Ahmad Saadat

Appello alla mobilitazione per la liberazione di Ahmad Sa’adat nell’ottavo anniversario della sua condanna

Per l'ottavo anniversario della condanna di Ahmad Sa'adat da parte del tribunale militare sionista, la Campagna per la Libertà di Ahmad Sa'adat invita ad un’ampia partecipazione popolare nei giorni 14, 14 e 15 gennaio 2017 alle iniziative della campagna politica e mediatica per liberare Ahmad Sa'adat e tutti i prigionieri palestinesi.

Queste date segnano il 15° anniversario del rapimento di Ahmad Sa'adat da parte dell'Autorità Nazionale Palestinese per volere di Israele, degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Dichiarazione del FPLP sul 49° anniversario della sua fondazione

Oggi ricordiamo il 49° anniversario della fondazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, fondato l’11 dicembre 1967 dopo l'impatto della sconfitta avvenuta il 05 giugno.

La fondazione del FPLP ha inietatto tra la gente una nuova speranza al di fuori delle macerie provocate dalla sconfitta, sia a livello intellettuale, sia politico e di lotta, per portare avanti la resistenza e la lotta del movimento di liberazione nazionale contro il progetto sionista e per sollevare la bandiera della rivoluzione.

Su questa strada si sono sacrificati decine di migliaia di martiri, di prigionieri, di feriti e di combattenti, sia tra le file del popolo palestinese sia tra la nazione araba ed i movimenti internazionali. Oggi li ricordiamo con il massimo orgoglio per i loro leggendari sacrifici, il loro eroismo costituisce un patrimonio storico nel percorso del Fronte e del movimento nazionale palestinese nel suo complesso.

Alla luce della situazione regionale, araba ed internazionale, delle ripercussioni negative date dalla perdurata situazione di debolezza e divisione interna palestinese, la nostra causa è oggi più che mai a rischio di liquidazione. Pertanto il Fronte sottolinea e chiede quanto segue:

Appello del Forum della Sinistra Araba: sosteniamo il movimento di lotta dei detenuti nella Palestina occupata

Si va inasprendo la lotta dei detenuti palestinesi, in particolare quella dello sciopero della fame, detta “movimento degli intestini vuoti”, contro le politiche di repressione e persecuzione e i crimini contro l'umanità commessi dalle forze di occupazione sionista all'interno delle prigioni e centri di detenzione istituiti sul territorio palestinese occupato.

Oggi, con l’aumento della repressione e della violenza cieca contro il movimento dei detenuti in Palestina, e in solidarietà con il detenuto Bilal Kayed che è in sciopero della fame da giugno, il fronte della lotta si è allargato e include nuovi combattenti, primo fra tutti il compagno Ahmed Saadat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP).

Quello che sta accadendo dentro le carceri israeliane è molto pericoloso; il movimento di sinistra e democratico nel mondo arabo e del mondo in generale deve mobilitarsi subito per sostenere i prigionieri e salvare le loro vite. Siamo tutti chiamati a mobilitarci subito con tutti i mezzi e le forme per liberare i prigionieri dagli artigli del terrorismo sionista e dei suoi fautori, sostenere la resistenza del popolo palestinese volta a porre fine all'occupazione israeliana, garantire il diritto al ritorno e la costruzione dello stato nazionale palestinese con capitale Gerusalemme.

Lettera di Bilal Kayed dal carcere al 48° giorno di sciopero: “Le vostre lotte mi danno più determinazione per la vittoria”

Il prigioniero palestinese Bilal Kayed, nel suo giorno 48° di sciopero della fame, oggi, dall’interno del Barzilai Hospital dov’è ammanettato mano e piede al suo letto, ha scritto la lettera che segue. Kayed ha 34 anni e ha iniziato lo sciopero della fame il 15 giugno. Il suo rilascio era stato previsto il 13 giugno, dopo aver scontato una condanna di 14 anni e sei mesi nelle prigioni israeliane. Invece di essere rilasciato come da programma, tuttavia, gli sono stati inflitti altri sei mesi di detenzione amministrativa senza accusa né processo rinnovabile a tempo indeterminato.

Immediatamente, Kayed, ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro questo pericoloso precedente per tutti i prigionieri palestinesi, uno sciopero sostenuto dai suoi compagni di sinistra appartenenti al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e da partiti e movimenti dei prigionieri palestinesi. Oltre 100 compagni prigionieri palestinesi si sono uniti ad uno sciopero collettivo della fame per la libertà di Kayed, tra i militanti del FPLP c’è il segretario generale Ahmad Sa’adat, Ghassan Zawahreh e Shadi Ma’ali, Mohammed Abu Sakha, artista circense e insegnante, Hassan Karajan delle organizzazioni giovanili, e molti altri. Altre centinaia si sono uniti in una serie di proteste collettive per la liberazione di Kayed, organizzando scioperi della fame e proteste rispondendo all’appello; i prigionieri sono stati colpiti da raid, trasferimenti di massa, divieti di visite familiari, isolamento e altre sanzioni, nel tentativo di boicottare la loro protesta collettiva.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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