Apartheid israeliana

Benvenuti nel primo Stato-Bunker del mondo

Benvenuti nel primo Stato-bunker del mondo: c’è posto solo per gli ebrei nel regime di Israele, la “città in mezzo alla selva”.

 

da: lahaine.org, 26.1.2012

Tornano sempre sulla stessa cosa. La scorsa settimana il Parlamento israeliano ha riattualizzato una legge di 59 anni fa, che originariamente voleva impedire che centinaia di migliaia di palestinesi tornassero alle case e alle terre dalle quali erano stati scacciati dalla creazione dello Stato di Israele.

Il proposito della draconiana Legge di Prevenzione dell’Infiltrazione del 1954 era rinchiudere qualsiasi palestinese che riuscisse a sfuggire ai franchitiratori che proteggevano le frontiere del nuovo Stato. Israele credeva che solo un castigo selvaggio e la dissuasione potessero assicurare il mantenimeto della assoluta maggioranza ebrea che aveva appena creato con una campagna di pulizia etnica.

Coalition of Women for Peace – Israel in support of Rho

         

December 15, 2011

To: City Council of Rho – Italy

CWP Support for the resolution to condemn Pizzarotti’s activity in the occupied West Bank

The Coalition of Women for Peace[1] would like to express its support and appreciation for the City Council of Rho’s resolution to condemn Pizzarotti for its activity in the occupied Palestinian territories. It is a brave and necessary step towards raising the awareness of the international community to the participation of companies like Pizzarotti in the Israeli occupation of Palestinian land and the continuing oppression of the Palestinian people.

In October 2010, Who Profits from the occupation[2] published a report on the new Israeli Tel-Aviv-Jerusalem fast train project, in which Pizzarotti is involved[3]. As indicated in our report, the route of this train line, sometimes referred to as the A1 train, crosses official state borders into the occupied West Bank using occupied Palestinian land, some of it privately owned, for a transportation project aimed exclusively for Israelis.

La Palestina in venti punti

Riportiamo di seguito una sintesi dell'intervento del professor Mazin Qumsiyeh sulla resistenza popolare palestinese non violenta tenuto ad Udine il 10 gennaio scorso nell'ambito dell'iniziativa Palestina Bene Comune.

1- La Palestina è situata ad ovest della Mezzaluna Fertile, un'area che comprende Palestina, Giordania, Libano, Siria e Iraq. Qui, nella Mezzaluna Fertile, si sviluppò l'agricoltura, presero avvio per la prima volta nella storia le pratiche di domesticazione degli animali (es. capre, asini e cammelli) e di piante (grano, orzo, ceci, lenticchie, olivi).

2- In quest'area si svilupparono anche le prime forme di civiltà , il primo alfabeto (dal Fenicio-Cananeo) e le prime leggi. Fu anche il luogo in cui si svilupparono le scienze come l'astronomia, l'ingegneria e la matematica.

3- Gli abitanti originari della parte occidentale della Mezzaluna Fertile erano chiamati Cananei e la lingua originale parlata era l'Aramaico, la lingua parlata da Gesù (nacque nel paese che fu denominato in seguito Palestina e pertanto era palestinese).

A proposito del riconoscimento preventivo dello Stato palestinese

A proposito del riconoscimento preventivo dello Stato palestinese, mi limito ad osservare che almeno dalla morte di Arafat in poi, le azioni dell'ANP (Autorità Nazionale Palestinese, alias OLP o Fatah) non sono più solo indotte da Israele, ma piuttosto coordinate con gli organi dello Stato israeliano, vedi ad esempio l'organizzazione e il ruolo della polizia palestinese, e in politica internazionale basti ricordare il caso del rapporto Goldstone. Non vedo perché un'azione politica piuttosto rilevante come quella annunciata non debba essere come altre preventivamente concordata.

I funzionari che guidano l'ANP (OLP-Fatah) non sono affatto persone stupide e sanno benissimo che non potranno disporre, come vorrebbero, di uno Stato palestinese autonomo in accordo con Israele. Allora a che cosa mirano? Si accontentano di uno Stato "temporaneo", come è nei programmi israeliani, o più modestamente di continuare a gestire l'ANP, così com'è, o più realisticamente di “tirare a campare” per qualche anno ancora.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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