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Turista fai da te? Non andare in Israele!

Quello del turismo è uno degli strumenti che Israele più utilizza per mostrare un'immagine di sé democratica ed accogliente. Centinaia di manifesti che ci invitavano a visitare lo stato sionista hanno, negli scorsi mesi, riempito le stazioni delle metro e i pannelli pubblicitari di moltissime città italiane.

Poi è arrivato, puntuale come ogni anno, il BIT, la fiera internazionale del turismo di Milano, in cui ogni paese presenta, attraverso un proprio stand, le bellezze della sua terra. Anche Israele, con il suo imponente stand piazzato al centro dell'Europa, era lì per mostrare le bellezze della sua terra, in cui è stata ovviamente anche inserita Gerusalemme.

Come ogni anno, anche noi non ci siamo fatti sfuggire l'occasione per andare al BIT e dire alle migliaia di persone che passeggiavano per la fiera che Israele è uno stato criminale nato sulla pulizia etnica dei palestinesi, che ne occupa da più di sessant'anni le terre applicando l'apartheid, e che ogni giorno si macchia di crimini contro l'umanità.

Sabato 18 febbraio eravamo circa una quarantina, divisi tra l'esterno della fiera e l'interno. Mentre infatti fuori le bandiere palestinesi e i volantini "davano il benvenuto" a tutti i visitatori che si accingevano ad entrare, gli attivisti all'interno della fiera passeggiavano per gli stand con indosso magliette di boicotaggio e di denuncia dei crimini Israeliani, distribuendo dei volantini e un quiz sulla vera natura di Israele. Naturalmente non sono mancate le "visite" delle forze dell'ordine, che hanno fermato alcuni di noi e trattenuto i documenti per circa venti minuti. Bisogna sottolineare, infatti, che lo stand israeliano è l'unico, in tutta la fiera, ad essere circondato da digos e polizia, in uniforme, e da qualche altro individuo in borghese che si accerti della messa in sicurezza dei suoi connazionali presenti nello stand.

Dopo circa mezz'ora gli attivisti si sono avvicinati allo stand sionista piazzato in bella mostra tra la Spagna e la Grecia ed hanno cominciato ad urlare slogan di boicottaggio e di denuncia dei crimini israeliani, mentre i suonatori all'interno dello stand hanno ricevuto l'ordine di aumentare esponenzialmente il volumene delle loro ballate (che tra l'altro ripetevano nel ritornello shalom, shalom...pressoché surreale). Loro alzavano il volume e noi urlavamo più forte. Le ballerine danzavano a ritmo di musica con dei gran sorrisi sul volto e noi ci muovevamo a ritmo di "boycott Israel!", "suonate e ballate sugli omicidi che ogni giorno perpetrate", etc.

Alcuni degli astanti ci hanno applaudito, altri guardavano la scena con fare interrogativo, altri si mostravano scocciati dalla nostra presenza, perché come sempre è più facile far finta di non sapere. Lo stand palestinese, così come altri arabi e non solo, ha mostrato evidenti segni di solidarietà con la nostra azione, e questo non ha fatto altro che darci la carica per denunciare con maggiore veemenza i crimini israeliani.

Durante la nostra azione abbiamo voluto ricordare anche le migliaia di prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, spesso trattenuti per una "detenzione amministrativa", che di fatto permette all'esercito sionista di incarcerare gli arabi senza alcuna condanna. Questo è il caso di Khader Adnan che, avendo con coerenza e determinazione deciso di non accettare i soprusi e le condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere, dal giorno del suo ultimo arresto ha iniziato uno sciopero della fame, che ormai prosegue da più di due mesi. La nostra solidarietà ed il nostro pensiero vanno a Khader e a tutti i palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.

Prima di raggiungere i compagni all'esterno della fiera abbiamo fatto un corteo per nulla silenzioso attraverso vari stand come Egitto, Tunisia e Siria, per poi, prima di uscire, passare a salutare i compagni palestinesi, con i quali ci siamo soffermati qualche minuto. All'esterno della fiera ci siamo uniti agli altri, e il nostro volantinaggio si è protratto per circa un'altra ora.

Durante la mattinata ci è stata concessa da parte di Radio Città Aperta e Radio Onda d'Urto - ringraziamo sentitamente per questo - di fare una diretta radiofonica in cui spiegare la nostra azione e i motivi della protesta (in attesa che anche gli amici di Radio Popolare ci diano la stessa possibilità).

La nostra azione non si è conclusa qui: certi di lottare per la stessa causa nel pomeriggio abbiamo partecipato alla manifestazione NO TAV in solidarietà con i prigionieri arrestati negli scorsi giorni con capi d'accusa risalenti ad eventi di sei mesi fa, e tutt'ora rinchiusi nelle carceri italiane in attesa di processo. I compagni, colpevoli solo di voler difendere una valle da un'usurpazione mafiosa appoggiata e voluta dal governo, inutile e dannosa per la salute, sono stati prelevati dalle loro abitazioni e portati dentro come i peggiori criminali.

Ci schieriamo apertamente con il movimento NO TAV, la più alta espressione italiana tra le forme di resistenza che, grazie alla sua lotta e alla sua forza, ha portato lo stato a militarizzare un'area pur di non assecondare la volontà popolare.

Dalla Palestina alla Val Susa, dalle carceri sioniste a quelle italiane,
contro lo stesso potere e le stesse ingiustizie!

Rete di solidarietà con la Palestina - Milano
Redazione PalestinaRossa

 

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Commenti

And the truth will set us free
The truth will set us free
The truth will set us all free
On that day

And deep in my heart
I do believe
That the truth will set us all free
And we shall overcome
On that day

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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