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La risposta palestinese alla vittoria di Netanyahu: intensificare la campagna BDS

Dobbiamo intensificare la campagna BDS, dichiarare la fine degli accordi di Oslo e della soluzione dei due stati, e impegnarci a favore di uno stato democratico unitario.

Ma guarda un po’! Contro ogni previsione, il capo del Likud Benjamin Netanyahu formerà il prossimo governo israeliano. Il blocco di destra del Likud ha ottenuto la maggioranza. Nella comunità internazionale molti, incluso il governo degli Stati Uniti, speravano che Isaac Herzog, capo dell’Unione Sionista, avrebbe prevalso e sarebbe diventato primo ministro perché lo vedono come il candidato di "pace", convenientemente ignorando il fatto che l’Unione Sionista aveva nel proprio programma il mantenimento dei principali blocchi di insediamenti illegali israeliani.

In realtà, tuttavia, pur parlando di trattative Herzog rappresenta la continuità con le passate politiche israeliane di pulizia etnica in corso nei confronti dei palestinesi, proprio come Netanyahu. Sia il Likud che l’Unione Sionista non lasceranno ai membri della comunità internazionale impegnati per i diritti umani che un'unica risposta adeguata - Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

Al fine di comprendere il contesto della politica "incrementalmente genocida" di Israele a Gaza, come la chiama Ilan Pappe, è fondamentale sapere che oltre l'80 per cento dei 1,8 milioni di persone concentrate nella Striscia di Gaza sono profughi, espulsi dalle loro case nel 1948 da quello che è ora Israele. La loro espulsione era "necessaria" all'epoca perché la popolazione ebraica della Palestina, che consisteva allora in una minoranza di circa il 33 per cento, potesse creare una "democrazia ebraica." E ora, ci stiamo preparando per un massacro peggiore.

Molti ebrei israeliani ritengono che la maggioranza demografica ebraica in Israele sia ancora minacciata. Lo storico israeliano Benny Morris ha lamentato in un infame editoriale su Haaretz che “se Ben-Gurion avesse effettuato una grande espulsione (nel 1948) e purificato l'intero paese - l'intera Terra d'Israele, fino al fiume Giordano ... Se avesse effettuato una espulsione completa, piuttosto che una parziale, avrebbe stabilizzato lo stato di Israele per generazioni.”

In una dichiarazione rivelatrice due giorni prima delle elezioni, Benjamin Netanyahu ha chiarito definitivamente la sua contrarietà alla creazione di un bantustan palestinese: “Penso che chiunque voglia stabilire uno stato palestinese oggi e evacuare le terre sta dando motivi di attacco all'Islam radicale contro lo Stato di Israele.”

Sia che sia gestito da Herzog che da Netanyahu, o da qualsiasi altro leader sionista, Israele deve essere ritenuto responsabile per le sue azioni al fine di rompere il ciclo israeliano demograficamente motivato di pulizia etnica e di politiche genocide. Punto.

I massacri genocidi israeliani del 2009, del 2012 e del 2014 a Gaza corrono parallelamente ai massacri del 1960 a Sharpeville e a Soweto in Sud Africa, che hanno portato all'intensificazione della campagna BDS contro il regime dell'apartheid.

Le seguenti misure devono essere seriamente e urgentemente considerati da noi palestinesi in risposta al risultato delle elezioni israeliane: dichiarazione della fine degli accordi di Oslo, smantellamento dell'Autorità palestinese, rafforzamento della campagna BDS rendendola politica ufficiale dell'OLP, dichiarazione della morte della soluzione razzista dei due stati e adozione di una nuova strategia a favore di “una persona, un voto” alla sudafricana, e infine riorganizzazione le priorità facendo del diritto al ritorno, piuttosto che di un’“indipendenza” di facciata, il centro del progetto di liberazione.

Per contrastare la complicità internazionale con i crimini di Israele, la campagna dal basso BDS contro l'apartheid israeliano deve essere intensificata. Sotto l'apartheid in Sud Africa, la campagna BDS ha portato infine alla creazione di uno stato democratico multi-razziale e multi-culturale. Allo stesso modo, la campagna BDS contro l'apartheid israeliano deve tradursi in uno stato unitario in cui tutti i cittadini saranno trattati come eguali.

Haidar Eid è professore associato presso il Dipartimento di Letteratura inglese, Al-Aqsa, Striscia di Gaza, in Palestina.
 

Haidar Eid

Fonte: Middle East Eye
Traduzione di Federico Zanettin
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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