Anticapitalismo

Il Fronte Popolare dopo 50 anni: strategia per la liberazione della Palestina

Il Fronte Popolare per la liberazione della Palestina non ha potuto determinare fin da subito la sua visione politica, organizzativa, intellettuale e i suoi obiettivi strategici generali, dopo la sua fondazione ufficiale l'11 dicembre del 1967. Questo semplicemente perché il FPLP era formato da una coalizione composta da più di una fazione e da un gruppo rivoluzionario di guerriglia che aveva iniziato a emergere, non si considera ancora un partito politico unificato, governato da una visione centrale globale e da leggi e regolamenti interni.

La natura e le circostanze della nascita, le sue complessità e condizioni, sono rimaste un freno deciso e ostinato alla realizzazione delle condizioni necessarie per lanciare la visione intellettuale, politica e organizzativa del partito, una visione strategica che riflette l'essenza del suo progetto rivoluzionario e, soprattutto, giustifica la sua esistenza e necessità.

Si può dire che il primo tentativo serio e di successo a questo livello è stato raggiunto dopo la conferenza del febbraio 1969 e dopo la scissione nel Fronte Popolare. Questo periodo è stato accompagnato da uno stato di divisione, di confusione e da una tempesta intellettuale, politica e organizzativa, oltre a conflitti e le contraddizioni personali e interne che in alcuni casi hanno quasi sopraffatto questo nuovo partito rivoluzionario. Soprattutto nel periodo successivo alla sconfitta nell'aggressione sionista del 1967, quando quasi tutti i regimi arabi, sia "nazionalisti" che reazionari trovarono nel sostegno della destra palestinese una soluzione e un modo per affrontare la minaccia della sinistra rivoluzionaria araba espressa in questo nuovo partito. Pertanto la visione del percorso e della lotta del PFLP si sviluppò inizialmente in una nascita incerta, difficile e sanguinosa.

Tecnologia e repressione: il modello israeliano

L’antropologo israeliano Jeff Halper è in tour in Italia per la presentazione del suo ultimo saggio: La guerra contro il popolo. Israele, i palestinesi e la pacificazione globale (Edizioni Epoké, 2017)

Il libro di Halper rappresenta un’esplicita denuncia contro la cosiddetta “industria della pacificazione globale” e costituisce una preziosa occasione per riflettere sulla politiche israeliane di sicurezza e sulle loro implicazioni nella nostra vita quotidiana.

Abu Ali Mustafa: Le lezioni del lavoratore rivoluzionario

Siamo un partito con una storia gloriosa e grande rispetto per i popoli, ma questo non giustifica lo stato di inerzia e di declino che ci troviamo ad affrontare. Un partito che non sa rinnovarsi nelle capacità di analisi ed azione è un partito destinato a morire”. Il martire Abu Ali Mustafa, al-Hadaf - 31 luglio 2000

Qual è il principale contributo storico del leader martire Abu Ali Mustafa nel movimento di resistenza palestinese e di tutta l'area, e quello particolare all'interno del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il cui segretario generale è stato assassinato dai sionisti il 27 agosto 2001?

ESCLUSI - La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento

Dopo Gaza e l’industria israeliana della violenza:

ESCLUSI - La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento

a cura di Enrico Bartolomei, Diana Carminati, Alfredo Tradardi
DeriveApprodi editore 2017, pag. 240, prezzo 18 euro

Perché oggi è importante analizzare il colonialismo di insediamento? Perché è dall’unione di un gruppo di ex insediamenti coloniali, gli Stati Uniti in primis, che si è sviluppata l’incontestata potenza egemone globale. Perché il colonialismo di insediamento, come forma specifica di dominio, definisce molti degli ordinamenti politici attuali. Come i popoli indigeni esposti all’assalto del colonialismo di insediamento, gli espulsi dalla produzione sono anch’essi marcati come inutili perché superflui. Popolazioni da liquidare: accumulazione senza riproduzione. Non solo biopolitica, ma necropolitica. Occorre comprendere a fondo questa nuova realtà, per reagire a un potere che assoggetta tutti. Ne deriva la necessità di stringere alleanze tra gli ESCLUSI per un progetto di co-resistenza.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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