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L'iniziativa francese rappresenta un attacco ai diritti dei palestinesi

In risposta all’iniziativa che il governo francese ha in programma, ossia di convocare una conferenza ministeriale per la seconda metà del 2016 (presumibilmente il 30 maggio) per discutere della proposta di una "conferenza di pace" per la Palestina, è intervenuto per il Fronte Popolare per la Liberazione il leader palestinese Khaled Barakat.

Il compagno Barakat ha dichiarato: “Tutte le forze della resistenza palestinese si oppongono alla cosiddetta 'iniziativa francese per la pace', sia nelle sue più recenti sia rispetto a quelle precedenti versioni proposte, vista come un chiaro tentativo di liquidare la causa ed i diritti del popolo palestinese. Il governo francese è, come gli Stati Uniti, un mediatore disonesto. La Francia ha una lunga storia di colonialismo nella regione e un ordine del giorno imperialista in corso, supporta in modo sistematico lo Stato di apartheid ed i coloni israeliani. Un tale stato non potrà mai guidare in maniera significativa gli sforzi verso la pace”.

“Se andate a leggere le varie versioni di questa 'iniziativa' a partire da luglio del 2015 ed anche in precedenza, in qualsiasi lingua - francese, inglese o arabo - emerge chiaramente una ricetta per liquidare i diritti nazionali palestinesi ed in particolare il diritto al ritorno dei rifugiati”, ha proseguito Barakat, osservando poi che tutti i rapporti indicano che l'iniziativa prevede 'scambi di terra', il consolidamento dell'esigenza di 'sicurezza per Israele' e affronta 'il problema dei profughi' attraverso, al massimo, un meccanismo di compensazione finanziaria.

Afferma ancora che “quando il popolo palestinese legge il programma proposto dell'iniziativa non può che reagire strappando la carta su cui è stampato il testo. Ci opponiamo alla cosiddetta iniziativa francese non solo per il suo contenuto politico e non solo perché la Francia sta giocando un ruolo colonialista e reazionario nella regione, ma anche a causa delle dinamiche interne in corso in Francia. Tali politiche comprendono l’aggressione al movimento di solidarietà con la Palestina; la criminalizzazione e e le condanne per gli attivisti del BDS che sostengono il boicottaggio di Israele; la continua detenzione del combattente e comunista libanese, il compagno Georges Ibrahim Abdallah; le politiche razziste dello Stato francese nelle città africane, arabe e nelle altre comunità oppresse all'interno della Francia. Tutte queste politiche e pratiche screditano il governo francese e la sua iniziativa come forza per la giustizia e la pace”.

Alla domanda sul ruolo dell'Autorità palestinese e la visita di Mahmoud Abbas in Francia, Barakat ha risposto: “l''iniziativa francese' è pericolosa anche perché arriva in un momento in cui i capitalisti palestinesi stanno conducendo ed imponendo anche con la forza la loro politica. Vi è tutta la disponibilità della cosiddetta 'leadership palestinese' a proseguire con questa tendenza e firmare 'una nuova Oslo'. Tuttavia non siamo solo di fronte alla minaccia di un 'Oslo 2' ma potenzialmente ad una minaccia peggiore, in quanto questo accordo è destinato a essere 'permanente' piuttosto che temporaneo. La natura coloniale della conferenza si riflette nell'esclusione dei palestinesi dalla riunione prevista per discutere del loro futuro. Insomma il popolo palestinese e non l'Autorità Palestinese. Si ricorda la spartizione della Palestina contro la volontà del popolo palestinese, il famigerato accordo Sykes-Picot, la dichiarazione di Balfour e altre scelte coloniali imposte alla Palestina, alla sua terra e alla sua gente. Lo stato coloniale ed i coloni israeliani sono gli unici beneficiari di un tale progetto in Palestina”.

“Questo fa parte di un riallineamento della regione come parte di un progetto imperialista globale”, il compagno prosegue poi facendo riferimento al ruolo dei regimi arabi reazionari su questo piano: “miliardi di dollari donati dalla Francia come offerte di armi all'Arabia Saudita si affiancano al coinvolgimento del regime reazionario saudita nel piano di liquidare la causa palestinese”.

È stato chiesto infine al compagno un'opinione su come affrontare questi piani e questa è la sua risposta: “chiediamo a tutti i rivoluzionari di sinistra e ai movimenti popolari della Francia, alle comunità palestinesi ed arabe ed ai movimenti internazionali per la giustizia di mobilitarsi il 30 maggio contro la conferenza ministeriale organizzata per preparare la cosiddetta 'Conferenza di pace' prevista per la fine del 2016, in difesa dei diritti del popolo palestinese, per il ritorno dei profughi, l'autodeterminazione e la liberazione nazionale”.

