Apartheid israeliana

ATTACCO A SCUOLA ARABO-EBRAICA CHE SPIEGA NAKBA

All'istituto Hand in Hand di Gerusalemme studiano insieme centinaia di ragazzi palestinesi ed ebrei. Estremisti israeliani hanno lasciato all'interno della scuola la scritta "Morte agli arabi". La radio dei coloni "scandalizzata" perche' vi si insegna la "catastrofe" palestinese
 

Gerusalemme, 10 febbraio 2012

(nella foto le scritte lasciate dagli estremisti israeliani)

A giugno «Hand in Hand» ospitò, sotto i riflettori delle televisioni di mezzo mondo, una stella della musica mondiale del calibro di Shakira. Tre giorni fa la scuola arabo-ebraica di Gerusalemme, ha ricevuto una «visita» molto meno prestigiosa e sicuramente meno gradita. Attivisti dell’estrema destra israeliana sono entrati nel campo sportivo dell’istituto scolastico e hanno lasciato sui muri una scritta fin troppo eloquente: «Morte agli arabi».

Un’azione compiuta dallo stesso gruppo, legato al movimento dei coloni israeliani, che da mesi marchia luoghi sacri islamici e cristiani in Cisgiordania, Gerusalemme e Galilea, ed edifici pubblici, non solo palestinesi, con slogan razzisti. E’ il «price tag», il prezzo che i palestinesi e i loro amici, devono pagare per il solo fatto di reclamare i loro diritti o quando un avamposto colonico in Cisgiordania viene evacuato (molto di rado) dall’esercito.

Dal Sufadrica: ‘Più sostegno alla Palestina e più sanzioni verso Israele’

Il governo sudafricano è impegnato ad aumentare il livello del proprio supporto verso la Palestina. Il ministro per la Cultura e l’Arte, Paul Mashatile, ha reso noto, durante una conferenza stampa svoltasi la scorsa settimana a Pretoria, l’accordo raggiunto con una delegazione palestinese, alla presenza del suo omologo, Siham Barghouti.

Nell’incontro con i rappresentanti del governo sudafricano è stato firmato un accordo di natura culturale tra i due paesi. I progetti per la futura cooperazione comprendono scambi letterari, mostre, programmi per lo sviluppo linguistico e iniziative per la tutela del patrimonio culturale.

Ma parallelamente alla promozione di una maggiore cooperazione con la Palestina, il governo sudafricano sta valutando anche la possibilità di aumentare le sanzioni nei confronti di Israele.

“Vogliamo migliorare il nostro supporto ai palestinesi e stiamo valutando diverse modalità per farlo”, ha dichiarato la scorsa settimana Mashatile al quotidiano New Age Newspaper. “Non abbiamo alcun problema a sostenere la campagna per il Boicottaggio, il Disivestimento e le Sanzioni (Bds) contro Israele”.

Strumenti di apartheid

...con approvazione ecclesiastica

1 febbraio 2012

Roma, 27 gennaio 2012. Un'altra, pesantissima, irresponsabile e deprecabile firma di sostegno diretto all'apartheid più lungo della storia, è stata apposta, e produrrà nei prossimi anni danni incalcolabili.

Dietro le firme tra Unitalsi, El Al e Keren Kayameth El-Israel  vi è un accordo apparentemente solo economico-turistico; ma la potenza occupante che da decenni distrugge nell'impunità il popolo palestinese, è riuscita a comprare l'appoggio incondizionato della più grande organizzazione cattolica di pellegrinaggi alle sue politiche di oppressione.

Paradossalmente, proprio mentre dalla Chiesa di Terra santa mai come in questi ultimi anni si è alzata forte e chiara la condanna della colonizzazione israeliana, l'accordo prevede che circa 40.000 (quarantamila) malati e anziani delle nostre parrocchie diventino inconsapevolmente sostenitori di “quell'occupazione di Israele nei Territori palestinesi che priva i cristiani della loro dignità e libertà e attende dai cristiani del mondo una più decisa condanna”. (Kairos Palestina, un momento di verità, ed.Terrasanta)

Finalmente piove, ma in tante case palestinesi manca l'acqua

Nei Territori occupati l’acqua è sotto pieno controllo israeliano e i palestinesi, a differenza dei coloni, ne hanno limitato accesso. L'esperienza di Betlemme.

Beit Sahour (Cisgiordania), 02 febbraio 2012, Nena News – La scarsa disponibilità d’acqua è un problema comune a tutte le comunità palestinesi in Cisgiordania ma alcune realtà sono più colpite di altre. Il distretto di Betlemme – che comprende al suo interno i centri di Betlemme, Beit Sahour, Beit Jala, Ad Doha e Al Khader e i campi di rifugiati di Aida, Dheisheh e Al Azza – è in cima a questa ben poco onorevole lista.

“La stagione estiva è un vero e proprio disastro per noi”, afferma il Direttore Generale del Distretto dell’Acqua di Betlemme, Dottor Simon Lagare. “Quest’ufficio è letteralmente inondato di gente che si lamenta per la totale mancanza d’acqua in casa ed è frustrante per noi dover ammettere che non si può far niente per aiutarli. Balbettiamo scuse dopo scuse ma la realtà è che non possiamo dare loro ciò che vogliono – l’acqua, per l’appunto”.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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