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Ricorso della professoressa Terri Ginsberg alla Corte Suprema del North Carolina

Dopo aver criticato il trattamento israeliano nei confronti dei palestinesi e le politiche degli Stati Uniti verso Israele-Palestina, la Dottoressa Terri Ginsberg ha perso la sua cattedra presso la North Carolina State University. La seguente lettera aperta verrà inviata assieme alle firme alla Corte Suprema del North Carolina e al Rettore della North Carolina State University (NCSU) Randy Woodson.

La libertà accademica nelle università americane è sotto attacco?

(Foto illustrativa di una lezione universitaria: flickr/Institute of Development Studies del Sussex)

Alla North Carolina State University, subito dopo che la dottoressa Terri Ginsberg ha espresso commenti politici solidali alla proiezione di un film palestinese nel 2007, è passata dall'essere la candidata favorita per una cattedra ad una posizione nella quale le viene perfino negata un colloquio. I suoi sforzi per rimediare sono stati sommariamente respinti dalla NCSU e dalle due corti.

Ad una giuria dovrebbe essere consentito di decidere se la vera ragione della NCSU per licenziare la dottoressa Ginsberg sia stata l'ostilità verso le sue opinioni politiche, ma questo diritto legale le è stato negato. Noi sollecitiamo la Corte Suprema del North Carolina a rivedere il caso della dottoressa Ginsberg e a ribaltare le decisioni dei tribunali inferiori tese a respingerlo.

Su queste basi, la Corte contribuirebbe a porre un precedente col quale i docenti alla NCSU e altrove possano esercitare il loro diritto alla libertà di espressione accademica sul tema Palestina/Israele.

 

Istanza reclamo respinta

Nel marzo 2008 la Dottoressa Terri Ginsberg ha presentato un'istanza di reclamo al Senato dei Docenti della NCSU per violazioni dei diritti garantiti dal Primo Emendamento e degli altri diritti garantiti ai sensi del Codice dell'Università; violazioni che sono state perpetrate dai suoi superiori, colleghi amministrativi durante il suo lavoro lì come Professore Assistente senza cattedra con contratto di un anno, ma con possibilità di rinnovo. Queste violazioni costituiscono attacchi mirati al discorso accademico della dottoressa Ginsberg a supporto dei diritti dei palestinesi e della loro legittimità e di critica alla politica statunitense e israeliana in Medio Oriente, attacchi culminati nella non riconferma alla sua posizione nella NSCU.

Nonostante le forti e legalmente fondate raccomandazioni da parte di James Martin, presidente dei docenti alla NCSU, secondo le quali il caso della Dottoressa Ginsberg avrebbe meritato un equo processo nel campus, il Cancelliere della NCSU James L. Oblinger ha scelto nel giugno 2008 di bloccare il suo reclamo sulla base di un appello che gli fu inviato dai responsabili nominati ad accogliere il reclamo il quale sosteneva erroneamente, che il ricorso fosse stato presentato troppo tardi, e che, inoltre, come docente interessato, la dottoressa Ginsberg non aveva alcun diritto di lamentarsi ai sensi del Codice Universitario. Successivamente sia il consiglio di amministrazione della University of North Carolina (UNC) che, più tardi, una locale corte del North Carolina hanno confermato la decisione di Oblinger.

 

Corte Superiore del North Carolina : il rigetto del caso

Nel mese di ottobre del 2009, la Dottoressa Ginsberg ha intentato una causa presso la Corte Superiore del North Carolina contro il consiglio di amministrazione della UNC appellandosi al Primo Emendamento e alle violazioni del diritto di coscienza. E' seguita una settimana di deposizioni, durante la quale la NCSU ha ammesso di aver soppresso il suo discorso critico nei confronti del sionismo e di sostegno alla lotta di liberazione palestinese, mentre lei era assunta come "professore esterno", e di aver scelto di non invitarla ad un colloquio o di assumerla per una cattedra a causa della sua borsa di studio incentrata sulla Palestina/Israele, il Medio Oriente, e gli "Ebrei".

