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Solidarietà con la resistenza popolare palestinese! Boicotta Israele ora!

Qualora continui da parte di Israele l'attuale fase di intensificata repressione e la resistenza popolare palestinese si evolva in una intifada a pieno titolo o no, una cosa è già evidente, una nuova generazione di palestinesi sta marciando sulle orme di generazioni precedenti e si mobilita in massa contro il brutale regime israeliano di occupazione, contro il colonialismo e contro il decennale sistema di apartheid.

I governi del mondo, soprattutto in Occidente, definiscono  "ciclo di violenze" il conflitto, dove entrambe le parti sono colpevoli, e ignorano così la causa principale consistente in un conflitto coloniale, complici nel permettere a Israele di mantenerlo e di violare impunemente il diritto internazionale. Quasi tutti i palestinesi oggi chiedono un boicottaggio completo di Israele e il suo isolamento a livello internazionale, in tutti i campi, come è successo per il Sud Africa dell’Apartheid.

In questa ultima fase, Israele ha soffiato sul fuoco della resistenza popolare palestinese intensificando i suoi attacchi contro il complesso della moschea al-Aqsa, il Nobile Santuario, situato nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme occupata da Israele. Gruppi di fanatici coloni ebrei fondamentalisti appoggiati dal governo hanno costantemente profanato il complesso, spesso insultando verbalmente e in modo vile e razzista chi andava a pregare chiedendo apertamente la distruzione della moschea. Ciò ha scatenato la rabbia e diffuse proteste a Gerusalemme tra i palestinesi e ovunque nella Palestina storica.

In genere, la risposta dell'esercito israeliano è stata quella di proteggere i coloni criminali e di punire le vittime palestinesi, e di impedire l'accesso al proprio luogo sacro a quasi tutti i palestinesi.

Queste minacce sono prese sul serio dai palestinesi che soffrono quotidianamente le conseguenze della politica ufficiale di Israele di "giudaizzazione" della città, una politica di graduale colonizzazione della terra e di sostituzione della popolazione indigena palestinese cristiana e musulmana con coloni ebrei illegali. Questa politica, che determina la pulizia etnica costituendo un crimine di guerra secondo il diritto internazionale, si attua attraverso incessanti confische di terre, l'espansione del muro coloniale, le demolizioni di case, la presa di case palestinesi da parte di coloni, le esecuzioni extragiudiziali, gli arresti e le espulsioni, il tutto sostenuto dal sistema israeliano di "giustizia", un complice sempre affidabile che avalla i crimini.

Del resto, non è un caso isolato l'ultimo attacco israeliano contro la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme Est occupata. Sin dal 1948 centinaia di chiese storiche e moschee sono state distrutte dalle milizie sioniste e, successivamente, dallo Stato di Israele. L'estate scorsa, durante il massacro a Gaza, Israele ha raso al suolo con le bombe 73 moschee. Molte chiese e moschee palestinesi sono state vandalizzate o altrimenti dissacrate solo quest'anno da estremisti ebrei nei cosiddetti attacchi firmati “prezzo da pagare", tra cui la Chiesa della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, che si affaccia sul lago di Tiberiade, la quale è stata incendiata lo scorso giugno.

Questi attacchi razzisti e criminali contro i palestinesi e la loro libertà di religione sono una manifestazione del massiccio spostamento in Israele verso l'estrema destra e la prevalenza senza precedenti nella società israeliana di un palese razzismo colonialista profondamente radicato contro i nativi palestinesi.

L'accesso a Gerusalemme assediata da mura, torri di guardia e filo spinato viene negato a quasi tutti i palestinesi della Cisgiordania e di Gaza, che sono soggetti quotidianamente ad aggressioni e umiliazioni.

