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Verso Torino 2013, la tappa di un percorso...

Comunicato dell'Assemblea Nazionale
Dalla solidarietà alla Lotta Internazionalista - al fianco della Resistenza Palestinese

Siamo in dirittura d'arrivo in una fase che segnerà una nuova partenza: la solidarietà con la Palestina a livello nazionale ha intrapreso un percorso nel tentativo di sostenere la lotta di liberazione dall'occupazione israeliana perpetrata impunemente, rintracciando le strategie per appoggiare la Resistenza palestinese.

In tal senso sono stati organizzati tre convegni nazionali nei quali si è costruita una piattaforma di lotta che ribadisse con chiarezza alcuni punti fondamentali in appoggio ai diritti del popolo palestinese. Già nel primo incontro sono state approvate due mozioni, una relativa al sostegno alle lotte dei prigionieri, l'altra per indire una manifestazione nazionale che potesse finalmente esplicitare un nuovo linguaggio, che parli di sostegno alla Resistenza e che condanni gli accordi malevoli che invece mirano alla resa.

Inizialmente si era ipotizzato di organizzarla a Roma, successivamente si è convenuto per spostarla a Torino, in vista del post-annunciato vertice tra Italia-Israele che si sarebbe dovuto tenere nel capoluogo piemontese: un'occasione rilevante sia per costruire una forte contestazione contro un governo che stringe accordi di morte con il sionismo, sia per ribadire il nostro sostegno alla Resistenza palestinese, tra l'altro a ridosso della giornata internazionale di solidarietà con la Palestina che si celebra il 29 novembre.

Tutto questo non solo si è realizzato, grazie alla campagna per la mobilitazione generale che si è creata attorno alla piattaforma proposta, ma sta anche avendo prospettive di più ampia portata. Il 30 novembre saremo a Torino anche per dire no al Piano Prawer insieme alle compagne ed ai compagni palestinesi che nello stesso giorno organizzeranno manifestazioni di protesta a Gaza e a Ramallah.

Saremo inoltre a Torino per condannare lo stesso governo italiano che si piega alle logiche imperialiste dimostrando la sua sudditanza al governo fascista turco sequestrando il compagno Bahar Kimyongur, militante del movimento della Tayad, impegnato contro le guerre neocolinialiste del regime turco e nel sostegno delle classi oppresse, perché crediamo che l'internazionalismo sia far sentire la nostra vicinanza a chi lotta per l'autodeterminazione dei popoli.

Le iniziative promosse per costruire la mobilitazione hanno rilanciato in Italia un nuovo fermento di solidarietà con la Palestina caratterizzato da chiare parole d'ordine, come un nuovo fermento è oggi presente tra i palestinesi, sempre più determinati ed ostinati a resistere, e che troveranno in noi un sostegno nella loro lotta di liberazione.

Il 30 novembre dunque saremo a Torino, anche dopo aver appreso la notizia di un probabile tour italiano itinerante di Netanyahu che lo vedrebbe spostarsi nella capitale; nulla è cambiato rispetto al lavoro fatto e agli obiettivi prefissati, che non sono né inseguire il boia sionista in giro per l'Italia né tantomeno rincorrere gli eventi: le discriminazioni, gli assassini e gli arresti in Palestina sono all'ordine del giorno, gli accordi tra sionismo ed istituzioni ed i loro frutti sono sempre più capillari ed evidenti... E' necessario agire contro queste dinamiche portando avanti una campagna che dia progettualità ed obiettivi chiari all'impegno dei movimenti internazionalisti che si schierano contro la colonizzazione sionista della regione araba.

Riteniamo che a pochi giorni dall'appuntamento Roma non possa essere in grado di sostenere e riprendere in mano quello che invece è stato già costruito a e per Torino; allo stesso tempo siamo convinti di voler dare rilevanza a quanto abbiamo costruito insieme, per dar respiro ad una piattaforma di lotta e resistenza contro il sionismo chiara e netta, sicuri anche che la disponibilità data per la logistica e la gestione di tutti gli impegni presi resterà salda sia a Torino sia nel resto delle città in cui si sta continuando a lavorare.

Forse lo spirito della manifestazione non era o non è chiaro a tutti, ma spostarla con il solo scopo di essere presumibilmente nella stessa città in cui sarà Netanyahu significa mostrare una posizione politica fragile e precaria, volta solo a tentare di risolvere le problematiche presenti a livello territoriale e che non rientra nelle nostre logiche di internazionalismo.

Sappiamo che quella del 30 novembre sarà solo una tappa, la strada è certo lunga, ma è stata intrapresa e proseguiremo convinti che possa maturare dando dei frutti concreti. Come diceva il compagno George Habash «La lotta contro l’impresa sionista potrebbe durare un altro centinaio di anni; chi non ha la forza necessaria dovrebbe farsi da parte».

