Antisionismo

Sorveglianza alle frontiere, droni e militarizzazione del Mediterraneo

Le frontiere sono essenziali per dividere e invisibilizzare, negare corpi ed identità, cancellare sogni e speranze, annullare i diritti e la cittadinanza. Per delimitare i confini e separare gli uni dagli altri sono indispensabili le guerre e gli eserciti ed è imprescindibile trasferire quotidianamente sempre più risorse finanziarie dal welfare al complesso militare-industriale. Sono necessarie armi tecnologicamente sofisticate, meglio ancora se chirurgicheed invisibili, che siano in grado di uccidere comunque ed ovunque. Che colpiscano senza che chi le usa possa essere colpito. Dispositivi bellici che occultino crimini, orrori ed errori. Che possano vedere senza essere visti e che possano spiare senza essere spiati. Velivoli, veicoli, imbarcazioni e sottomarini del tutto automatizzati, controllati a distanza, centinaia e migliaia di chilometri lontano.

Antisionisti rinviati a processo

Mercoledì 11 novembre si è svolta presso il Tribunale di Milano la seconda e ultima trance dell'Udienza Preliminare per decidere il rinvio a giudizio degli indagati per la contestazione della presenza delle bandiere dello Stato di Israele alla manifestazione del 25 aprile 2018 a Milano.

L'udienza si è conclusa con la decisione del Giudice di rinviare a giudizio, con l'accusa di minacce, lancio pericoloso di oggetti e resistenza a Pubblico Ufficiale aggravate da incitamento all'odio razziale, quattro compagni che da indagati sono così diventati imputati.

Due diligence delle imprese e diritti umani: profili penalistici dell’esportazione di armamenti, in specifico verso Israele

Ho riprodotto testualmente il titolo di un interessante articolo pubblicato sulla rivista Giurisprudenza penale il 21 settembre 2020, a firma di Laura Duarte, Giuseppe Sambataro e Stefano Trevisan. L’articolo indaga la possibile rilevanza penale dell’attività di esportazione di armamenti qualora questi vengano impiegati illecitamente contro obiettivi civili e mira a delineare lo standard comportamentale a cui l’esportatore di armamenti deve attenersi.

Nell’articolo si ricorda la denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Roma da Rete italiana per il disarmo per la vendita di armamenti da parte dell’Italia all’Arabia Saudita e agli Emirati arabi uniti, armamenti poi utilizzati nel conflitto in Yemen. Le armi sono prodotte da RWM Italia Spa e consistono prevalentemente in bombe d’aereo e missili. Nel settembre del 2019 il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento seguito alla denuncia di RID e nel prossimo gennaio 2021 si svolgerà l’udienza avanti al GIP a seguito della opposizione dei denuncianti alla richiesta di archiviazione.

Occorre ricordare anche una precedente denuncia presentata nel 2014 alla Procura della Repubblica di Varese da alcuni attivisti del Comitato varesino per la Palestina per la vendita di 30 aerei M 346 da parte di Alenia Aermacchi (ora Leonardo) ad Israele. Come nel caso della vendita da parte di RWM Italia così anche a Varese è intervenuta una richiesta di archiviazione e la successiva opposizione dei denuncianti è stata respinta dal GIP. Nel caso varesino il pubblico ministero si è limitato ad acquisire le autorizzazioni ministeriali all’esportazione e, a fronte della loro accertata esistenza, non ha svolto alcuna altra indagine, evidentemente ritenendo legittima l’esportazione degli armamenti per la sola presenza delle autorizzazioni.

Dichiarazione di Georges Abdallah - 24 ottobre 2020

Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche,

All'alba di questo 37° anno di detenzione, eccovi di nuovo riuniti a pochi metri da queste mura abominevoli! Che emozione e che entusiasmo sapervi così vicini, in questo periodo di pandemia, blocco e coprifuoco! Questa mobilitazione di solidarietà nella diversità del vostro impegno mi apporta oggi molta forza e mi riscalda il cuore. Anzi, lungi dal passare inosservata, questa presenza solidale qui non lascia nessuno indifferente; dietro queste mura, crea un'atmosfera molto speciale di risveglio, entusiasmo e umanità. L'eco dei vostri slogan va oltre questo filo spinato e altre torri di guardia, risuona nelle nostre teste e ci trasporta lontano da questi luoghi sinistri.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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