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A proposito dei razzi che i combattenti palestinesi lanciano contro l’occupante

Ad ogni occasione in cui i giornali, le televisioni e le radio affrontano la questione dei “razzi della resistenza palestinese” riportando più o meno quanto segue: “con ogni probabilità si tratta di cellule salafite che non rispettano la tregua che nell’agosto del 2014 mise fine a un mese e mezzo di guerra tra Israele e Hamas”.

A queste notizie seguono i commenti sui social network degli attivisti o comunque delle persone che si autodefiniscono solidali con la causa palestinese che paventano ritorsioni da parte dei sionisti, lasciando intendere che tali scelte palestinesi possano risultare spontaneiste se non addirittura provocatorie.

Proviamo a fare un po’ di ordine, pur nella consapevolezza che l’ideologia borghese e sionista abbia fatto breccia nelle menti dei più. Precisiamo che l’aggressione israeliana del 2014, così come quelle precedenti, non era rivolta contro Hamas ma contro il popolo palestinese, come peraltro ebbe a precisare molto bene Vittorio Arrigoni dopo “Piombo Fuso”.

Ma veniamo ai razzi e a chi non rispetta la tregua. In particolare su “Il Manifesto” (unico giornale italiano che offre informazioni oneste e chiare) vengono riportate quotidianamente le aggressioni condotte da Israele in Cisgiordania (Palestina), l’ininterrotta avanzata delle colonie, gli omicidi mirati, gli arresti e la pratica della Detenzione Amministrativa.

I palestinesi che vivono a Gaza sono prigionieri di Israele e dell’Egitto, muoiono per malattie che non possono curare, vivono da anni senza acqua potabile e proprio pochi giorni fa (a proposito di chi non rispetta la tregua) la marina sionista ha sparato contro i pescatori palestinesi.

Le 20 miglia nautiche stabilite dagli gli accordi di Gerico nel 1994 tra Israele e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) sono state ridotte a 12 miglia con l’Accordo Bertini nel 2002. Nel 2006 l’area concessa alla pesca è stata ridotta a 6 miglia nautiche dalla costa, ma a seguito dell’offensiva militare israeliana “Piombo Fuso” (2008-2009) Israele ha imposto un limite di 3 miglia nautiche dalla costa, impedendo ai palestinesi l’accesso all’ 85% delle acque a cui avrebbero avuto diritto secondo gli accordi di Gerico del 1994. Sono decine i pescatori assassinati e quelli arrestati… con quale accusa? Solo di essere pescatori palestinesi. Inoltre barche e attrezzature sistematicamente sequestrate.

Vediamo cosa è successo in Palestina nel mese di Gennaio 2017. Le forze di occupazione hanno arrestato 590 palestinesi tra Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme, tra cui 128 bambini, 14 donne, un membro del Consiglio legislativo palestinese ed un giornalista.

Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato 156 palestinesi da Gerusalemme, 90 da al-Khalil, 66 da Betlemme, 64 da Nablus, 50 da Jenin, 56 da Ramallah ed El-Bireh, 37 di Tulkarem, 27 di Qalqilya, 13 da Tubas, 13 dalla Striscia di Gaza, 10 da Gerico e 8 da Salfit. Sono stati 91 gli ordini di detenzione amministrativa emessi nel gennaio 2017, tra cui uno contro il membro del Consiglio Legislativo Palestinese (PLC) Ahmed Mubarak ed uno contro il giornalista Nidal Abu Aker. Il numero totale dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane è di circa 7.000, tra cui 52 donne, 11 sono ragazze minorenni. Ci sono 300 prigionieri minorenni, circa 530 detenuti amministrativi e 21 giornalisti.

Lo scorso mese ha visto anche decine di violente incursioni notturne contro i prigionieri palestinesi, con la devastazione delle sezioni e delle celle dei prigionieri ed il saccheggiando dei loro effetti personali. Primo Levi avrebbe detto: “Se questa è tregua”.

Chiudiamo con M. Darwish che raccoglie desiderio, dignità e bisogno di Resistenza:

 

[…]
Allora!
scrivilo in cima alla prima pagina:
“non odio la gente, né aggredisco alcuno,
ma se divento affamato
la carne dell’ usurpatore sarà il mio cibo.
Attenzione!
Guardatevi dalla mia collera
e dalla mia fame!
[…]

 

Anche in questi giorni con un comunicato il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha rivendicato il diritto dei palestinesi alla resistenza. E noi con loro.

Palestina Rossa

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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