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Negato l'ingresso al co-fondatore del movimento BDS palestinese dai funzionari degli Stati Uniti

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO NAZIONALE PALESTINESE PER IL BDS (BNC)

Il 10 aprile, Omar Barghouti, difensore dei diritti umani dei palestinesi e co-fondatore del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi, si è visto negare l'ingresso negli Stati Uniti all'aeroporto Ben Gurion pur avendo documenti di viaggio validi.

Barghouti aveva programmato di recarsi negli Stati Uniti per un tour che includeva eventi pubblici alla NY University di Washington, D.C., alla NY University di New York City e all'Università di Harvard, e incontri con i principali responsabili politici, con eminenti esponenti della cultura e giornalisti. Dopo il suo giro di conferenze, Omar Barghouti avrebbe partecipato al prossimo matrimonio della figlia.

Pubblichiamo sia il commento di Omar Barghouti sulla negazione del suo ingresso negli Stati Uniti, sia il comunicato stampa dell'Arab American Institute (AAI), una delle organizzazioni statunitensi che prevedeva di ospitarlo.

Omar Barghouti, difensore dei diritti umani dei palestinesi e cofondatore del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti dei palestinesi, ha dichiarato:

“Questo divieto di ingresso da parte degli Stati Uniti contro di me, che ha motivazioni sia ideologiche che politiche, fa parte della crescente repressione israeliana contro i difensori dei diritti umani palestinesi, israeliani e internazionali del movimento BDS per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza. Israele non sta semplicemente continuando il suo decennale sistema di occupazione militare, apartheid e pulizia etnica, sta sempre più esternalizzando la sua oltraggiosa repressione maccartista agli Stati Uniti e alle coorti xenofobe e di estrema destra in tutto il mondo.

I sostenitori dell'apartheid israeliano negli Stati Uniti stanno cercando disperatamente di negare ai legislatori politici, ai media, al pubblico vasto ed eterogeneo della New York University e di Harvard, della libreria Uncle Bobbie’s a Filadelfia e della sinagoga Tzedek di Chicago, il diritto di ascoltare direttamente da un difensore dei diritti umani dei palestinesi la richiesta di porre fine alla complicità degli Stati Uniti nei crimini di Israele contro il nostro popolo. Ma la mia discussione con Peter Beinart è comunque andata avanti oggi al campus della NYU a Washington, D.C., e tutti gli altri miei eventi andranno avanti come previsto, solo che il pubblico mi vedrà su uno schermo, non di persona.

Una cosa di cui questo divieto mi priva e che non posso compensare è il diritto di essere al matrimonio della mia figlia che vive negli Stati Uniti. Mi fa male ma non mi scoraggia.

Con i legami intersettoriali in continua evoluzione che collegano il movimento BDS per i diritti dei palestinesi con le lotte delle comunità di colore, degli indigeni americani, attivisti/e, giovani ebrei, sindacalisti, accademici, artisti, studenti, gruppi LGBTQI, movimenti contro la guerra e altri, noi prevarremo. Intensificheremo la nostra comune lotta contro il fascismo e il razzismo in tutte le sue forme attraverso la nostra battaglia, moralmente coerente, per la giustizia, per la dignità e per una vita che valga la pena di essere vissuta, come ebbe ad affermare il nostro compianto poeta Mahmoud Darwish.”

COMUNICATO STAMPA DELL'ARAB AMERICAN INSTITUTE (AAI)

L’AMMINISTRAZIONE TRUMP NEGA L’INGRESSO A IMPORTANTE DIFENSORE DEI DIRITTI UMANI DEI PALESTINESI

Alla vigilia del tour di conferenze negli Stati Uniti, negato l’ingresso al co-fondatore del BDS Omar Barghouti

WASHINGTON, D.C. (11 aprile 2019) - Il 10 aprile, a Omar Barghouti, un importante attivista per i diritti umani dei palestinesi, è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti all'aeroporto Ben Gurion nonostante i documenti di viaggio validi. L'Arab American Institute lo aveva invitato a Washington per partecipare a conferenze e programmi educativi.

Barghouti, che è co-fondatore del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) a guida della società civile palestinese, aveva programmato negli Stati Uniti un tour che includeva eventi pubblici alla NYU di Washington, D.C., alla NYU di New York City e alla Università di Harvard oltre a incontri con i principali responsabili politici, leader della cultura e giornalisti. Dopo il suo tour di conferenze, Barghouti avrebbe partecipato al prossimo matrimonio di sua figlia.

In passato Barghouti aveva avuto difficoltà dovute al fatto che il Governo israeliano limitava la sua capacità di uscire e entrare in Israele non rinnovando il suo documento di viaggio. A tal fine, Amnesty International ha emesso un appello il 7 febbraio 2019 per chiedere a Israele di "porre fine al divieto arbitrario di viaggio al difensore dei diritti umani Omar Barghouti". In seguito a questo appello, gli è stato rilasciato un documento di viaggio israeliano. Poiché possedeva già un visto degli Stati Uniti valido fino al gennaio 2021, i piani per il suo tour di conferenze è stato confermato. Tuttavia, il 10 aprile, Barghouti è stato informato all'aeroporto Ben Gurion dal personale della compagnia aerea che al Consolato degli Stati Uniti a Tel Aviv era stato impartito l’ordine dai Servizi statunitensi di cittadinanza e immigrazione (USCIS) di impedirgli di viaggiare negli Stati Uniti. Barghouti non ha ricevuto spiegazioni per questo divieto oltre alla “questione relativa all’immigrazione”.

Il presidente dell’AAI, James Zogby, ha dichiarato:

“Omar Barghouti è uno dei leader nella difesa dei diritti umani dei palestinesi. Il negato ingresso negli Stati Uniti che è stato presentato a Omar è l’esempio più recente della noncuranza dell’Amministrazione Trump per questi diritti. Le visite di Omar, che ha studiato a lungo qui e che ha tenuto numerose conferenze [negli S.U., N.d.T.] in passato, non sono mai state un problema prima. È chiaro che questa decisione politica arbitraria è stata motivata dallo sforzo di questa amministrazione per far tacere la voce dei palestinesi. In un momento in cui membri del Congresso sostengono l’introduzione di progetti di legge e di risoluzioni anti BDS, in cui certi stati hanno votato legislazioni che prendono di mira il movimento di boicottaggio nonviolento in violazione dei diritti protetti dal nostro primo emendamento, è preoccupante che i nostri politici e il popolo americano non abbiano la possibilità di sentire direttamente l’opinione di Omar. Le voci dei difensori dei diritti dei palestinesi sono messe a tacere quando si negano discussioni o dibattiti attraverso leggi le cui motivazioni sono politiche o che sono semplicemente regressive e discriminatorie.”

Il comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) è la più grande coalizione nella società civile palestinese. Guida e sostiene il movimento globale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti dei palestinesi.

Fonte : BNC

Traduzione di BDS Italia

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