Durante un tipico cosiddetto "periodo di calma", Israele rafforza il suo assedio medievale su Gaza, effettua incursioni nelle città palestinesi, confisca terre palestinesi, anche nel Naqab (Negev), distrugge proprietà palestinesi e costruisce colonie illegali riservate ai soli ebrei. Nei continui tentativi di consolidare il suo sistema di apartheid e di dominio coloniale, Israele nega ai palestinesi l'insieme dei loro diritti nel più banale dei modi, dal diritto di un bambino all'istruzione all’accesso di una madre alle cure sanitarie, dalla capacità di un agricoltore o una agricoltrice di raggiungere la propria terra addirittura al diritto di una famiglia di vivere insieme sotto un singolo tetto. E tutto ciò viene fatto con la benedizione dei tribunali.

Grazie all’apatia o alla complicità diretta dei governi del mondo e delle Nazioni Unite, e di conseguenza all’impunità di Israele nel perpetuare questo sistema di ingiustizia contro tutti i palestinesi nella Palestina storica così come quelli in esilio, il movimento per il Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha fatto passi da gigante nel ridefinire lo status di Israele sulla scena mondiale come quello di uno Stato paria.

Il movimento BDS ha aumentato l'isolamento di Israele e ha iniziato a imporre costi al suo regime di colonialismo di insediamento, di apartheid e di occupazione mediante il boicottaggio di istituzioni che sono complici nelle violazioni israeliane del diritto internazionale, mediante il disinvestimento di aziende che sostengono l'oppressione israeliana e mediante un appello per le sanzioni contro Israele.

La Banca Mondiale ha rivelato che le importazioni palestinesi da Israele sono in calo in modo significativo. Uomini d'affari israeliani stanno segnalando che gli investitori europei non sono più disposti a investire in Israele, mentre uno studio delle Nazioni Unite conferma che gli investimenti esteri diretti in Israele sono scesi del 46% nel 2014 rispetto al 2013. Uno studio della Rand prevede che il BDS possa costare a Israele tra l’1% e il 2% del suo PIL ogni anno per i prossimi dieci anni, e, più recentemente, l’agenzia di rating Moody ha riferito che il BDS è una potenziale minaccia per l'economia israeliana.

Tuttavia, molto ancora deve essere fatto per rendere Israele responsabile e per abbattere la sua ancora forte impunità. I governi complici devono essere denunciati. Le aziende che permettono e che traggono profitti dalle violazioni dei diritti umani di Israele devono pagare un prezzo in termini della loro reputazione e dei ricavi. La macchina militare di Israele, compreso il suo segmento di ricerca, deve subire un embargo militare internazionale globale, e tutti i leader, ufficiali e soldati israeliani, coinvolti in incarichi di responsabilità riguardo ai crimini attuali e passati, devono essere perseguiti presso la Corte penale internazionale, così come nei tribunali nazionali che rispettano la giurisdizione internazionale.

Israele non solo opprime i palestinesi; sta anche esportando  nel mondo il suo spietato modello di sicurezza e di repressione. Israele è profondamente coinvolto nell’addestramento e nell’armamento degli squadroni della morte in America Latina, spesso come il delegato degli Stati Uniti, è coinvolto nella vendita di armi e di consulenze militari alle dittature in Asia e in Africa, spesso ad entrambi le parti implicate in una guerra civile, nella militarizzazione delle forze di polizia a Ferguson, a Los Angeles , a Londra e nelle città di tutto il mondo. Israele oggi è un protagonista chiave nella repressione interna contro i movimenti di tutto il mondo che lottano contro le discriminazioni razziali,  per la giustizia sociale  ed economica e per la difesa dell'ambiente.

