Autorità Nazionale Palestinese

AL FIANCO DEL FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA E DELLA SINISTRA ANTISIONISTA E ANTIMPERIALISTA!

Alle prime ore del giorno nella Palestina Occupata e amministrata dall’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) è stata effettuata una gigantesca retata contro militanti e simpatizzanti della sinistra rivoluzionaria palestinese del FPLP. Un’operazione condotta dai servizi di sicurezza israeliani (Shin Bet), non casuale e in linea con il dichiarato intento di Annessione di quella porzione di Palestina direttamente allo Stato israeliano, assecondata dal gigante sionista statunitense.

Un’ondata repressiva che colpisce la più importante organizzazione della sinistra, marxista, del movimento di Resistenza all’Occupazione, al Colonialismo e all’Apartheid israeliano: il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Con il chiaro obiettivo di smantellare una delle poche reti di Resistenza ancora presenti nella Cisgiordania amministrata dall’ANP, sottoposta al Tallone di Ferro dell’Occupazione sionista tramite le famigerate collaborazioni di sicurezza tra le forze colonialiste e gli apparati polizieschi della stessa ANP - che come Fronte Palestina denunciamo da molto tempo - senza di cui non sarebbe stata possibile la retata odierna. Un collaborazionismo con l’Occupazione e il Colonialismo che dopo il totale fallimento degli Accordi di Oslo, l’annessione di Gerusalemme e quella paventata delle colonie sioniste nella West Bank da parte dello Stato “ebraico”, trova solo nella borghesia compradora palestinese e nel suo servilismo accattone, l’unica ragion d’essere.

Il movimento BDS accoglie con favore la risoluzione del Congresso degli Stati Uniti che afferma il diritto al boicottaggio

Con una storica iniziativa, i membri del Congresso Ilhan Omar, Rashida Tlaib e John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, presentano una risoluzione che approva il diritto al boicottaggio.

Il movimento BDS per i diritti dei Palestinesi accoglie con soddisfazione la risoluzione presentata dai membri del Congresso Ilhan Omar e Rashida Tlaib e da John Lewis, veterano dei diritti civili degli Stati Uniti, "che afferma che tutti gli Americani hanno il diritto di partecipare a boicottaggi al fine del perseguimento dei diritti civili e umani".

Dalla Nakba alla Naksa, dagli Accordi di Oslo al "Piano del Secolo"

Donald Trump, alias don Vito Corleone: “un'offerta che non puoi rifiutare”.

Martedì 07 maggio 2019, il quotidiano israeliano Israel Hayom, molto vicino al primo ministro Benjamin Netanyahu, ha pubblicato alcuni dettagli del "Piano del Secolo" di Trump.

Intervista a Walid Daqqa: “Gli accordi di Oslo hanno diviso i palestinesi”

Intervista a Walid Daqqa, prigioniero politico palestinese da 34 anni nelle carceri israeliane: “Gli accordi di Oslo hanno diviso i palestinesi, il nostro popolo processerà questo gruppo dirigente. Nelle prigioni israeliane stiamo subendo l’integralismo religioso ebraico la cui influenza è crescente tra i funzionari israeliani”.

Dopo tre decenni e quattro anni di prigione, come ricordi il giorno del tuo arresto?

La memoria è selettiva e l’oblio è una grazia. Per mantenere il proprio equilibrio, quando non sei capace di dimenticare occorre una seconda linea di difesa, si ricorre alla memoria selettiva. L’arresto è uno shock per la mente e per il corpo, è il momento in cui passi dalla libertà del corpo ad una vita dove il tuo corpo è controllato, incatenato, sequestrato e preso a calci dal tuo carceriere. In quel momento la mia mente, e forse la mia anima, stava guardando da fuori questo corpo catturato come se fosse il corpo di un’altra persona, o forse la mia mente si era rassegnata con fredda razionalità mentale a non sentirsi più responsabile di quel corpo disteso incatenato a bordo della jeep. Qualunque sforzo mentale, infatti, non avrebbe potuto evitare il dolore che i carcerieri avrebbero recato a quel corpo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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