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Sanzioni mirate immediate contro annessione e apartheid

La società civile palestinese ribadisce la richiesta di sanzioni mirate immediate per fermare l'annessione e l'apartheid di Israele

Il governo estremista israeliano ha deciso oggi di non rivelare se, e in che modo, trarrà vantaggio dall’ "opportunità d'oro" offerta dall'amministrazione Trump per intraprendere l'annessione de jure di grandi parti della Cisgiordania palestinese occupata. Tuttavia, nessuno dovrebbe essere ingannato. Israele continuerà tranquillamente ad annettere di fatto il territorio palestinese occupato, come ha fatto per decenni, mentre cerca di placare i suoi alleati occidentali. Ma come ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, “L'annessione è illegale. Punto. Qualsiasi annessione."

Centinaia di studiosi di diritto internazionale concordano. Scrivono che le annessioni israeliane del territorio occupato sono "nulle, comportano conseguenze di illegittimità internazionale e - in determinate circostanze - portano a una responsabilità penale internazionale individuale", indipendentemente dal fatto che tali annessioni siano effettuate "attraverso 'estensione della sovranità', 'estensione di legge, giurisdizione e amministrazione' o esplicita annessione." Hanno concluso che, "l'annessione de facto comporta le stesse conseguenze legali dell'annessione de jure".

Per oltre mille parlamentari europei, "La mancanza di una risposta adeguata [all'annessione israeliana] incoraggerebbe altri stati con pretese territoriali a non tenere conto dei principi di base del diritto internazionale", minando "le norme più elementari che guidano le relazioni internazionali, tra cui la Carta delle Nazioni Unite."

La comunità internazionale deve quindi imporre sanzioni legali, mirate e immediate a Israele in risposta alla sua annessione già in corso, all'occupazione militare illegale e al regime di apartheid, di discriminazione razziale, segregazione ed espansione territoriale che è sancito dalla legge nazionale israeliana.

Con il suo silenzio, Israele spera di mettere a tacere le mobilitazioni globali che hanno costretto la comunità internazionale a prendere in considerazione misure di responsabilizzazione e di salvaguardare la sua impunità. Israele, dopo tutto, è ben consapevole che il clima di complicità internazionale e mancanza di responsabilizzazione è ciò che ha permesso alla sua colonizzazione, apartheid e annessione di territorio palestinese de facto e de jure di continuare per decenni.

L'annessione israeliana de jure di territorio palestinese occupato, formalizzata a Gerusalemme Est nel 1967 e successivamente consolidata nella Legge Fondamentale del 1980, può ora essere replicata in altre parti dei Territori Palestinesi Occupati. Secondo decine di esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite, tale annessione formale materializza un "apartheid del 21° secolo", e costituisce una "gravissima violazione del diritto internazionale", come ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Già nel 2004, la Corte internazionale di giustizia (CIG) aveva avvertito che l'annessione israeliana de facto delle sue colonie illegali per mezzo del Muro poteva diventare un fatto compiuto. Sedici anni dopo, questo si è effettivamente materializzato. La CIG ha invitato tutti gli Stati e le Nazioni Unite ad adottare misure per porre fine a queste gravi violazioni israeliane dell'ordine legale internazionale basato sulla Carta delle Nazioni Unite e del diritto umanitario internazionale e per adempiere ai loro obblighi di non-riconoscimento e non-assistenza.

Ora è il momento di prendere serie misure di responsabilizzazione, non solo per difendere i diritti dei palestinesi ai sensi del diritto internazionale, ma soprattutto per salvaguardare la credibilità e il rispetto del diritto internazionale stesso.

In risposta alla continua annessione e alle gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi da parte di Israele, la società civile palestinese ribadisce il suo appello unitario a tutti gli Stati e a tutte le organizzazioni internazionali affinché rispettino i loro obblighi legali di cooperare per porre fine all'occupazione illegale, all'annessione e all'apartheid di Israele, e di negare loro ogni riconoscimento e assistenza, attuando immediatamente, in via prioritaria, le seguenti misure:

  1. Messa al bando del commercio di armi e della cooperazione nel settore militare e della sicurezza con Israele.
  2. Sospensione degli accordi commerciali e di cooperazione con Israele.
  3. Divieto di commercio con le colonie illegali israeliane e cessazione degli affari delle imprese con il progetto israeliano delle colonie illegali.
  4. Indagine e azione penale nei confronti di individui e società responsabili di crimini di guerra / crimini contro l'umanità nel contesto del regime israeliano di occupazione illegale e di apartheid.
  5. Sostegno agli sforzi nelle Nazioni Unite per ricostituire il Comitato Speciale delle Nazioni Unite contro l'Apartheid e il Centro delle Nazioni Unite contro l'Apartheid per indagare sull'apartheid israeliana.

