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Per la fine del blocco di Gaza e per la libertà di movimento dei Palestinesi

Per la fine del blocco di Gaza e per la libertà di movimento dei Palestinesi

Per costruire un futuro di pace, i Palestinesi devono avere totale libertà di movimento per viaggiare e commerciare, verso e dal porto di Gaza e attraverso la Palestina. Una pace duratura può essere raggiunta solo togliendo il blocco imposto a Gaza in maniera totale, permanente e incondizionata, restituendo così ai Palestinesi i diritti sanciti dalla legge internazionale.

Chiediamo alla Segreteria Generale dell’ONU e ai nostri governi:

  di fare tutto quanto in loro potere per far pressione su Israele affinché revochi  tutte le restrizioni alla libertà di movimento e commercio imposte ai Palestinesi,  permettendo anche all'imbarcazione internazionale Arca di Gaza di partire da Gaza in sicurezza e senza ostacoli;

  di richiedere alle autorità israeliane il pieno rispetto delle acque territoriali della Palestina, compreso il diritto dei palestinesi di pescare almeno 20 miglia nautiche dalla costa di Gaza e l’accesso in sicurezza a tutte le loro terre, per condurre altre attività pacifiche in tutta la loro zona economica e accedere liberamente alle acque internazionali, come fanno le altre nazioni costiere;

  di chiedere l'immediata restituzione di tutte le barche sequestrate da Israele, sia le barche da pesca palestinesi di Gaza, sia tutte le imbarcazioni delle missioni internazionali di solidarietà che hanno contrastato il blocco, e anche il pagamento ai proprietari  della piena compensazione finanziaria per la perdita continuativa di utilizzo delle proprie imbarcazioni e attrezzature.

Breve elenco dei primi firmatari della petizione: per l'elenco completo dei primi firmatari per paese: clicca qui - Per la lista attuale: clicca qui
 

Fonte: Gaza's Ark
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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