Ahava

L’acquisto cinese dell’israeliana Ahava mostra che il boicottaggio sta creando problemi

I proprietari di Ahava, ditta produttrice dei cosmetici del Mar Morto oggetto di boicottaggio hanno annunciato un accordo per vendere una quota di maggioranza della società israeliana.

Gli attivisti per i diritti palestinesi stanno dando la notizia con un cauto ottimismo, come un segnale che il marchio di Ahava è stato danneggiato per la sua complicità nella occupazione israeliana del territorio palestinese. Secondo il gruppo di ricerca e di monitoraggio “Who Profits” Ahava estrae il fango del Mar Morto dalla Cisgiordania, sfruttando le risorse naturali palestinesi in violazione del diritto internazionale.

Un nuovo rapporto mette in guardia le imprese danesi sugli investimenti nelle colonie israeliane

Un nuovo rapporto del team di giornalismo investigativo DanWatch evidenzia in modo inquietante il modo in cui le imprese danesi aiutano ad alimentare l’occupazione militare israeliana in Palestina.

Il rapporto sostiene che fondi di investimento danesi investono 689 milioni di corone danesi (circa 94 milioni di euro) in società che hanno attività negli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania. Questi fondi, quindi, contribuiscono al mantenimento dell'apparato dell'occupazione israeliana, tra cui la il muro di separazione ("Apartheid") e gli insediamenti.

Le cose incredibili che siamo riusciti a fare insieme nel 2014 - Comitato Palestinese per il BDS

Per i palestinesi e le persone di coscienza in tutto il mondo il 2014 sarà ricordato come l'anno in cui Israele ha compiuto la sua più sanguinosa strage dei palestinesi nella Striscia di Gaza assediata. Ma il 2014 è stato anche un anno di lotta che ha visto proseguire la resistenza, livelli senza precedenti di solidarietà internazionale con la Palestina e enormi passi in avanti per il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS).

Ecco la nostra rassegna di alcuni dei principali sviluppi del BDS nel 2014. Il Comitato Nazionale palestinese per il BDS (BNC), la coalizione di organizzazioni della società civile palestinese che si impegna a guidare e sostenere il movimento BDS, ringrazia vivamente ogni persona che ha sostenuto e contribuito al movimento quest'anno. Se potete, vi chiediamo di fare una donazione per la nostra prima raccolta fondi. Ci aiuterà a produrre materiale e ricerche di cui il nostro movimento ha bisogno per avere un impatto ancora maggiore nel corso del 2015.

9 marche che si possono boicottare per fare in modo che Israele risponda delle violazioni del diritto internazionale

Il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha fatto molto notizia nel 2014. Se la disastrosa performance di Scarlett Johansson con Sodastream non ha catturato la vostra attenzione, forse lo ha fatto il boicottaggio delle università israeliane da parte della American Studies Association, oppure  le sempre più insistenti dichiarazioni di Netanyahu su campagne multimilionarie di pubbliche relazioni, offensive legali e sforzi diplomatici per contrastare la minaccia BDS. Le pagine degli editoriali sono piene di discussioni, John Kerry ha ammonito Israele che potrebbe dover affrontare una campagna di delegittimazione “agli steroidi” e da più parti si sente dire che il boicottaggio di Israele potrebbe essere sul punto di diventare di moda.

Ma questo che significherebbe concretamente per quanto riguarda supermercati e carrelli della spesa? La campagna BDS riguarda tutti I prodotti israeliani: è una tattica ampia che mira a fare pressione su questo stato perché cambi. Ma che presta un’attenzione particolare alle aziende che sono effettivamente coinvolte nelle politiche di occupazione, e che ne traggono considerevoli profitti. Probabilmente queste organizzazioni dovranno presto fare i conti con il boicottaggio, e non sono sempre le aziende che ci si potrebbe aspettare.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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