Ahava

Azione BDS contro la prufumeria francese Sephora che vende prodotti israeliani

In data 1-2 giugno 2012, gli attivisti della campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento e sanzioni (BDS) hanno organizzato delle azioni con gran successo in cinque città francesi contro la Sephora, una delle principali catene di negozi per profumi in Francia, per la vendita di marchi israeliani tra cui Ahava e Yes to Carrot.

Queste azioni sono state condotte dalla campagna BDS in Francia per continuare a esercitare pressioni sulla Sephora, che non ha ancora risposto alla richiesta di rimuovere i prodotti dell'apartheid israeliano dai suoi scaffali.

La principale catena di vendita al dettaglio norvegese interrompe la vendita dei prodotti dell'occupazione della Ahava

VITA, catena di vendita al dettaglio, venerdì ha reso pubblica la decisione di bloccare tutte le vendite di prodotti provenienti dalle colonie israeliane nella Palestina occupata. VITA quindi sospenderà la vendita dei prodotti cosmetici del marchio Ahava. VITA è stato il principale rivenditore di prodotti Ahava in Norvegia, e questa decisione sarà un duro colpo per la vendita dei prodotti Ahava in Norvegia.

Distributore in Giappone abbandona azienda israeliana a causa delle sue pratiche illegali

DaitoCrea, l'agente generale in Giappone per Ahava Dead Sea Laboratories, ha annunciato sul proprio sito web che non avrebbe più distribuito i prodotti di Ahava fabbricati nell'insediamento israeliano illegale di Mitzpe Shalem in Cisgiordania, come scritto nel  comunicato rilasciato Lunedì 31 gennaio 2012  dal Forum Palestina Giappone.

Ahava è una azienda israeliana di prodotti cosmetici, con sede di produzione in un insediamento illegale in Cisgiordania, oggetto di una campagna di boicottaggio internazionale dal 2009 a causa delle sue pratiche illegali.

Mettere sotto i riflettori i collegamenti della London University con la macchina da guerra Israeliana

Gli studenti della London School of Economics (LSE) hanno criticato la partecipazione della loro università ad un progetto finanziato dall'Unione europea di ricerca comune che coinvolge una università israeliana che ha sviluppato bulldozer telecomandati utilizzati per distruggere illegalmente le case dei palestinesi.

Soprannominato PICK-ME ("incentivi per la creazione di conoscenza: metodi e prove"), il progetto ha un budget di 2,4 milioni di euro e durerà dal 2011 al 2014. Si collega a università e istituti di ricerca provenienti da Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Polonia con l'Istituto Israeliano di Tecnologia di Haifa, noto come il Technion. Più di due terzi del finanziamento del progetto derivano direttamente dal programma pluriennale di ricerca scientifica dell'Unione Europea.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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