Anticapitalismo

I POPOLI, LO STATO, LA LOTTA - Appunti sulla Siria per una critica internazionalista

“Con gli occhi di una bimba di Chatila
la saggezza delle Montagne
e lo spirito dei Fedayn
proviamo a Restare Umani”

Così inizia il documento redatto dai compagni di Salerno del Colletto Handala, che da anni segue e supporta la causa palestinese organizzando iniziative territoriali e partecipando a delegazioni e viaggi nei campi profughi palestinesi.

Il collettivo Palestina Rossa pubblica e condivide con estremo interesse il documento, per gli spunti di riflessione proposti, per le critiche riportate al movimento di solidarietà italiano e per le proposte suggerite. Un'analisi precisa, seppur non approfondita per alcuni contesti, ma con una chiara chiave di lettura di classe che attraversa il decorso degli ultimi anni dell'intero Medio Oriente.

DICHIARAZIONE DAL CARCERE DI GEORGES ABDALLAH DEL 23 GIUGNO

Cari compagni/e, cari amici/che,

quando si è in questi luoghi sinistri da ormai una “piccola eternità”, durante le iniziative di solidarietà si viene sempre travolti da una grande emozione, così inizio il mio discorso rivolgendo a tutti i miei più calorosi saluti.

In questo momento di grandi lotte sapervi riuniti oggi a Parigi mi riempie di forza, scalda il mio cuore e soprattutto mi rafforza nella convinzione che è assumendo sempre più il terreno della lotta anticapitalista e antimperialista che portiamo il sostegno più significativo a coloro che da decenni resistono dietro le abominevoli mura della prigione.

Chiaramente non è cercando inganni giudiziari qua e là che riusciremo a far fronte alla persecuzione criminale dei “servi del capitale” di cui sono oggetto i resistenti prigionieri, ma piuttosto affermando la incrollabile determinazione nella lotta contro il loro sistema criminale e moribondo. Sappiamo tutti, compagni e compagne, che in ultima istanza è in funzione di un certo rapporto di forze che si riesce a strappare i nostri compagni dagli artigli del nemico. Quest'ultimo lascia la presa solo quando si rende chiaro che il mantenimento in prigionia di questi protagonisti rivoluzionari pesa di più nel processo di lotta in corso della minaccia inerente alla loro liberazione. Non si tratta di comportarsi come se non lo sapessimo che la suddetta giustizia è sempre una giustizia di classe al servizio di una politica di classe inscritta nella dinamica globale di una guerra di classe a livello nazionale e internazionale. Certo, ci sono le conquiste sociali che ci permettono di condurre battaglie sul terreno giudiziario ed è inutile ricordare che dobbiamo condurre queste battaglie; ciò non toglie il fatto che arriva un momento in cui bisogna rendersi conto che la cosiddetta “ragion di Stato” farà sempre sì che la borghesia si regga sulle proprie leggi quando i suoi interessi sembrano richiederlo. Certo dopo tanti anni di prigionia ci sono e ci saranno sempre tra le nostre fila “amici” e “solidali” che chiedono che si faccia ancora qualcosa nell'ambito giudiziario e che forse questa volta, etc.

Per un 25 Aprile antifascista, antisionista, anticapitalista, antirazzista!

Come realtà pro-Palestina e antisioniste, anche quest’anno aderiamo alla manifestazione indetta dall’ANPI a Roma per il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, e invitiamo tutte le forze politiche e sociali democratiche, antifasciste e anticapitaliste ad una mobilitazione unitaria con contenuti internazionalisti, antisionisti e antimperialisti, la cui portata è ancora più ampia alla luce dell’attuale situazione interna e internazionale.

Quest’anno ricorre infatti l’80° anniversario della promulgazione delle infami “Leggi sulla Razza” da parte dello Stato monarchico e fascista. Oggi ricordiamo e condanniamo quella famigerata legislazione, che però tanto assomiglia a quella attualmente adottata dallo stato sionista, che, unico al mondo, discrimina la popolazione in base al credo religioso, imponendo a milioni di arabo-palestinesi un regime di Apartheid.

Verso un mondo di esclusi

Pubblichiamo un intervento-rielaborazione di Enrico Bartolomei della sua introduzione per il volume “Esclusi. La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento” (Derive Approdi, 2017).

Esclusi (DeriveApprodi 2017) raccoglie una serie di saggi sul colonialismo di insediamento, una forma particolare di colonialismo in cui la popolazione indigena viene rimpiazzata da una nuova società di coloni che si insediano in pianta stabile nel territorio colonizzato. Il colonialismo di insediamento non è la stessa cosa del colonialismo classico: nel primo caso la potenza coloniale mira allo sfruttamento dei mercati, delle risorse e della manodopera indigena, trasferendo nella colonia solamente il personale amministrativo, militare e gli uomini d’affari; nel secondo, i coloni che si trasferiscono nel territorio conquistato mirano a sostituirsi alla popolazione nativa. Un chiaro esempio di colonialismo classico è la dominazione britannica in India, mentre esempi di colonialismo di insediamento sono gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, il Sudafrica, Israele. Benché siano fenomeni distinti, a volte i due tipi di colonialismo possono coesistere: si pensi al caso dell’Algeria sotto il dominio francese, o alla Palestina sotto il Mandato britannico.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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