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Leila Khaled ed il Dr. Rabah Muhanna mettono in guardia sulla convocazione della sessione straordinaria del Consiglio nazionale palestinese

Il tentativo della leadership monopolistica palestinese di convocare una sessione straordinaria del Consiglio Nazionale Palestinese (PNC) è un atto di sabotaggio contro il movimento nazionale palestinese e dimostra un totale disprezzo per le istituzioni palestinesi e per la loro politica.

In un'intervista la compagna Leila Khaled, membro dell'Ufficio politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha denunciato la strategia utilizzata per convocare la sessione di emergenza del PNC, osservando che le dimissioni dell'ex presidente Mahmoud Abbas e la sua richiesta di far presentare le dimissioni ad altri funzionari durante la riunione del Comitato esecutivo ha il fine esclusivo di creare il pretesto per una sessione di emergenza del PNC, nel tentativo di adattare il Comitato esecutivo alle comodità del presidente dell'Autorità nazionale.

“Il Consiglio nazionale palestinese dovrebbe essere convocato in maniera regolare. Perché in questo momento, dopo tanti anni? Ci sono stati eventi significativi tra cui tre guerre a Gaza, la distruzione dei campi in Siria, la difficile situazione di quelli libanesi, la perpetrata giudaizzazione di Gerusalemme, l'incessante costruzione di nuove colonie in terra palestinese, le aggressioni dei coloni che bruciando i bambini ed i loro genitori durante il sonno (come nel caso di Dawabsheh e Mohammed Abu Khudair), i continui arresti tra la gente del nostro popolo... e tuttavia non abbiamo né sentito né visto nulla, mentre ora il Comitato esecutivo chiede al PNC di riunirsi senza far alcun riferimento a nulla di tutto questo”, ha dichiarato la Khaled.

La compagna ha poi proseguito ricordando invece l'importanza di attuare i piani di riconciliazione avviati dai prigionieri e concordati al Cairo, per rispondere alle sfide che il popolo palestinese deve affrontare, in primo luogo una ristrutturazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) affinché risulti un organismo democratico ed inclusivo di tutte le forze nazionali palestinesi, che proceda su un percorso che porti a termine l'approccio dei negoziati che hanno trascinato al disastro le aspirazioni nazionali del popolo palestinese e che lavori per revisionare la politica globale affinché sia in grado di stabilire le future fasi di lotta e di confronto.

Il compagno Dr. Rabah Muhanna, membro dell'Ufficio politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha invitato i membri del PNC a boicottare la sessione straordinaria convocata per il mese di settembre. Muhanna ha parlato nel corso di un forum convocato dal FPLP e dal FDLP (Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina) a Gaza City per discutere la questione della riunione del PNC.

Sia il FPLP sia il FDLP hanno chiesto la convocazione di una normale sessione del PNC, da concordare e da far preparare da una leadership provvisoria formata da quadri e dirigenti di tutte le fazioni palestinesi, su una base inclusiva e di consenso nazionale.

Muhanna suggerisce particolare attenzione sul fatto che la convocazione prevista per la sessione straordinaria del PNC a Ramallah sotto occupazione esclude i rifugiati palestinesi che vivono fuori della Palestina, facendo notare inoltre la scelta del luogo per la sessione riflette un contenuto politico, come lo è stato per le sessioni precedenti al Cairo, ad Amman e ad Algeri, luoghi che dovrebbero essere scelti e determinati su base politica ed inclusiva.

Il compagno ha osservato che la convocazione della sessione in questo periodo, in quel luogo stabilito e con quelle modalità non riflette alcuna aspirazione da parte della leadership palestinese monopolistica di riformare gli organismi e le istituzioni nazionale palestinesi, ma sarà funzionale invece a bloccare la riconciliazione e a fomentare la divisione.

Saleh Nasser dell'Ufficio politico del FDLP ha dichiarato che una riunione del PNC deve prevedere la partecipazione di tutte le forze palestinesi, sollecitando il consenso nazionale e le riforme democratiche al fine di costruire un programma politico palestinese unificato, evidenziando che il sostegno per una leadership provvisoria è una posizione corretta per organizzare le elezioni del PNC e la sua convocazione.

Khaled al-Batsh della Jihad islamica ha suggerito la necessità di convocare una riunione consultiva di emergenza tra tutte le fazioni palestinesi per organizzare le elezioni del PNC.

Il forum prevedeva un dibattito aperto, con domande ed interventi da parte dei partecipanti che avevano opinioni diverse in merito alla convocazione straordinaria della sessione del PNC: alcuni hanno descritto la scelta come un trucco o un espediente dalla leadership monopolistica, altri hanno fatto notare che si tratta di una violazione del consenso nazionale, ma tutti concordano sulla necessità di dover ricostruire le istituzioni nazionali palestinesi, in particolare l'OLP, su base inclusiva, democratica e che preveda la partecipazione di tutte le forze, sottolineando l'importanza delle pressioni popolare nel delineare il percorso della scena politica palestinese.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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