Accordi di OSLO

Le campagne sioniste contro il BDS non intimidiscono

Gli avvenimenti iniziati il 30 Marzo 2018 con la Grande Marcia del Ritorno in Palestina mostrano chiaramente che le minacce e l’uso della forza nonché la violenza indiscriminata, spesso mirata, dell’esercito sionista non servono ad ottenere concessioni dai palestinesi. Quello che è stato concepibile con l’ANP non si è mostrato possibile con la Resistenza.

Inoltre abbiamo visto crescere la solidarietà verso la Resistenza palestinese, che si è impegnata a rivedere la sua strategia per meglio valutare quale strada intraprendere nel futuro, per unire il fronte della Resistenza, per combattere l’occupazione e per valutare quali mezzi usare per far crescere la solidarietà ampliando il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele.

Ahmed Sa’adat: «La Palestina sarà liberata dal popolo escluso dalle élite»

Intervista. Per la prima volta dopo oltre un decennio, il segretario generale del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina parla con un giornale straniero dal carcere: «La via per la libertà: il ritorno dei rifugiati e la creazione di un unico Stato libero, democratico e laico. Per farlo dobbiamo ricostruire il nostro movimento nazionale, l’Olp»

Ahmed Sa’adat è diventato segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), il più importante partito della sinistra radicale palestinese, nel 2001 dopo l’assassinio di Abu Ali Mustafa, ucciso da due razzi lanciati da un elicottero israeliano contro il suo ufficio a Ramallah. Come risposta un commando del Fplp uccise l’anno seguente Rahavam Zeevi, ministro israeliano e ideologo della deportazione dei palestinesi. L’Autorità nazionale palestinese fece arrestare Sa’adat che, nonostante il parere contrario dell’Alta Corte di giustizia palestinese, rimase nel carcere di Gerico fino al 2006.

PER LA LIBERAZIONE DI RAJA EGHBARIEH, AMHAD SA’ADAT, GEORGES ABDALLAH E TUTTI PRIGIONIERI RIVOLUZIONARI DALLE CARCERI SIONISTE E IMPERIALISTE

L'entità sionista continua a rivelarci il suo vero volto confessionale, segregazionista e colonialista sancito ulteriormente nella sua “Legge fondativa dello Stato”. Proprio nell’80° anniversario delle leggi razziali fasciste in Italia, Israele ha varato le proprie leggi razziali, legalizzando il suo essere l’unico stato stato di Apartheid nel mondo su base etnico- religiosa, senza incontrare contestazioni in una comunità internazionale basata sulla forza repressiva delle classi dominanti, dove la classe forte “mangia” letteralmente quelle deboli.

Solo i rivoluzionari come il compagno Raja Eghbarieh, dirigente e leader palestinese nella Palestina Occupata del 1948, osano opporsi pagando con l'arresto per la sua coerenza e lealtà. Non è la prima volta, lo sappiamo, ma sembra che tutto questo accanimento sia il più pericoloso, è l'ultimo tentativo di piegare la resistenza del compagno per spianare la strada ai piani di liquidazione della lotta e resistenza palestinesi nella Palestina del ‘48.

Arrestando il compagno Raja il boia sionista ha pensato di creare il vuoto, ripetendo ciò che fa l'ANP di Abu Mazen in Cisgiordana, dove, dietro al cosiddetto “coordinamento sulla sicurezza”, collabora con il nemico sionista ed emette ordini per arrestare i membri della Resistenza per consegnarli nelle mani dei colonialisti, dimostrando ancora una volta la sua connivenza con il regime di Occupazione. Un tradimento che, avviato nel 2002 con l’arresto di Amhad Sa’adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e poi successivamente consegnato all’Occupante, continua senza soluzione di continuità ai giorni nostri, nonostante la colonizzazione sia più opprimente che mai.

Georges Ibrahim Abdallah parla a Gaza e al mondo

Mentre la settimana di azione per richiedere la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah prende il via, ed entra nel suo 35° anno di prigionia, il compagno ha registrato un messaggio per il popolo di Gaza dalla prigione francese di Lannemezan. Il suo spirito e la sua visione politica restano intatti e chiari. Riportiamo di seguito le sue parole:

Cari fratelli e sorelle, mandiamo un saluto ed un apprezzamento alle lotte dei combattenti della Grande Marcia del Ritorno e la Rottura dell'Assedio.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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