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La famiglia di Bilal Kayed e la Rete di Solidarietà per i Prigionieri Palestinesi Samidoun ringraziano la Città di Napoli in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Bilal Kayed, sollecitando una campagna in suo sostegno

La Rete di Solidarietà per i Prigionieri Politici Palestinesi Samidoun porge il proprio ringraziamento e i saluti alla città di Napoli e alla sua popolazione, al sindaco Luigi De Magistris e al consigliere comunale Mario Copetto e al gruppo consiliare “Napoli in Comune a Sinistra”, per la solidarietà dimostrata al prigioniero palestinese Bilal Kayed, in sciopero della fame e che versa in condizioni sempre più critiche.

Il 5 Agosto il sindaco De Magistris ha sottoscritto un’ordinanza per conferirgli la cittadinanza onoraria di Napoli, terza fra le città italiana. L’ordinanza esprime la solidarietà della città di Napoli a Bilal Kayed e ai suoi compagni di prigionia sottoposti a detenzione amministrativa ed è stata approvata all’unanimità con due astensioni.

La concessione della cittadinanza onoraria non vuole essere solo un gesto simbolico di solidarietà, per quanto di particolare rilevanza, specialmente per il fatto che è in gioco la vita di Bilal Kayed, che giace ammanettato al letto d’ospedale.

E’ una presa di posizione che si erge contro la gabbia di criminalizzazione, esclusione ed isolamento imposta ai prigionieri, alla popolazione palestinese e alla loro azione di resistenza all’espansione colonizzatrice portata avanti dallo stato di Israele e dai loro sostenitori negli Stati Uniti e in Europa.

Bilal Kayed si trova in sciopero della fame dal 15 Giugno, in segno di protesta contro lo stato di detenzione amministrativa impostagli senza accuse né processo, dal giorno in cui è stato scarcerato dopo aver scontato i 14 anni e mezzo a cui era stato precedentemente condannato.

Avvicinandosi il suo 70° giorno di sciopero, la solidarietà internazionale a Kayed è di cruciale importanza per sostenere la sua battaglia per la libertà.

Manifestazioni, eventi e iniziative sono state organizzate in tutto il mondo a sostegno di questa lotta, proprio quando più di 100 prigionieri si sono uniti a tale sciopero per la libertà, individuando nella loro situazione un pericoloso precedente per tutti i prigionieri.

Numerose altre città hanno riconosciuto la cittadinanza onoraria a prigionieri palestinesi, in particolare in Francia e in Italia, dove è stata già concessa a Marwan Barghouthi e Majdi al-Rimawi, così come a Georges Ibrahim Abdallah, detenuto in Francia da 32 anni.

Samidoun esorta tutte le municipalità e le associazioni a muoversi seguire l’esempio del sindaco di Napoli, del consiglio comunale e degli amministratori, per organizzare una campagna con l’obiettivo di nominare Bilal Kayed cittadino onorario del maggior numero possibile di città nel mondo.

Questo tipo di azione costituisce un energico attestato di solidarietà che legittima la resistenza palestinese e spezza l’isolamento di chi è costretto in carcere.

Segue una lettera di Mahmoud Kayed, fratello di Bilal Kayed, alla municipalità di Napoli:

“A nome della famiglia del prigioniero palestinese Bilal Kayed, in sciopero della fame da 68 giorni e detenuto senza accusa né processo, esprimiamo la nostra sincera gratitudine per la manifestazione di solidarietà e sostegno a nostro fratello e alla sua lotta da parte del Comune di Napoli. La decisione di onorare Bilal con il conferimento della cittadinanza da parte della terza città italiana per grandezza, Napoli, è un gesto ricco di significato per noi che risiediamo a Nablus, nella Palestina Occupata. Ringraziamo il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, Mario Coppeto e “Napoli in Comune a Sinistra”, nonché la popolazione tutta, per aver proposto e concesso la cittadinanza onoraria. Da quando nostro fratello è stato imprigionato sotto detenzione amministrativa dal regime di occupazione dopo aver scontato la pena di 14anni e mezzo di carcere, è di particolare gravità che la comunità internazionale non si faccia sentire a proposito di Bilal e dei suoi 7000 compagni di prigionia. Questo gesto di accoglienza e solidarietà da parte della città di Napoli è stato accolto nel profondo del nostro cuore così come in quello di Bilal. È un gesto in grado di sfidare il sistema di detenzione amministrativa e di infrangere l’isolamento imposto a Bilal. Ancora una volta vi ringraziamo per la vostra solidarietà e per aver indirizzato la voce della vostra coscienza a favore della libertà e della giustizia per Bilal e i suoi compagni.

Mahmoud Kayed
Fratello di Bilal Kayed

Nablus-Palestina, 21 agosto 2016”

Fonte: Samidoun
Traduzione a cura dell’Associazione Culturale Amicizia Sardegna Palestina

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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