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Intervento della Rete Italiana ISM

Osservando la composizione del movimento antisionista in Italia, e pensando a come possa essere più efficace, abbiamo individuato tre punti su cui è possibile agire: i primi due riguardano la possibilità di coinvolgere altre attiviste, mentre l'ultimo riguarda le sinergie e la collaborazione tra le diverse anime di questo movimento.

Per quanto riguarda la possibilità di coinvolgere altre attiviste, diciamo che si possono riconoscere due campi di azione:

  • raggiungere quante più persone non ancora attive politicamente, e che quindi si avvicinano per la prima volta a questi temi. In questo senso ci sembra importante entrare nelle scuole e nelle università per poter parlare con i giovani, ma anche scendere in strada nei quartieri più periferici delle diverse città, dove è più probabile che messaggi di questo tipo possano trovare terreno fertile (in questo senso citiamo l'esempio della manifestazione in via Padova a Milano per l'anniversario della morte di Vik, che ha raccolto solidarietà da passanti e abitanti del quartiere)

  • Interessare e rendere attive persone che già sono politicamente attive ma che non lo sono in maniera particolare sulla questione palestinese. Per questo ci sembra importante che chi si occupa di Palestina sia non solo in contatto, ma parte attiva all'interno delle lotte che si stanno portando avanti nel territorio. Importante è anche, secondo noi, scendere in Palestina per poter vedere con i propri occhi quello che accade ed avere un riferimento emotivo oltre a quello importantissimo intellettuale e culturale.

Per quanto riguarda invece la coesione all'interno de movimento pro-Palestina in Italia, citiamo il documento dei prigionieri del gennaio 2007 che definisce “catastrofe” (che in arabo si traduce con Nakba) le divisioni interne al popolo Palestinese. “[...] E chi punta la sua arma contro il petto del suo fratello palestinese dimentica il patto d'onore secondo il quale queste armi devono essere usate per resistere all'occupazione. [...]”: sostituendo la parola “armi” con “impegno, energie”, potremmo declinare questo appello alla nostra situazione attuale, enfatizzando l'importanza di ricucire strappi e dissidi passati.

Le proposte concrete che portiamo in questo senso sono due:

  • Creare una giornata di azione in cui ciascuna anima presente sia libera di esprimersi con i suoi mezzi e modalità, rimanendo all'interno dei punti proposti nell'appello che ha lanciato questo convegno. Questa giornata potrebbe essere appunto una manifestazione, e per questo appoggiamo la proposta della manifestazione nazionale.

  • Scrivere un giornale o volantone semestrale o bimestrale che possa racchiudere in sé le diverse anime presenti in sala, o che si rispecchino nell'appello che ha lanciato il convegno. Questo potrebbe contribuire a mantenerci in contatto nel lungo periodo, a condividere analisi, contaminarci, ed essere consapevoli di come stanno agendo altri gruppi per poter portare avanti campagne in sinergia. Inoltre, potrebbe essere un valido strumento di propaganda. Pensiamo che sia importante, per evitare personalismi e dissidi, non inserire le sigle di appartenenza di chi scrive su questo giornale o volantone.

Appoggiamo entrambe le mozioni proposte dalle organizzatrici.
 

Rete italiana ISM
 

p.s.: nella trascrizione di quest'intervento si è utilizzata la convenzione secondo cui, se all'interno di un gruppo è presente almeno un soggetto di sesso femminile, il plurale viene declinato al femminile, contrariamente alla convenzione comunemente e tacitamente usata.
 


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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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