Accordi di OSLO

Perché gli arabi finanziano l’occupazione ebraica

Posso capire se gli Stati Uniti e gli Stati europei finanziano l’occupazione israeliana. Ciò che non riesco a capire è perché mai gli arabi di tutti i paesi danno il loro contributo per finanziare l’occupazione ebraica?


Meeting della Lega Araba

Finanziare l’OLP/Autorità Palestinese equivale a sponsorizzare e a procrastinare l’occupazione ebraica. Così l’annuncio da Doha della decisione della Lega araba di sovvenzionare l’Autorità Palestinese per la somma di 100 milioni di dollari al mese non giunge come una sorpresa. Quando la leadership palestinese (Arafat, Abrase Qurai) negoziò e firmò Oslo non lo fece per porre fine all’occupazione ebraica, ma ritornò per gestirla. Fin dal 1993, la leadership palestinese dell’OLP/AP ha gestito gli affari dell’occupazione ebraica nel campo civile, amministrativo e della sicurezza e ne stiamo pagando tutt’ora le conseguenze. 

La mappa efficace

La cartina che spiega l'evoluzione della situazione palestinese è ancora presa di mira per dissolverne il significato e ribadire la propaganda israeliana. In realtà, dimostra le ragioni di un popolo che si batte ancora per il proprio destino.

Qualche giorno fa il sito “Il Post” pubblicava un articolo di Giovanni Fontana (“La mappa bugiarda su Israele e Palestina”) che contestava la correttezza politica e storica della famosa mappa della perdita di terra palestinese dal 1946 ad oggi. L’analisi di Fontana è insidiosa perché fa finta di schierarsi con la “verità” e quindi dalla parte delle ragioni dei palestinesi per poi mettere nero su bianco una serie di affermazioni prese pari pari dall’ideologia sionista e contribuire così alla disinformazione e alla confusione riguardo il “conflitto israelo-palestinese”.

Fatah, la DC della Palestina?

La scelta di usare i paraocchi per poter dire "abbiamo vinto" le elezioni e per perpetrare ingiustizie ai danni della causa palestinese

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a dichiarazioni, smentite e contro-risposte da parte dei leader delle fazioni palestinesi in merito alle ultime elezioni e al futuro della Palestina. Tali vicende non sono altro che la cartina tornasole della disarmonia e delle divisioni che ormai caratterizzano la scena politica palestinese degli ultimi anni, celata da molteplici promesse di riconciliazione nazionale che in realtà - ormai è evidente - non rientra nei progetti di nessuno tra gli attori presenti nei piani alti del potere.

C'è qualcosa di meglio degli accordi di OSLO?

La Palestina è ancora in attesa della risposa al meeting del 15 – 16/9 Aprile 2012 in cui doveva essere stabilito se annullare o meno gli accordi di Oslo, all'interno di un contesto caratterizzato da agitazioni popolari contro il carovita scaturito dalle decisioni prese dal Governo di Fayyad.

5 Novembre 2012

Senza dubbio, i palestinesi sono al corrente dell'accordo e dei suoi effetti. Il punto principale dell'accordo lega l'esistenza dell'Autorità Palestinese a Ramallah alla cooperazione con le autorità di occupazione per fini di sicurezza, ivi compreso l'intervento di Tel Aviv e la sua voce in capitolo per quanto concerne la formazione della polizia e le sue armi, il controllo dei posti di blocco, le limitazioni ai movimenti dei cittadini palestinesi, le tasse imposte ai beni palestinesi, e la supervisione dell'intera economia palestinese, compresi i prestiti e le donazioni internazionali.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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