Apartheid israeliana

Amnesty International condanna l'apartheid israeliana come crudele sistema di oppressione

Aumentiamo la pressione del BDS perché vengano imposte sanzioni mirate e smantellata l’apartheid #DismantleApartheid.

Amnesty International, che conta 10 milioni di membri e sostenitori in tutto il mondo, ha appena confermato che il regime di Israele contro l'intero popolo palestinese costituisce il crimine contro l'umanità di apartheid. Accogliamo con grande favore la pubblicazione del rapporto di Amnesty International, dal titolo "L'apartheid israeliano contro i palestinesi: un crudele sistema di oppressione e crimine contro l’umanità".

Settimana di azione per la liberazione di Ahmad Sa'adat e tutti i prigionieri palestinesi

Il 5 gennaio 2022, prima dell'alba, le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nella casa del leader palestinese detenuto Ahmad Sa'adat a Ramallah, rovistando tra le sue carte personali e scattando foto della casa. Ahmad Sa'adat è il segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, incarcerato dal 2006 da Israele (e dal 2002 dall'Autorità Palestinese) per la sua leadership nel movimento di liberazione della Palestina.

Scrivi al governo: Gravissimo attacco del governo israeliano alle ONG palestinesi

Grave! Israele dichiara fuori legge sei ONG Palestinesi.

Il Ministro della Difesa israeliano ha firmato un decreto militare che dichiara, senza fornire alcuna prova, “organizzazioni terroristiche” sei note ONG palestinesi per i diritti umani:

  • Addameer, che sostiene i diritti dei prigionieri politici palestinesi
  • Al-Haq, membro della Federazione Internazionale per i Diritti Umani
  • Defense for Children International – Palestine, che promuove e difende i diritti dei bambini palestinesi
  • UAWC, Unione dei comitati del lavoratori agricoli
  • UPWC, Unione dei Comitati delle donne palestinesi
  • Bisan, Centro per la ricerca e lo sviluppo

I prigionieri palestinesi in detenzione amministrativa israeliana continuano lunghi ed estenuanti scioperi della fame

“Non esiste un sistema giudiziario per giudicarli in modo equo. Non c’è nessuno all’interno del carcere che possa appoggiare le loro richieste. Quindi l’unico strumento che i prigionieri palestinesi possono usare per protestare e combattere per i loro diritti sono i loro corpi”. — La portavoce di Addameer Milena Ansari

RAMLA, PALESTINA STORICA — Il prigioniero palestinese Miqdad al-Qawasmeh è entrato nel suo 86° giorno di sciopero della fame. È sopraffatto dalla debolezza e non può muoversi dal letto d’ospedale, nemmeno per fare la doccia o usare il bagno. Soffre di dolori articolari, renali, muscolari e addominali, alla testa, alle ossa. Ha difficoltà a parlare e ha perso più di 34 chili. Nonostante la sua salute deteriorata, al-Qawasmeh non vuole porre fine allo sciopero della fame, poiché lui e altri sei prigionieri rifiutano il cibo per protestare contro la loro detenzione amministrativa in corso.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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