Ahmad Saadat

La vera prigione sono le bugie che ti hanno raccontato: per Khader e per tutti gli altri ancora prigionieri vogliamo verità e libertà!

La vera prigione
Non è il tetto che perde / Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave.
Mentre il secondino ti chiude dentro. / Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia / Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
/ Non è / Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato / Le orecchie per un'intera generazione
È il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida
/ Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno. / Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta / La decrepitezza morale
L'inettitudine mentale
/ Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza / In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
/ Non osiamo eliminare la nostra urina
È questo / È questo / È questo

Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero / In una cupa prigione.

Ken Saro Wiwa

Dopo 66 giorni Khader Adnan ha interrotto lo sciopero della fame che l’aveva ridotto in fin di vita e che ha compromesso, con tutta probabilità, irreversibilmente la sua piena salute fisica.

Jarrar: la vita Khader Adnan in pericolo - necessaria la solidarietà ai prigionieri in sciopero della fame

La compagna Khalida Jarrar ha invitato tutte le organizzazioni palestinesi e gli attivisti internazionali ad unirsi in una campagna di solidarietà con il prigioniero Khader Adnan, in sciopero della fame da 52 giorni e in pericolo di morte.

Khalida ha anche fatto un appello per un boicottaggio totale dell'occupazione a tutti i livelli, ufficiali e pubblici, e per l'aumento delle azioni legali contro lo stato di occupazione e i suoi funzionari responsabili per i crimini commessi.

L'attivista ha inoltre incoraggiato il boicottaggio palestinese di udienze e processi di detenzione amministrativa, in quanto non sono altro che una farsa per tentare di legittimare la detenzione arbitraria, segreta e illegale, e non sono altro che un braccio dell'occupazione. Khader Adnan è detenuto in detenzione amministrativa senza accuse dal 17 dicembre, e da allora è in sciopero della fame per protestare contro il sistema illegale di detenzione amministrativa così come contro la tortura e gli abusi a cui sono sottoposti lui e gli altri prigionieri politici palestinesi durante gli interrogatori.

Sa’adat: La cooperazione per la sicurezza e la detenzione politica dell’Autorità Palestinese devono terminare

Il compagno Ahmad Sa’adat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha condannato la politica che l’Autorità Nazionale Palestinese attua in materia di detenzione politica e di cooperazione per la sicurezza, inchinandosi ai dettami di Stati Uniti e Israele.

Sa’adat, imprigionato in isolamento nella prigione dell’occupazione situata a Nafha dopo il suo sequestro da una prigione dell’Autorità Nazionale Palestinese insieme ad altri compagni nel 2006, ha dichiarato che «le pratiche politiche degradanti dell'ANP rompono tutte le regole e le intese della lotta nazionale e violano la legittimità della nostra resistenza. Dozzine di persone stanno pagando il prezzo della loro libertà a causa di queste pratiche politiche, essendo condannati a lunghe detenzioni nelle carceri dell’occupazione con sentenze direttamente connesse alla cooperazione di sicurezza e alla detenzione politica dell’Autorità Nazionale Palestinese».

Il compagno Sa’dat ha fatto questi commenti in un comunicato stampa emesso dalla sua cella in isolamento- dove si trova da tre anni- e rilasciato tramite un avvocato, nel decimo anniversario del suo sequestro da parte delle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese il 15 gennaio 2002. Ha fatto appello alla fine degli arresti sulle basi dell’affiliazione politica o della resistenza all’occupazione dicendo che queste politiche non devono continuare o, peggio, ampliare la loro portata con la conseguenza di incrementare le divisioni interne al popolo palestinese.

I prigionieri palestinesi possono morire per lo sciopero della fame

Khader Adnan, prigioniero palestinese in sciopero della fame è in fin di vita.

Khader Adnan, prigioniero, attivista palestinese e portavoce del partito della Jihad Islamica dal 17 dicembre è in sciopero della fame. Egli si trova ad affrontare gravi conseguenze per la sua salute dopo 45 giorni di sciopero della fame e ha bisogno del sostegno e della solidarietà internazionale, per rendere pubblico il suo caso e quello dei suoi compagni, oltre 5.000 prigionieri politici palestinesi all'interno delle carceri dell'occupazione israeliana.

Adnan da alcuni giorni è stato trasferito in un ospedale pur continuando a rifiutare il cibo. Attualmente è su di una sedia a rotelle perché non può camminare, a causa della debolezza docuta allo sciopero della fame.

Addameer (Associazione Palestinese per il Supporto ai Prigionieri e per i Diritti Umani) dettaglia l'esperienza di Adnan con l'occupazione israeliana. Egli è attualmente trattenuto in detenzione amministrativa (detenzione arbitraria senza accusa né processo, basata su prove segrete, e rinnovabile indefinitamente per ripetuti periodi fino a sei mesi).

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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