Per esempio, testimoni della NCSU, tra cui Marsha Orgeron, direttrice del Programma degli Studi sulla Filmografia e presidente del comitato di ricerca della facoltà degli Studi sulla Filmografia, e Akram Khater, direttore del Programma degli Studi sul Medioriente, hanno ammesso di aver reagito negativamente alle dichiarazioni di sostegno della Dottoressa Ginsberg ad una proiezione di un film palestinese, Ticket to Jerusalem (dir. Rashid Masharawi), durante il quale ha ringraziato il pubblico per la partecipazione supportando in tal modo la presentazione delle prospettive di liberazione palestinesi, come il punto di vista mostrato nel film. Orgeron e Khater hanno dichiarato che i commenti della Dottoressa Ginsberg li hanno portati a preoccuparsi che i membri del pubblico percepissero il Programma degli Studi sulla Filmografia e Programma degli Studi sul Medioriente come "di parte". Poco dopo, la dottoressa Ginsberg fu costretta a dimettersi dalla serie di proiezioni sul Medioriente che aveva contribuito a curare; è passata dall'essere la candidata favorita per una cattedra ad una posizione nella quale le viene perfino negato un colloquio. I film palestinesi non sono stati acquistati per il suo corso della primavera 2008 del cinema sul conflitto israelo-palestinese, ed è stata esclusa da ulteriori attività extra-curriculari e dipartimentali.

Purtroppo, la Corte Superiore del North Carolina e, successivamente, la Corte d'Appello del North Carolina hanno respinto il caso della Dottoressa Ginsberg basandosi su giudizi sommari. Nonostante la scoperta che diversi funzionari dell'Università erano effettivamente molto a disagio circa il discorso della Dottoressa Ginsberg in merito al conflitto israelo-palestinese, la Corte d'Appello ha ritenuto che non sussisteva alcun nesso di causalità tra tale discorso e la improvvisa decisione dell'Università di non mantenere la sua candidatura alla cattedra di facoltà giorni dopo.

Entrambe le corti hanno ignorato le voluminose prove della Dottoressa Ginsberg che mettevano in discussione le affermazioni dell'Ateneo circa la motivazione del suo mancato rinnovo, così come valide prove circostanziali suggerivano che l'ostilità al discorso "pro-palestinese" della Dottoressa Ginsberg avessero motivato la decisione. Infatti le corti hanno esposto inesattamante, ignorato, e decontestualizzato tali prove, mentre avevano del tutto trascurato di prendere in considerazione gli argomenti giuridici e i precedenti citati nelle arringhe dei suoi avvocati, concludendo che le sue rivendicazioni nei confronti della NCSU erano soltanto "speculative" e quindi immeritevoli di un'audizione formale.

Riteniamo che, sulla base delle prove, la "parzialità" di cui fu accusata la dottoressa Ginsberg è stata chiaramente dimostrata e riconosciuta  solo dai diversi colleghi che furono coinvolti in azioni negative nei suoi confronti, piuttosto che dalla Dottoressa Ginsberg stessa, la quale  stava semplicemente esercitando il suo diritto costituzionale alla libertà di parola accademica. Nella misura in cui esistono notevoli  differenze rispetto all'interpretazione delle parti di ciò e delle altre prove alla Dottoressa Ginsberg dovrebbe essere consentito di presentare il suo caso davanti ad una giuria, che è la via corretta e legittima con la quale giudicare la validità delle sue affermazioni.

 

Corte Suprema del North Carolina: ricorso per la revisione

Nel dicembre 2011 la Dottoressa Ginsberg ha presentato un ricorso per la Revisione del suo caso alla Corte Suprema del North Carolina. Il ricorso sostiene che la decisione della Corte d'appello, come quella della corte minore prima, abbassa il livello di giudizio ad unasemplice decisione su questioni puramente lavorative, negando ingiustamente alla Dottoresssa Ginsberg un'audizione davanti a una giuria.

Essa sostiene di contro che la sentenza nega la protezione alla libertà accademica che la costituzione della Carolina del Nord garantisce, e dà carta bianca ai datori di lavoro nel discriminare sulle decisioni di assunzione.

Infine, esso afferma che la decisione dell'Univesità NC fornisce anche un cattivo esempio per gli altri Stati, fallendo nel proteggere la libertà accademica dei professori e, in fondo, restringendo l'ambito di argomenti al quale gli studenti possono interessarsi.

Il caso della Dottoressa Ginsberg è solo l'ultimo di una ondata di casi simili che sono stati trascurati, ignorati o respinti dai tribunali.

Predisposizioni ideologiche di parte e orientamenti politici hanno così potuto liberamente interferire con l'interpretazione di palesi violazioni dei principi accademici e di associazione. Come risultato, i presunti responsabili di discriminazioni nei campus e di violazioni degli argomenti accademici contro gli studiosi la cui ricerca comporta il supporto per i diritti e per la legittimità dei palestinesi e e la critica alla politica statunitense e israeliana in Medio Oriente hanno ottenuto carta bianca, mentre la crescente marginalizzazione e il super-sfruttamento dei docenti sono stati autorizzati a continuare senza impedimenti. Tali diritti e legittimità sono supportati da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza così come da quelle della Corte internazionale di Giustizia, e da molti studiosi israeliani.

