Antimperialismo

Gli Usa appaltano il Muos alla società che bombarda i palestinesi e sorveglia il confine tra Usa e Messico

Con un tempismo ai limiti del black humor ieri, 9 novembre 2019, a 30 anni della caduta del Muro di Berlino, il Pentagono ha annunciato la partnership strategica con General Dynamics Corp stipulando un contratto di 731 milioni di dollari con la più importante multinazionale “dei muri” del mondo.

La General Dynamics Corp è il principale general contractor del Pentagono con un fatturato di 36 miliardi di dollari l’anno. Si occupa della videosorveglianza del confine con il Messico, l’ormai tristemente celebre muro che Trump ha eretto a simbolo della sua presidenza.

Sulla guerra, il Rojava e noi. Per trasformare la solidarietà in lotta internazionalista!

La guerra, l’attacco alla Siria, l’imperialismo. Cosa ci dice e come combatterla anche a casa nostra.Il no alla guerra, la resistenza, la rivoluzione del Rojava. Perché ci riguarda e perché sostenerla; sulla pratica della solidarietà internazionale dentro il ventre della Fortezza Europa. "Alla guerra!”, crisi attuale, la tendenza alla guerra e come sabotarla e disertarla.

Bombe, carri armati, immagini strazianti di ospedali attaccati, carovane di sfollati, edizioni speciali in tv e prime pagine dei giornali. E’ tornata “la guerra”. Sarebbe più corretto dire che non se ne è mai andata, ma senza dubbio l’escalation delle ultime tre settimane ha dato un’accelerata senza precedenti anche per quel sanguinoso e infinito conflitto che è in corso in Siria. Guerra vera e propria, così come si è strutturata subito dopo la degenerazione delle prime proteste contro la presidenza Assad e che dura dalla primavera del 2011, la cosiddetta “Primavera araba”, quando in tutta l’area mediorientale e nordafricana si svilupparono movimenti e rivolte popolari con aspirazioni, il più delle volte, represse.

I cileni palestinesizzati si ribellano contro il loro governo “israelizzato”

Guardando il presidente cileno Sebastián Pinera reprimere brutalmente i manifestanti nella capitale Santiago, comincio a ricordare le riflessioni degli attivisti israeliani e dell’autore Jeff Halper. Nel suo libro del 2015, “War Against the People”, l’ex direttore del Israel Committee Against House Demolitions, ha suggerito che le persone in tutto il mondo che esercitano il loro diritto democratico di sfidare il malgoverno dei loro paesi stavano diventando “palestinesizzati” e i governanti stavano diventando ” Israelizzati”.

La tesi di Halper, che ora sembra più rilevante che mai, dato che tante popolazioni inquiete nei continenti mettono in discussione le politiche dei loro governi, ha avanzato l’idea che il nostro pianeta sia entrato in una fase di “emergenza permanente”. Secondo Halper, l’attuale sistema capitalista globale è in crisi. Milioni di persone sono deluse dalla politica e altri milioni subiscono continue violazioni dei loro diritti umani. La crescente disaffezione ha generato “movimenti transnazionali di contro-egemonia” nazionali e che rappresentano una nuova sfida per le élite e la classe dirigente.

CONTRO L’ATTACCO TURCO-NATO ALLA SIRIA!

Ennesima aggressione imperialista alla Siria, stavolta camuffata da scontro tra turchi e curdi. In realtà dietro questa aggressione si cela la volontà di dare continuità allo smembramento dell’integrità territoriale siriana, alla sua indipendenza e al diritto sovrano di chi ci vive di autodeterminarsi e decidere sul proprio futuro.

Le condizioni di questo attacco da parte dell’esercito turco, membro permanente e secondo esercito della NATO contro i territori siriani amministrati dalle SDF. Gli alleati NATO, uniti nella volontà di smembrare la Siria, ma divisi sulle differenti porzioni di torta, sono arrivati al punto di combattersi tra di loro, producendosi nel macabro scenario della spartizione manu militari di un paese, la Siria, non in linea con gli interessi imperialisti occidentali.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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