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Scrivi a Paola Maugeri: Sodastream ha un impatto, eccome!

Paola Maugeri, giornalista e autrice del libro La mia vita a impatto zero, nota per il suo impegno per la sostenibilità ambientale, ha scelto di essere testimonial per Sodastream, ditta israeliana che trae profitti dal furto di terre palestinesi e dalle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.

Firma la lettera aperta a Paola per convincerla a non lasciare che le sue giustissime convinzioni vengano usate per costruire un’immagine positiva di una ditta che approfitta dall’occupazione israeliana.

Fatti sentire da Paola anche attraverso Facebook e Twitter.

 


Cara Paola,

ti conosciamo per le tue scelte di vita, dall'essere vegana all'impegno a vivere in modo responsabile e sostenibile, a impatto zero. Ed è proprio per questo che ci stupisce la tua scelta di essere testimonial di Sodastream, produttore israeliano di gasatori domestici che d'impatto ne ha, eccome! La Sodastream opera in palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale.

Sta scritto nero sul bianco nella relazione annuale di Sodastream: i principali impianti produttivi si trovano a Ma'aleh Adumim, un insediamento israeliano costruito illegalmente nei territori palestinesi occupati.[1] È fin dal 1996 che Sodastream sostiene direttamente questo insediamento illegale, attraverso le imposte comunali, tasse destinate esclusivamente alla crescita e allo sviluppo, cioè l'espansione sulle terre rubate ai palestinesi.[2]

E mentre Sodastream investe ingenti somme in campagne pubblicitarie in Italia, 3 milioni di euro per il 2012,[3], cercando di fare leva su un'immagine di azienda ecologista, sta contribuendo all'inquinamento di acque e terre palestinesi. Ma'aleh Adumim infatti gestisce la famigerata discarica di Abu Dis[4], anche questa costruita su terre confiscate ai Palestinesi, dove ogni giorno vengono scaricate oltre 1.100 tonnellate di rifiuti provenienti da Gerusalemme e dagli insediamenti israeliani. Perfino il ministero israeliano per l'Ambiente ha dichiarato che la discarica sta "inquinando fiumi e terreni vicini"![5]

Non per niente, entrambe le due principali organizzazioni ambientaliste in Italia preferiscono non avere niente a che fare con Sodastream. Un mese fa il presidente del Comitato Oasi WWF Dune degli Alberoni ha scritto una lettera di diffida all'azienda sull'uso del marchio WWF. Anche Legambiente, avendo già annullato un contratto di sponsorizzazione con Sodastream nel 2010 per via delle sue gravi violazioni del diritto internazionale, si è vista costretta ad inviare una diffida a febbraio di quest'anno, intimando il ricorso a un'azione legale, per il continuato utilizzo improprio del suo logo da parte dell'azienda israeliana.

Anche i consumatori consapevoli si sono espressi. Una lettera che chiede ai rivenditori di sospendere le vendite di Sodastream è stata firmata da oltre 1100 persone e da più di 30 gruppi, ONG e associazioni in tutt'Italia.[6] Ma le iniziative in questo senso vanno oltre l'Italia. Sodastream è divenuta oggetto di una campagna di boicottaggio internazionale, dal Nord America all'Europa all'Oceania.

Noi crediamo come te che sia "fondamentale capire da dove arrivano i prodotti che compaiono sulla nostra tavola" e nelle nostre case. Siamo inoltre convinti che sarai d'accordo che un impegno per la sostenibilità ambientale non può essere disgiunto dal rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.

Per questo, in coerenza con la tua convinzione della necessità di "pensare con la propria testa", ti chiediamo di interrompere ogni rapporto con Sodastream. Ti chiediamo di non lasciare che le tue giustissime convinzioni vengono usate per costruire un'immagine positiva di un'azienda che si rende complice e trae profitti dalla brutale occupazione israeliana, che nega i diritti fondamentali ai palestinesi, incluso l'accesso all'acqua di cui parla tanto Sodastream.[7]

Dici che per una vita a impatto zero, bisogna "porci delle domande su che tipo di esseri umani vogliamo essere". Queste domande non ti possono che portare ad interrompere la collaborazione con Sodastream. Ne siamo convinti.

Stop Sodastream – Italia
BDS Italia

 

Note:
[1]
Sodastream International Ltd. Annual Report for the Fiscal Year Ended December 31, 2010
[2] SodaStream: A Case Study for Corporate Activity in Illegal Israeli Settlements, Coalition of Women for Peace – Israel, January 2011
[3]
Sodastream lancia la campagna 'Join the Stream' con LifeGate e Paola Maugeri
[4] Ma'aleh Adumim Industrial Park
[5] Jerusalem refuses to stop using Abu Dis landfill , 14.06.2011
[6] La risposta della Sodastream non convince
[7] Thirsting for Justice, Amnesty International, Troubled Waters: Palestinians Denied Fair Access to Water

 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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