Il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la leadership palestinese del movimento globale del BDS, invita le persone di coscienza di tutto il mondo a sostenere i palestinesi nella loro lotta per la libertà in questo momento cruciale attraverso l’intensificazione delle attività BDS contro il regime israeliano di oppressione. In particolare, e riguardo alla rivolta di massa in corso per le strade della Palestina, invitiamo i sostenitori della lotta palestinese a:

  • Sensibilizzare il pubblico sui diritti dei palestinesi con riferimento al diritto internazionale e al sostegno al BDS attraverso i social media e la stampa;
  • Esercitare pressione sui parlamenti per imporre un embargo militare contro Israele;
  • Organizzare campagne contro le imprese militari israeliane come la Elbit Systems;
  • Sostenere le campagne di boicottaggio e di disinvestimento contro le aziende complici, come la G4S e l’HP, che sono tra quelle più palesemente complici dell’infrastrutture di oppressione di Israele;
  • Far approvare risoluzioni BDS efficaci e strategiche, non solo simboliche, da parte di sindacati, associazioni accademiche, governi studenteschi e movimenti sociali che possono condurre a risultati concreti ed aumentare il boicottaggio culturale di Israele;
  • Prendere in considerazione azioni legali contro criminali israeliani (soldati, coloni, ufficiali e decisori) e contro i dirigenti delle società che sono implicate nei crimini e nelle violazioni del diritto internazionale di Israele.

Come la generazione dei loro genitori, le migliaia di giovani palestinesi a Gerusalemme, Gaza, Ramallah, Hebron, Betlemme, Giaffa, Nazareth e altrove che sono scesi in strada con grandi proteste contro l'occupazione e l'apartheid israeliana, stanno, in primo luogo, scrollandosi di dosso la disperazione e stanno liberando le loro menti dal mito di un destino di oppressione. Stanno inoltre alimentando l'aspirazione di tutto il popolo palestinese all'autodeterminazione a vivere in libertà, in dignità ottenendo una pace giusta.

È giunto il momento di isolare il regime israeliano di militarizzazione, di repressione e di razzismo come un pericolo non solo per i palestinesi e la regione araba, ma per l'umanità nel suo insieme.

Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS
Traduzione di BDS Italia

Commenti

#SolidarityWaveBDS

  • Solidarietà con la resistenza popolare palestinese! Tagliamo tutti i legami militari con Israele!
  • 100 città in 25 paesi hanno aderito alle azioni #SolidarityWaveBDS nello scorso fine settimana
  • Rispondere alle distorsioni dei media è il punto chiave delle azioni di #SolidarityWaveBDS. Controlla il nostro nuovo FAQ.

I palestinesi continuano ad opporsi all’occupazione israeliana e alle politiche di apartheid attraverso manifestazioni e con una miriade di azioni creative che si stanno svolgendo in più di 65 sedi in tutta la Palestina storica e nei vicini paesi arabi. Alcune manifestazioni hanno attirato più di 20.000 persone.

La rivolta è guidata da una generazione di coraggiosi giovani Davide palestinesi che non sono più intimiditi dalla brutalità del Golia israeliano e che stanno affermando il loro diritto all'autodeterminazione e alla libertà. Questa rivolta si presenta in risposta all’ escalation di attacchi criminali israeliani e alla pulizia etnica dei palestinesi.

La risposta di Israele a questa rivolta di massa popolare contro la sua oppressione è stata criminale e spietata. Dal 1 ° ottobre, più di 49 palestinesi sono stati uccisi, tra cui 10 bambini; uccisi dalle forze di occupazione israeliane durante le proteste o giustiziati. Inoltre 500 palestinesi sono stati feriti da pallottole vere e proiettili di metallo ricoperti di gomma, tra migliaia di altre tipi di lesioni. Israele ha anche intensificato la sua punizione collettiva contro le comunità palestinesi, in particolare a Gerusalemme Est occupata, inclusa la Città Vecchia, e ad Hebron.

Il Comitato Nazionale Palestinese BDS (BNC), un'ampia coalizione di sindacati e organizzazioni palestinesi che guida il movimento BDS internazionale, ha invitato ad una ondata di solidarietà per supportare la resistenza popolare palestinese contro l’ingiustizia. La campagna #SolidarityWaveBDS in modo particolare invita le persone a tradurre la loro solidarietà in campagne di pressione sui governi, sulle istituzioni e sulle imprese per interrompere le violazioni israeliane del diritto internazionale.

