Al Fatah

Intervista con Abu Ahmad Fuad: coloro che vogliono disarmare la resistenza saranno sconfitti

Al-Quds News ha intervistato in esclusiva il compagno Abu Ahmad Fuad, Segretario Generale Aggiunto del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, a Istanbul, dove ha parlato della lotta nazionale palestinese e delle sfide dopo l'aggressione di Gaza.

29 settembre 2014

D. Dopo le recenti elezioni e la Conferenza del FPLP, c'è un rinnovamento del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina corrispondente a questo periodo di cambiamento?

R. La Settima Conferenza del FPLP ne ha introdotto una parte, in particolare per quanto riguarda il programma politico riferito all'evoluzione della situazione nella regione; inoltre ci sono dei nuovi contesti interni sviluppati dalla conferenza, che ha eletto una nuova leadership. Riguardo a queste elezioni, c'è un tasso di rinnovamento del 60-65% nel corpo dirigente del Fronte, del Comitato Centrale e del Bureau Politico e in più un aumento del numero dei giovani nella direzione del Fronte e l'elezione di tre donne nel Bureau Politico e di non meno di venti donne palestinesi militanti in seno al Comitato Centrale, diversamente dalle organizzazioni delle altre fazioni palestinesi.

Barakat: L'intensificazione degli attacchi contro il FPLP lo renderà solo più forte

Il compagno Khaled Barakat, attivista e scrittore palestinese, in un intervento da Beirut ha dichiarato che i pesanti attacchi dell'occupazione israeliana e delle sue istituzioni di sicurezza, in particolare in Cisgiordania, Gerusalemme e all'interno delle carceri, avranno esito negativo e serviranno solo a rendere più forte il FPLP.

"Ci aspettavamo questi attacchi, i recenti arresti di massa contro quelli che l'occupazione crede e afferma essere i quadri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina sono avvenuti in tre ondate. La prima si è verificata immediatamente prima della cattura dei tre coloni israeliani vicino al-Khalil. La seconda è consistita nello sfruttamento di questo episodio da parte dell'occupazione al fine di condurre arresti di massa contro centinaia di palestinesi, compresi membri del FPLP che erano stati rilasciati nello scambio di prigionieri con la resistenza palestinese nell'ottobre 2011. La terza ondata è giunta durante e dopo l'aggressione criminale degli scorsi mesi a Gaza. L'occupazione ha anche ripetutamente negato e impedito di lasciare il paese ai Palestinesi che riteneva essere membri o simpatizzanti del FPLP o di istituzioni ad esso collegate".

Appunti di un excursus sulla solidarietà italiana con la Palestina

La colonizzazione della Palestina rappresenta una realtà con cui l'Italia tutta, insieme al resto del mondo, si trova a doversi confrontare. Da ormai oltre trent'anni la componente istituzionale-governativa del Paese è allineata su posizioni “filo israeliane” (sono molto rare le voci che si distinguono dal coro), mentre esiste una parte – formata da associazioni, comitati, collettivi, etc – “solidale” con i palestinesi, all'interno della quale, tuttavia, esistono differenti basi di partenza e di conseguenza modalità di intervento: da un lato chi ha un approccio puramente umanitario perché riconosce lo stato di forte disagio cui l'occupazione sottopone i palestinesi; dall'altro chi, in una chiave politica, sostiene il rispetto dei loro diritti, riconoscendo nella loro causa la legittima lotta di liberazione.

Nello specifico, tra i movimenti che sostengono la lotta al sionismo e a tutto ciò che esso rappresenta oltre all'occupazione della Palestina, negli anni si è raggiunta una profonda consapevolezza, che ha portato ad elevati livelli di partecipazione, di riflessione e di analisi politica.

Il Congresso dei Sindacati (TUC) condanna l'attacco a Gaza ed invita ad un embargo militare su Israele

Durante il meeting annuale, il Congresso dei Sindacati (TUC) ha approvato una presa di posizione su Gaza, sollecitando il governo britannico di imporre un embargo militare su Israele e chiedendo la sospensione dell'Accordo di Associazione UE-Israele.

La dichiarazione, approvata a maggioranza schiacciante, condanna il bilancio delle vittime a Gaza, che comprendono "molte persone che svolgevano il loro lavoro quotidiano,” e "deplora gli attacchi contro le strutture delle Nazioni Unite.” Il TUC raccomanda che i responsabili delle violazioni del diritto internazionale "siano portati alla Corte Penale Internazionale. La dichiarazione del TUC chiede anche la fine del "blocco di Gaza" e accoglie con favore "la creazione di un governo di unità nazionale per l'Autorità Palestinese" che coinvolge sia Fatah che Hamas, sollecitando "il governo del Regno Unito e l'Unione Europea a sostenere questo sviluppo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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