Commenti

Dichiarazione dei Palestinesi in Europa
in difesa del Diritto al Ritorno, contro l’iniziativa francese

La dichiarazione delle associazioni e delle istituzioni palestinesi in Europa
“Rifiutiamo l’iniziativa francese: nessun sostituto al Diritto al Ritorno.”

Noi, le sottoscritte organizzazioni e associazioni palestinesi in Europa, dichiariamo il nostro rifiuto categorico alla cosiddetta “Iniziativa francese per la pace” proposta come soluzione finale al conflitto Arabo-Sionista che alcuni poteri europei e partiti arabi e palestinesi stanno vendendo nella regione.

Questa iniziativa manca di credibilità politica e di legittimità, e si pone in un contesto di sistematica distruzione della causa nazionale palestinese e di tutte le sue istituzioni nazionali. Essa ignora deliberatamente l’essenza della causa, la giustizia e i diritti nazionali di un popolo che soffre, del quale la metà sta in esilio e l’altra metà è sotto la minaccia armata del colonialismo d’insediamento di stampo razzista.

Sottolineiamo la necessità di continuare la lotta per affrontare e contrastare qualsiasi iniziativa politica, sia internazionale sia regionale, che non tenga conto dei diritti del popolo palestinese alla libertà, al ritorno, e alla piena sovranità e indipendenza. Non possiamo abbandonare la nostra gente o barattare i nostri legittimi diritti nazionali, per i quali centinaia di migliaia di martiri, prigionieri e feriti si sono sacrificati.

Il rifiuto dell’iniziativa francese è la naturale espressione della posizione del nostro popolo che sta portando avanti una sollevazione popolare da quasi sei mesi e continua a lottare perché finisca l’assedio sionista.

Il popolo palestinese chiama all’unità nazionale e alla sua implementazione nella realtà al fine di confrontarsi con l’entità sionista e le sue politiche razziste volte all’appropriazione di tutta la terra araba e palestinese e all’eliminazione di tutti i palestinesi. Questa è una richiesta popolare autentica che esprime la consapevolezza del nostro popolo dei pericoli che minacciano i diritti di tutti e la causa nazionale.

Gli arabi palestinesi, che si preparano all’anniversario dei 100 anni di resistenza al colonialismo e al sionismo, non possono accettare l’iniziativa francese, che intende minare la resistenza e l’azione popolare continuando un assurdo patto di negoziazioni che garantisce all’entità sionista ulteriore tempo per perpetuare la sua politica di insediamenti, omicidi, arresti e razzismo quotidiani in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme occupata.

Rifiutiamo l’iniziativa francese che include da una parte il riconoscimento e la legittimazione dell’entità sionista nella terra di Palestina, e del cosiddetto “carattere ebraico dello stato di Israele”, e dall’altra riconosce un “mini-stato” palestinese al quale è negata la sovranità e il diritto di armarsi. Allo stesso tempo essa cancella il Diritto al Ritorno e la possibilità di una reale indipendenza, mettendo a repentaglio l’esistenza del nostro popolo dentro e fuori dalla Palestina.

Lo stato francese, che ha una lunga storia di colonialismo ed egemonia alle spalle, che fornisce armi, competenza, tecnologia e fondi all’entità sionista, che criminalizza gli attivisti del BDS movement, e che tiene in prigione l’attivista arabo internazionale Georges Ibrahim Abdallah, non può essere considerato un intermediatore onesto in alcuna operazione di pace nella regione.

Facciamo appello al popolo palestinese in massa a dichiarare il proprio rifiuto di questa iniziativa francese, firmando questa dichiarazione tramite una email all’indirizzo rejectfrenchinitiative@gmail.com, e a organizzare e partecipare a eventi pubblici in occasione del 68° anniversario della Nakba Palestinese del 15 maggio 2016, continuando a resistere e a lottare fino a quando avremo ottenuto il diritto al ritorno, la liberazione, l’uguaglianza e l’istituzione di uno Stato Palestinese democratico che abbia piena sovranità nell’intera terra di Palestina.

In conclusione, facciamo appello alle forze nazionali e islamiche perché annuncino chiaramente le loro posizione in maniera esplicita sull’iniziativa francese, che intede liquidare la causa palestinese e aggravare le crisi interna.

No alla pericolosa iniziativa francese
Sì alla lotta per il ritorno, per la liberazione e per la giustizia

Firmatari:
Democratic Palestine Committees – Germania
Al-Karmel Society – Germania
Democratic Social Platform – Germania
Handala Palestinian Cultural Forum – Austria
Arab Palestinian Democratic Union – Italia
Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network – Europa

Firma mandando una mail all’indirizzo: rejectfrenchinitiative@gmail.com

Traduzione in italiano a cura dell'Associazione di amicizia Sardegna-Palestina

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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