Ahmad Saadat

Decimo anniversario dell’attacco a Gerico e del rapimento di Sa’adat: Il tempo non cancella il crimine

Il 14 marzo del 2006 le forze sioniste armate fino ai denti fecero irruzione nella prigione di Gerico con carri armati e diversi tipi di armi seguendo un piano premeditato, con la piena complicità di forze britanniche e statunitensi. Attaccarono la prigione e catturarono Ahmad Sa’adat, il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ed i suoi compagni giudicati responsabili dell’assassinio del funzionario sionista Rehavam Ze’evi quale rivendicazione dell’uccisione del Segretario Generale dell’FPLP Abu Ali Mustafa e dei compagni Ahed Abu Ghoulmeh, Majdi Rimawi, Hamdi Corano e Basil al-Asmar.

Dieci anni dopo questo crimine la Campagna per la Libertà di Ahmad Sa’adat ribadisce ancora una volta che questo crimine, oltre ad essere un ulteriore capitolo della storia dei crimini sionisti contro il popolo palestinese ed i suoi leader, è stata anche un’azione vile e sleale compiuta dall’Autorità Nazionale Palestinese.

Ahmad Sa'adat su Omar Nayef Zayed: un tradimento da Jerico alla Bulgaria

Ahmad Sa'adat, leader palestinese imprigionato e Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha rilasciato una dichiarazione insieme ai suoi compagni imprigionati del FPLP, riguardo all'uccisione del prigioniero liberato e compagno di Sa'adat - Omar Nayef Zayed - avvenuta nell’Ambasciata palestinese in Bulgaria nella mattinata dello scorso venerdì.

Sa'adat ha detto che Nayef Zayed ha lottato fino all'ultimo respiro per la Palestina, aggiungendo che il Mossad - i servizi segreti israeliani - le autorità bulgare e l'Autorità palestinese (rappresentata dal suo presidente Mahmoud Abbas), il ministro degli Esteri Riyad al-Malki e l'ambasciatore Ahmed al-Machbouh hanno tutti una responsabilità diretta in questo crimine.

Universo di rabbia: i campi profughi di Betlemme

Ahmed guida la sua auto verso la periferia. Quando gli chiediamo se era in città durante l’invasione israeliana del 2002, quando infuriava la Seconda Intifadah (e anche la Chiesa della natività fu cinta d’assedio a Betlemme, scatenando persino le proteste del Papa), prorompe in un’esclamazione: “Mi fai ricordare delle cose che neanche ti immagini”.

Una notte, lui e un’altra dozzina di militanti ricercati da Israele si trovavano in una palazzina abbandonata, proprio a lato della strada che stiamo attraversando; videro nel cielo un aereo da guerra F-16 che si dirigeva verso di loro, e pensarono di essere spacciati. “Nel giro di mezzo secondo, nessuno si trovava più nell’edificio. Chi è saltato giù dalle scale, chi dalle finestre…”. Poi sentirono l’esplosione, ma l’obiettivo era un altro: l’aereo israeliano aveva colpito la stazione di polizia palestinese che si trovava lì a fianco.

Dichiarazione sul 14° anniversario del rapimento di Ahmad Sa'adat: nonostante la prigionia la resistenza vive

Oggi, 15 gennaio 2016, ricorre il 14° anniversario del rapimento del leader palestinese Ahmad Sa'adat, avvenuto grazie al tradimento dei servizi di sicurezza palestinesi, un atto non solo contro Sa'adat ma contro tutto il popolo palestinese, la sua resistenza e la sua lotta.

Il servizio di intelligence dell'Autorità Nazionale Palestinese, sostenuto da altre agenzie di sicurezza, arrestò Sa'adat insieme ai suoi compagni detenendoli presso la sede presidenziale della ANP. Quest'atto rappresenta una conseguenza della sottomissione alle logiche degli Stati Uniti e dello Stato sionista, ossia quel che comporta il coordinamento sulla sicurezza tra l'Autorità palestinese e l'Occupazione – struttura che continua ad esistere nonostante l'enorme danno che ha causato al popolo palestinese da 23 anni a questa parte.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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