Antirazzismo

Gerusalemme: una Pasqua di provocazioni sioniste e di sangue – nel silenzio generale

Nelle scorse settimane Gerusalemme, e la moschea di al-Aqsa in particolare, sono state il luogo di una catena di provocazioni anti-palestinesi e anti-islamiche da parte delle autorità dello stato di Israele e delle organizzazioni dei coloni. Sono prove di forza che schiacceranno per sempre le masse palestinesi e le indurranno alla resa? Assolutamente no. Come scriviamo nelle conclusioni: è da settantaquattro anni, dalla Nakba (1948), che i Palestinesi resistono. Invitti. Questa è la prova storica che la politica colonialista e razzista di Israele, fondata sulle espropriazioni senza fine, sulle discriminazioni da apartheid (che colpiscono anche una parte della stessa popolazione ebraica immigrata dal Corno d’Africa), su una repressione sistematica e spietata dotata delle tecnologie di avanguardia, non è in grado di piegare la resistenza palestinese che, come l’araba fenice, rinasce periodicamente dalle proprie ceneri. (Red.)

Una settimana di raid

Quella che è andata in scena presso la moschea di al-Aqsa nei giorni scorsi è stata la ripetizione di un medesimo tragico copione, che non è certo una novità nel quadro della persecuzione palestinese in Israele e nei Territori Occupati, ma ne rappresenta uno dei picchi più drammatici degli ultimi tempi.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite conferma che Israele commette il crimine di apartheid contro i palestinesi

Aumentiamo la pressione per convincere la Comunità Internazionale e le Nazioni Unite a rispettare i loro obblighi legali per porre fine all'apartheid israeliana.

Il Comitato nazionale palestinese per il BDS, la più grande coalizione nella società palestinese, accoglie con favore le conclusioni del più recente rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati, il prof. Michael Lynk, secondo cui Israele sta commettendo il crimine di apartheid contro i palestinesi

Conferenza panafricana contro l'apartheid a Dakar

Il Pan-African Palestine Solidarity Network (PAPSN) ha rilasciato una dichiarazione ai media mentre gli attivisti africani si riuniscono a Dakar per una mobilitazione a favore della Palestina.

Attivisti provenienti da tutta l'Africa si riuniranno nella capitale senegalese, Dakar, dal 10 al 12 marzo per una mobilitazione a sostegno della lotta di liberazione della Palestina e per definire delle strategie contro l'apartheid israeliana sul tema: "Dall'Africa alla Palestina, uniti contro l’apartheid".

Amnesty International condanna l'apartheid israeliana come crudele sistema di oppressione

Aumentiamo la pressione del BDS perché vengano imposte sanzioni mirate e smantellata l’apartheid #DismantleApartheid.

Amnesty International, che conta 10 milioni di membri e sostenitori in tutto il mondo, ha appena confermato che il regime di Israele contro l'intero popolo palestinese costituisce il crimine contro l'umanità di apartheid. Accogliamo con grande favore la pubblicazione del rapporto di Amnesty International, dal titolo "L'apartheid israeliano contro i palestinesi: un crudele sistema di oppressione e crimine contro l’umanità".

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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