultimo massacro di Israele a Gaza e il sostegno ai diritti umani palestinesi sembrano aver giocato un ruolo decisivo nella sua decisione.

Consideriamo l’annullamento di Gil come un tardivo gesto di solidarietà, quasi 3 anni dopo aver attraversato la nostra linea di picchetto nonviolenta. Vogliamo che Gil sappia che non abbiamo mai nutrito rancore. E, come mostra la nostra resistenza quotidiana, la nostra speranza non muore mai.

La nostra Nakba, o catastrofe, è iniziata 70 anni fa ed è tuttora in corso. Gli artisti internazionali non dovrebbero aspettare un altro massacro israeliano per rendersi conto dell’importanza di non prestare i loro nomi e la loro arte ad un regime che prende di mira i nostri diritti e la nostra stessa esistenza ogni giorno.

Annullando questo spettacolo, Gil è in buona compagnia con molti artisti di fama mondiale che si sono rifiutati di lavare con l’arte il regime di oppressione di Israele, inclusi Lorde, Lauryn Hill, Elvis Costello, Brian Eno, il defunto Gil Scott-Heron, Faithless, Roger Waters, tra molti altri.

Speriamo sinceramente che Gil non si esibirà mai in Israele finché i palestinesi non godranno di libertà, giustizia e uguaglianza.”
 

Fonte: BDSMovement
Traduzione  a cura di Simonetta Lambertini per Invictapalestina.org

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