L'ondata di solidarietà che si sta svolgendo in tutto il mondo è impressionante. Decine di migliaia di persone in 100 città sono scese in piazza per richiedere che Israele venga chiamato a rispondere per i suoi crimini contro i palestinesi.

I media mainstream però sono rimasti in gran parte in silenzio, ripetendo a pappagallo la propaganda di Israele ed evitando di contestualizzare la mobilitazione palestinese all’interno del conflitto con Israele , e invertendo i ruoli di vittima e aggressore.

Il BNC spera di collaborare con gli attivisti e la società civile internazionale affinché le campagne di protesta e le azioni di sostegno alla resistenza popolare palestinese possano continuare a crescere e a comprendere il lavoro di sensibilizzazione dei media. La voce del popolo palestinese e delle milioni di persone in tutto il mondo che sostengono la nostra lotta per la libertà, la giustizia e la dignità deve essere focalizzata e abbastanza forte per poter contrastare la macchina ben oliata della propaganda israeliana e per demolire la parzialità che prevale dei media. Occorre cercare di sfruttare i social media utilizzandoli come mezzo per poter compensare lo squilibrio nei media corporativi.

Per prima cosa, occorre aumentare la pressione sui governi e sulle aziende per interrompere i legami con l’esercito di Israele, con le compagnie di armi e con le strutture di ricerca militare. Come ci rivela la lotta contro l'apartheid il Sudafrica, l’ embargo militare è necessario per indebolire il regime di oppressione.

Quando Israele attacca i manifestanti palestinesi, uccidendoli in strada, utilizza armi importate da tutto il mondo. Quando impone posti di blocco verso interi quartieri soffocando la popolazione palestinese a Gerusalemme per costringerli ad abbandonare la città occupata, vengono sperimentati e utilizzati nuovi e sempre più sofisticati meccanismi di repressione e di controllo che successivamente vengono venduti come "testati sul campo" ottenendo elevati profitti. Israele sta esportando il suo modello criminale di militarizzazione rafforzando la repressione e le politiche discriminatorie in tutto il mondo.

Importando armi da Israele, esportandone, o collaborando alle ricerche militare con le università Israeliane, i governi e le istituzioni stanno consentendo che la politica di oppressione venga portata avanti dandogli il via libera ad agire impunemente.

Uniamoci per continuare la ondata di solidarietà con la lotta popolare palestinese e contrastiamo il supporto internazionale al sistema di occupazione israeliano, all’apartheid e al colonialismo.

Idee per l'azione:

  • Organizza proteste o azioni creative in solidarietà con la lotta popolare palestinese. Adottare misure per rendere visibili le vostre azioni attraverso i media e i social media, utilizzando l’hashtag #SolidarityWaveBDS .
  • Facci sapere delle tue azioni utilizzando questo modulo e invia le foto a wave@bdsmovement.net. Noi continueremo a promuovere le azioni che si svolgono in tutto il mondo e diffondere le foto delle azioni.
  • Utilizza il nostro nuovo FAQ per cercare di contrastare alcune delle falsità e i pregiudizi che circolano nei media attraverso i social media, in interviste con i media, articoli di opinione, ecc
  • Assicura che la richiesta di un embargo militare internazionale contro Israele è un punto chiave di tutte le proteste.
  • Esercita pressione sui governi per imporre un embargo militare contro Israele, in particolare se vi sono o sono in procinto di sviluppare relazioni militari con Israele.
  • Supporta la campagne contro le imprese militari israeliane come Elbit Systems.
  • Sostieni e lancia campagne di boicottaggio e disinvestimento contro le aziende complici di Israele, come G4S e HP, che sono palesemente complici delle infrastrutture di Israele di oppressione.
  • Fai approvare mozioni efficaci e strategiche, non solo simboliche, per il BDS da parte di sindacati, associazioni accademiche, i rappresentanti degli studenti e i movimenti sociali che possono portare concretizzare e a migliorare il boicottaggio culturale di Israele.

Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS
Traduzione di BDS Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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