Accordi di OSLO

L'identità palestinese in Israele dalla prima Intifada: Un-Erasing the Nakba

Dal 1948, l'identità palestinese in Israele ha subito molte evoluzionari trasformazioni. I cittadini palestinesi d'Israele hanno dovuto adattarsi ad un sistema politico che mirava a cancellarli: integrale ed intrinseca componente del pensiero Sionista.

la cancellazione dell'esistenza palestinese dalla Palestina ha preso diverse forme, Ideologicamente parlando, il movimento sionista raffigurava la Palestina come una ''terra senza un popolo'', questo ancora molto prima della creazione d'Israele. La piu' chiara manifestazione fisica di questo approccio è stata la pulizia etnica (cancellazione demografica) della maggioranza della società palestinese dalla Palestina durante la guerra del 1947-1948 e dopo 1. Altre forme di cancellazione hanno avuto luogo a livello sociale, politico e linguistico.

Nakba e Diritto al Ritorno: Nuove Sfide per i Palestinesi delle Nuove Generazioni

"Vi chiedo di rimanere gli stessi
per quelli che sono in esilio e quelli che sono rimasti.
Il tempo passa e se io tornassi a casa mia
La dipingerei di hennè per i miei cari"

(Canzone palestinese)

Sin dalla Nakba il Ritorno dei profughi è stato una prerogativa della lotta palestinese. Eppure, l’approccio a questa fondamentale Questione è radicalmente cambiato nel corso degli anni a causa delle numerose trasformazioni nella visione e nelle strategie politiche che hanno caratterizzato il movimento nazionale palestinese. E’ quindi necessario fare un’analisi approfondita di questo cambiamento della retorica, delle linee politiche e degli obiettivi del movimento, che sì è esemplificato negli accordi di Oslo del 1993 e che ha plasmato la lotta palestinese, al fine di elaborare delle strategie di successo che finalmente consentano ai palestinesi di soddisfare la loro ambizione di giustizia, di liberazione e, ovviamente, di ritorno alle loro case e villaggi originari.

DALLA SOLIDARIETA' ALLA LOTTA INTERNAZIONALISTA

A FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE

Nell'ambito della solidarietà con la Palestina, a livello sia nazionale sia internazionale, ormai da tempo si riscontrano difficoltà nel creare una base condivisa da cui partire e su cui lavorare.

Questo è un effetto della divisone esistente tra gli stessi palestinesi, e in particolare tra le loro leadership, divisione che non solo indebolisce il movimento di lotta per la liberazione della Palestina, ma sta viziando concetti chiave come la definizione stessa di "popolo palestinese", ormai sempre più spesso identificato con i soli palestinesi che vivono in Cisgiordania e a Gaza - escludendo quindi di concetto tutti i palestinesi che vivono nei territori occupati nel '48 e nel '67 e i profughi che vivono fuori dalla Palestina - ed anche la stessa identificazione di cosa sia "la Palestina", ridotta ormai ad uno stato di apartheid in cui i cittadini vivono in bantustan circondati da un muro e da colonizzatori.

L’illusione di Oslo

Gli Accordi di Oslo non sono stati un fallimento per Israele – sono serviti come foglia di fico per consolidare e rafforzare il suo controllo sulla vita dei palestinesi.

Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della firma degli Accordi di Oslo tra l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e il governo israeliano. Ufficialmente conosciuta come Dichiarazione dei Principi sulle Disposizioni di Autogoverno Temporaneo, gli Accordi di Oslo sono stati saldamente sistemati nel quadro della soluzione a due Stati, che annuncia “la fine di decenni di scontro e di conflitto”, il riconoscimento di “mutua legittimità  e diritti politici” e l’obiettivo di raggiungere “una coesistenza pacifica e reciproca dignità e sicurezza e …..una pace giusta, durevole e globale.”

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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