Perciò chiediamo a tutte le realtà che si sono adoperate nel costruire insieme questa “tappa” di continuare a sostenere il percorso che ci vedrà presenti in una mobilitazione nazionale che prevederà la Manifestazione Nazionale il 30 novembre ed il seminario sul sionismo il 1° dicembre a Torino, una o più giornate di contestazione attraverso presidi vicino ai luoghi della città in cui si terranno gli incontri bilaterali con la presenza di Netanyahu.

Per noi esiste un solo baricentro e non è a Torino, né a Milano, o Firenze, Salerno... e nemmeno a Roma, ma nella Palestina occupata.
 

CON LA RESISTENZA PALESTINESE
CON I POPOLI CHE LOTTANO CONTRO L'IMPERIALISMO ED IL COLONIALISMO

TUTTE A TUTTI A TORINO IL 30 NOVEMBRE 2013 PER UNA GRANDE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
 

Rete di solidarietà con la Palestina - Milano
per l'Assemblea Nazionale
Dalla solidarietà alla Lotta Internazionalista - al fianco della Resistenza Palestinese

 

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Gli apparati israeliani scappano da Torino

La notizia, fatta circolare in queste ore, che il vertice Italia-Israele – annunciato fin da luglio e in programma a Torino per il 2 dicembre - si svolgerà invece a Roma, segna una indubbia vittoria della mobilitazione cresciuta in questi mesi contro il vertice della complicità e della vergogna.

Gli apparati e le autorità israeliane hanno ben compreso che la conferenza intergovernativa a Torino non sarà una passeggiata. Nella città che già cinque anni fa boicottò con grande efficacia la Fiera del Libro dedicata a Israele, che avrebbe voluto sancire il politicidio dei palestinesi, la mobilitazione nazionale complicherà di parecchio il normale svolgimento dell’evento.

Con un colpo a sorpresa, a sole due settimane dalla scadenza, hanno diffuso la notizia che il vertice si terrà a Roma, nella speranza di disorientare e depistare il movimento di solidarietà con il popolo palestinese.

A questo punto ben venga la decisione di mantenere la manifestazione nazionale “Mai complici di Israele” a Torino, ma è opportuno convocare un appuntamento di mobilitazione anche a Roma, dove l’arrivo di Netanyahu è previsto per lunedì 2 dicembre.

Invitiamo tutte le attiviste e gli attivisti romani solidali con la Palestina a definire al più presto una mobilitazione comune e convergente per lunedì 2 dicembre anche nella capitale, per dare una risposta decisa al tentativo di indebolire la protesta contro il vertice della complicità e della vergogna.

Il Forum Palestina
 

Italia-Israele. No al vertice della vergogna

Il vertice Italia-Israele, che avrebbe dovuto tenersi a Torino dal 30 novembre al 2 dicembre, è stato spostato a Roma a sole due settimane dall’evento. Un evidente segno di preoccupazione e nervosismo da parte delle autorità israeliane che avevano visto crescere intorno a Torino la mobilitazione nazionale del movimento di solidarietà con la Palestina in occasione di questo vero e proprio vertice della vergogna.

Le complicità militari, politiche, scientifiche e tecnologiche tra l’apparato coloniale di occupazione israeliano e i governi italiani, ha raggiunto un livello di indecenza. Il premier Letta, annunciando già da luglio questa conferenza intergovernativa Italia-Israele, ha provato a magnificare il modello israeliano come creatore di start up, di imprese tecnologicamente avanzate e competitive. Quello che Letta e il governo nascondono è che questo “modello virtuoso” è cresciuto solo grazie alle enormi spese militari che Israele dedica nei propri bilanci. Sono l’industria militare e gli apparati di occupazione coloniale a fare da traino all’economia israeliana a tutto discapito dei palestinesi e dei popoli del Medio Oriente (ultimo in ordine di tempo l’appropriazione e la messa in opera del contestato giacimento di gas “Leviathan” nel Mediterraneo).

Se il governo italiano intende assecondare l’occupazione coloniale della Palestina e l’ideologia sionista in Israele, sappia che continuerà a trovare sulla sua strada una estesa e determinata opposizione solidale con il popolo palestinese. La crescita della mobilitazione intorno alla manifestazione di Torino lo ha dimostrato.

Il 2 dicembre Netanyahu sarà a Roma per incontrare Letta e il Pontefice. Non è affatto un ospite gradito. La manifestazione del 30 novembre a Torino resta confermata, la mobilitazione a Roma va costruita in tempi brevi.

Rete dei Comunisti
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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