Ahava

L'UE concede nuovi finanziamenti per la scienza ad Ahava, società che trae profitti dall’occupazione

Máire Geoghegan - Quinn, commissario scientifico dell'UE, dà una mano a Israele dell’Apartheid Quando è stata l'ultima volta che l'Unione europea ha deciso di favoreggiare un crimine di guerra? Ho appena saputo che il 5 luglio di quest'anno l'UE ha approvato una sovvenzione ad Ahava, società di cosmetici con sede in un insediamento israeliano nella Cisgiordania occupata.

Secondo l’accordo tra l'UE e la ditta, Ahava coordinerà il progetto SuperFlex sulla ricerca di trattamenti per la pelle. Più di € 6.000.000 del bilancio del progetto proviene da fondi comunitari. L'obiettivo di SuperFlex è quello di sviluppare nuovi prodotti cosmetici per anziani. Ciò indica che i funzionari di Bruxelles sono più interessati a trovare una cura per le rughe che nel far rispettare il diritto internazionale.

Comunicato BNC: condanniamo le pressioni degli US sull'Europa e incitiamo l'UE a fare di più

  • L'Unione Europea deve resistere alle pressioni degli Stati Uniti ed andare incontro al suo obbligo di rispettare le leggi internazionali
  • L'Unione Europea dovrebbe prendere ulteriori provvedimenti per porre fine alla complicità con l'apartheid, il colonialismo e l'occupazione israeliani
  • Il governo olandese ha dimostrato come uno Stato può evitare il proprio coinvolgimento negli affari con gli illegali progetti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati [1] [2]

La società civile palestinese condanna aspramente il Segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry per aver incitato l'Europa ad accantonare le nuove linee guida, mirate al non riconoscimento dell'UE della sovranità israeliana sui Territori Palestinesi Occupati nel 1967, e chiede la loro piena applicazione.

Le nuove linee guide approvate a Luglio [3] dal Parlamento Europeo proibiscono all' Unione Europea l'assegnazione di finanziamenti a progetti ed enti israeliani che hanno luogo e/o sede nei Territori Palestinesi, Gerusalemme Est inclusa, and escludono l'accesso di entità israeliane con attività in Cisgiordania agli strumenti finanziari europei.

500 accademici a Catherine Ashton: Attuate le linee guida UE sulle colonie israeliane in modo completo

Gentile Catherine Ashton

  ci rivolgiamo a Lei per quanto riguarda le Linee Guida pubblicate di recente dalla UE in materia di ammissibilità degli enti israeliani al sostegno finanziario della UE finalizzate ad evitare che i progetti negli insediamenti illegali israeliani ricevano finanziamenti dal Consiglio Europeo della Ricerca e da Horizon 2020, il prossimo programma di finanziamento della ricerca europea.

Le linee guida sono state accolte con grande soddisfazione(in italiano è meglio) da ricercatori e cittadini profondamente preoccupati del fatto che l'Unione europea stava incoraggiando e finanziando  collaborazioni tra università europee e aziende israeliane come Ahava che operano negli insediamenti illegali israeliani. Gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati sono illegali secondo il diritto internazionale e la loro esistenza ed espansione comportano  gravi violazioni dei diritti umani dei palestinesi.

Effetto delle nuove linee guida europee: niente finanziamenti ad Ahava

Le nuove linee guida dell'Unione Europea riguardanti gli insediamenti israeliani hanno impedito la partecipazione dell'impresa di cosmetici Ahava ad un progetto di ricerca. La compagnia israeliana inoltre non riceverà più finanziamenti dallEuropa in quanto il suo impianto produttivo si trova in una colonia vicina al Mar Morto.

Ahava non otterrà quindi gli 8,25 mln di $ dall'Unione Europea che si aspettava per un progetto di trattamento della pelle, poiché le nuove regole stabilite sugli insediamenti illegali israeliani entreranno in vigori dal 2014, secondo quanto riportato da Jonathan Ferziger e David Wainer a Bloomber. Il progetto, nominato SuperFlex [1] e intenzionato a creare una linea di prodotti cosmetici per la pelle indirizzata a consumatori della terza età, era finanziato per 2/3 dall'Europa e avrebbe dovuto iniziare il mese prossimo.

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