Firmatari della società civile palestinese:

  • Palestinian Human Rights Organizations Council (PHROC) including:
    • Al-Haq – Law in the Service of Mankind
    • Al Mezan Center for Human Rights
    • Addameer Prisoner Support and Human Rights Association
    • Palestinian Centre for Human Rights (PCHR)
    • Defense for Children International Palestine (DCIP)
    • Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center (JLAC)
    • Aldameer Association for Human Rights
    • Ramallah Center for Human Rights Studies (RCHRS)
    • Hurryyat – Center for Defense of Liberties and Civil Rights
    • The Independent Commission for Human Rights (Ombudsman Office) – Observer Member
    • Muwatin Institute for Democracy and Human Rights – Observer Member
  • Palestinian NGO Network (PNGO)
  • Global Palestine Right of Return Coalition
  • Palestinian Bar Association
  • Palestinian Medical Association
  • General Union of Palestinian Teachers
  • Palestinian Federation of Unions of University Professors and Employees (PFUUPE)
  • General Union of Palestinian Women
  • General Union of Palestinian Writers
  • Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI)
  • Council of National and Islamic Forces in Palestine
  • General Union of Palestinian Workers
  • Palestinian Union of Postal, IT and Telecommunication workers
  • Palestinian National Institute for NGOs (PNIN)
  • Federation of Independent Trade Unions
  • Union of Palestinian Farmers
  • Grassroots Palestinian Anti-Apartheid Wall Campaign (STW)
  • Popular Struggle Coordination Committee (PSCC)
  • Civic Coalition for the Defense of Palestinian Rights in Jerusalem
  • Coalition for Jerusalem
  • National Committee to Commemorate the Nakba
  • General Union of Palestinian Peasants
  • Union of Palestinian Charitable Organizations
  • Union of Professional Associations
  • Women’s Campaign to Boycott Israeli Products
  • Union of Youth Activity Centers-Palestine Refugee Camps
  • Agricultural Cooperatives Union
  • National Committee for Grassroots Resistance
  • Palestinian General Federation of Trade Unions PGFTU–Gaza
  • Palestinian Agricultural Relief Committee (PARC)
  • Palestinian Medical Relief Society (PMRS)
  • Women Study Center (WSC PAL)
  • Palestinian Feminist Center for Sexual and Gender Freedoms – Aswat, Haifa
  • Palestinian Working Woman Society for Development
  • Women’s Centre for Legal Aid and Counselling (WCLAC)
  • MADA - Palestinian Center for Development & Media Freedoms
  • Wasel Center for Youth Development
  • Youth Development Society
  • The Cultural Forum Center
  • Early Childhood Sources Association
  • Union of Agricultural Work Committees (UAWC)
  • Human Rights & Democracy Media Center “SHAMS"
  • Rural Women Development Association
  • Khalil Sakakini Cultural Center
  • Arab Center for Agricultural Development (ACAD)
  • Health Work Committees
  • The National Union of Civil Society Organizations, Nablus
  • Burj Al-Luqluq Social Center Society, Jerusalem
  • Land Defense Coalition
  • Federation of New Trade Unions
  • Tamer Institute for Community Education
  • Palestinian Youth Union
  • Occupied Palestine and Syrian Golan Heights Initiative (OPGAI)
  • Popular Art Center (PAC)
  • Teacher Creativity Center
  • The Palestinian Center for Peace and Democracy (PCPD)
  • Arab Agronomists Association (AAA)
  • Seeds Association for Development and Culture
  • Palestinian House of Friendship
  • Palestine Friend’s Association
  • Yafa Cultural Center
  • Alrowwad Cultural and Arts Society
  • Young Women Christian Association (YWCA)-Palestine
  • Treatment and rehabilitation Center for Victims of Torture (TRC)
  • Palestinian Family Planning and Protection Association (PFPPA)
  • Joint Advocacy Initiative-The East Jerusalem YMCA-YWCA of Palestine
  • Kairos Palestine
  • Palestinian Academic Society for the Study of International Affairs (PASSIA), Jerusalem
  • Ma’an Development Center
     

Fonte: Al Haq
Traduzione di BDS Italia
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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