Apartheid israeliana

#BoycottPuma secondo round: partecipa alla seconda giornata internazionale di azione il 26 ottobre 2019

In tutto il mondo gruppi si stanno preparando per la seconda giornata di protesta contro la Puma, che sostiene gli insediamenti illegali israeliani costruiti su terre rubate ai palestinesi. Partecipa!

In tutto il mondo, i tifosi del fair play e dello sport per tutte e tutti si uniscono all’appello delle squadre e degli atleti palestinesi per il boicottaggio del marchio Puma fino a quando non cesserà di sostenere l’occupazione militare illegale israeliana e la negazione dei diritti umani dei palestinesi.

Germania, lettera aperta: "Il diritto di boicottare"

È con sgomento che abbiamo appreso della decisione della città di Dortmund di revocare il premio Nelly Sachs per la letteratura a Kamila Shamsie a causa del suo impegno dichiarato nei confronti del movimento non violento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi.

Come afferma la dichiarazione di oltre quaranta organizzazioni ebraiche progressiste, "il pericoloso razzismo anti-ebraico confliggente con l'opposizione alle politiche e al sistema di occupazione e apartheid di Israele ... mina sia la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza sia la lotta globale contro l'antisemitismo. Serve anche a proteggere Israele dall'essere ritenuto responsabile verso gli standard universali dei diritti umani e del diritto internazionale".

La partecipazione dei Democratic Socialists of America nella programmazione nazionale del BDS

Comitato nazionale di lavoro per le attività sul BDS approvato alla convenzione nazionale dei DSA del 2019. Nel 2017, l'organizzazione ha aderito al movimento BDS.

Il 3 agosto, alla convezione nazionale del 2019 dei Democratic Socialists of America (DSA), l'organizzazione socialista più importante e in crescita negli Stati Uniti, con due membri al Congresso, i DSA hanno approvato una risoluzione che istituisce un gruppo di lavoro nazionale dedicato in materia di BDS e di solidarietà con la Palestina. I DSA hanno aderito al movimento BDS alla loro convezione nazionale del 2017. Di seguito è riportato il testo della risoluzione no.35, approvata dai DSA nel 2019, che istituisce un gruppo di lavoro nazionale in materia di BDS e di solidarietà con la Palestina.

Si delibera che i Democratic Socialists of America costituiscano un gruppo di lavoro nazionale dedicato al BDS e alla solidarietà con la Palestina;

Si delibera che il [Comitato, N.d.T.] nazionale favorisca l'autonomia della leadership e dell'appartenenza a detto gruppo di lavoro;

Si delibera che il [Comitato, N.d.T.] nazionale riaffermi la solidarietà col BDS e con la Palestina come una priorità per la programmazione nazionale e si impegni in ulteriori attività in solidarietà con il movimento BDS, il quale sollecita interventi nonviolenti su Israele fino a quando [questo, N.d.T.] non soddisfi tre esigenze: porre fine alla sua occupazione e colonizzazione di tutte le terre arabe e metta in atto lo smantellamento del Muro; riconoscere i diritti fondamentali dei cittadini arabo-palestinesi di Israele alla piena uguaglianza; e rispettare, proteggere e promuovere i diritti dei rifugiati palestinesi di tornare alle loro case e proprietà come previsto dalla risoluzione ONU 194.

Il movimento BDS accoglie con favore la risoluzione del Congresso degli Stati Uniti che afferma il diritto al boicottaggio

Con una storica iniziativa, i membri del Congresso Ilhan Omar, Rashida Tlaib e John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, presentano una risoluzione che approva il diritto al boicottaggio.

Il movimento BDS per i diritti dei Palestinesi accoglie con soddisfazione la risoluzione presentata dai membri del Congresso Ilhan Omar e Rashida Tlaib e da John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, "che afferma che tutti gli Americani hanno il diritto di partecipare a boicottaggi al fine del perseguimento dei diritti civili e umani".

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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