In particolare nel caso della Dottoressa Ginsberg, non solo i tribunali del North Carolina hanno sostanzialmente deciso, ignorando le sue prove e le sue argomentazioni giuridiche, che gli argomenti accademici critici del sionismo e di sostegno alle prospettive palestinesi, arabe e musulmane non sono protette dalla libertà di parola (articolo I, punto 14) della Costituzione del Notrth Carolina.

Soprattutto alla luce delle motivazioni superficiali e di circostanza che i giudici hanno fornito per respingere il suo caso, la Dottoressa Ginsberg dovrebbe essere legittimate a presentare ad una giuria la prova che, tra le altre cose, la NCSU ha ceduto alle pressioni esercitate dalla Destra nel North Carolina, esemplificate dall'associazione influente e ultra-conservatore Pope Foundation (Fondazione Papa), la quale ha elargito ingenti somme di denaro alla Università del North Carolina, ed è un esplicito sostenitore della linea dura del sionismo. Tali donazioni hanno messo a tacere qualsiasi lezione sui diritti dei palestinesi e hanno diminuito il dibattito e le discussioni in merito a ciò all'interno dei campus. Cedere a tali pressioni, sia nei campus che nei tribunali, non è nell'interesse né della libertà di parola né della legittima ricerca accademica, né tanto meno degli Stati Uniti e di Israele/Palestina, e ancora meno di un Medio Oriente stabile e prospero.

 

Ruolo della Corte Suprema del North Carolina

Noi sottoscritti, esortiamo vivamente la Corte Suprema del North Carolina a rivedere il caso della Dottoressa Ginsberg e, dopo una profonda riflessione, a ribaltare le decisioni dei tribunali inferiori tese a respingerlo.

Le punizioni indiscriminate e la soppressione delle argomentazioni critiche delle violazioni dei fondamentali diritti dei palestinesi o critiche del sionismo, di Israele e della politica americana in Medio Oriente sono inaccettabili in una istituzione impegnata a favore della libertà accademica che costituisce per suoi studenti un modello per la democrazia.

I docenti universitari non dovrebbero essere intimiditi nell'affrontare argomenti "controversi" per paura di essere richiamati disciplinarmente o di perdere il posto di lavoro, né il sistema di giustizia degli Stati Uniti dovrebbe fallire nel rimuovere qualsiasi divieto imposto alla libertà accademica al fine di proteggere visioni differenti, quali che siano le ragioni.

La Dottoressa Ginsberg merita, e ne ha il diritto legale, un processo equo da una giuria di suoi pari, e quindi la possibilità di essere ascoltata e di riguadagnare la sua reputazione contro coloro che la ritengono colpevole per il suo legame con la solidarietà per la Palestina.

A fronte dell'improvviso cambiamento dell'Universita nel negare alla Dottoressa Ginsberg una cattedra, una giuria dovrebbe poter decidere se la vera ragione della NCSU per rifiutarla sia stata l'ostilità verso le sue opinioni sul tema "Ebrei/Israele", come il rapporto di un comitato d'indagine effettivamente afferma - piuttosto invece perché lei è "troppo qualificata" e non lavora più nel settore di specializzazione, il Cinema Europeo, richiesto nell'annuncio della posizione aperta, come l'Università ha falsamente affermato essere la ragione della sua non riassunzione. In aggiunta al suo lavoro sul cinema palestinese/israeliano, la dottoressa Ginsberg è infatti un'esperta di fama internazionale del cinema tedesco.

Noi rispettosamente vi facciamo presente che, nel ribaltare le decisioni dei tribunali minori per chiudere il caso, la Corte Suprema del North Carolina contribuirebbe a ripristinare il diritto alla libertà di espressione accademica espresso nel Primo Emendamento, cosicché i docenti alla NCSU e altrove potrebbero iniziare di nuovo ad esercitare il loro diritto legale di affrontare il tema Palestina/Israele e di godere quindi dei loro pieni diritti come studiosi, insegnanti e intellettuali della comunità accademica.

 

[Click here to sign the petition]

[Click here to view signatories]

http://www.gopetition.com/petitions/open-letter-to-nc-supreme-court-ginsberg-vs-ncsu.html

 

This letter is sponsored by:

British Committee for the Universities of Palestine (BRICUP)
U.S. Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (USACBI)
Center for Constitutional Rights
Jewish Voice for Peace-Westchester
WESPAC Foundation
Committee for Open Discussion of Zionism (CODZ)

 

Font: Alternative Information Center

 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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