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Torino: sulla campagna Boycott Israel e le strumentalizzazioni de La Stampa

Riportiamo il comunicato del collettivo Boycott Israel di Torino in risposta a un articolo comparso ieri sulle pagine online de La Stampa: nel pezzo, firmato dal noto Massimo Numa, si strumentalizza con falsità e imprecisioni un presidio organizzato lunedì dal collettivo Boycott Israel per informare della campagna avviata in questi giorni in merito ai festival musicali di MiTo e Torino Danza.

All'interno delle due rassegne, infatti, sono previsti concerti che ospiteranno artisti israeliani, alcuni dei quali organizzati con il diretto sostegno dell'ambasciata di Israele. Massimo Numa non è certo nuovo a questo tipo di strumentalizzazioni (cui oggi sono seguiti i cori di indignazione del sindaco Fassino) e noto per il disprezzo con cui è solito trattare le vicende che riguardano i movimenti sociali nonché le mobilitazioni a sostegno della Palestina, spesso e impropriamente tacciate di antisemitismo grazie a  inesattezze e deliri di "escalation" e "campagne d'odio". Di seguito il comunicato del collettivo Boycott Israel che fa chiarezza sull'iniziativa e, al fondo, il volantino di presentazione della campagna di boicottaggio.

In primo luogo ringraziamo Massimo Numa e gli altri redattori per l’ampio risalto dato all’iniziativa del 2 settembre di boicottaggio contro Israele negli spettacoli di MiTo e Torino Danza.

In merito a quanto pubblicato, dichiariamo la nostra totale estraneità a qualunque iniziativa di boicottaggio di negozianti ebrei in quanto tali, di cui peraltro, a Torino, non siamo a conoscenza. Ci risulta che una simile iniziativa sia stata presa a Roma da un gruppo neofascista: ma noi, come tutti coloro che appoggiano l’appello palestinese per il BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele), consideriamo la battaglia contro fascismo e antisemitismo base fondante del nostro lavoro.

A maggior ragione sottolineiamo ancora una volta che Ebraismo (un’antica religione) e Israele (uno stato razzista) non possono essere identificati: nel mondo migliaia di ebrei hanno preso posizione contro la politica genocida dei governi israeliani, esprimendo la propria solidarietà ai palestinesi divenuti “vittime delle vittime”.

Constatiamo che invece Beppe Segre, presidente della comunità ebraica torinese, continua a operare perentoriamente questa identificazione, sostenendo che “la comunità ebraica appoggia completamente la posizione dello stato di Israele”. Invitiamo i membri di coscienza della Comunità a prendere posizione contro questo arbitrario arruolamento.

In generale quanto riportato su La Stampa non è altro che il frutto di una profonda disinformazione e pregiudizio attribuendo a quanti si battono per la fine dell'occupazione in Palestina una campagna di odio verso Israele. Il Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) è una campagna che utilizza strumenti non violenti per costringere il governo di Israele a porre fine al regime di occupazione e di apartheid come è successo con il Sud Africa. Il BDS viene appoggiato e sostenuto da intellettuali ebrei quali lo storico Ilan Pappe, la sociologa scomparsa Tanya Reihnardt , la filosofa Judith Butler e tanti altri che qui non è possibile citare insieme a artisti e intellettuali non ebrei, ad esempio Ken Loach, Roger Waters, Elvis Costello, Naomi Klein, diversi premi Nobel e chiese e università americane ed europee.

L’ultima cruenta aggressione a Gaza, che ha provocato oltre 2100 morti, di cui oltre 500 bambini, ma a cui la popolazione ha resistito eroicamente con tutti i mezzi, deve essere per tutte le persone sensibili uno sprone in più a sostenere la campagna BDS fino alla realizzazione dei suoi obbiettivi:

  • La fine dell’occupazione e del blocco di Gaza
  • La fine dell’apartheid
  • Il diritto al ritorno dei profughi palestinesi cacciati dalle loro case più di 60 anni fa.

In particolare riteniamo importante continuare a dedicarsi al boicottaggio culturale, un punto particolarmente sensibile per Israele perchè smaschera la falsa immagine positiva che questo stato cerca di fornire di sè. Nel 2009 infatti Arye Mekel del Ministero degli affari esteri israeliano disse: ”Manderemo ovunque i più noti scrittori e romanzieri, compagnie teatrali, mostre. In questo modo sarà mostrato il volto più grazioso di Israele, così che non siamo più pensati solo in un contesto di guerra”.

Collettivo Boycott Israel - Torino
 

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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