Autorità Nazionale Palestinese

L'ANP ha paura di una terza Intifada?

La seconda intifada è scoppiata non solo a causa del risentimento verso Israele, ma anche verso l'ANP. Nei campi profughi della West Bank sembra che il risentimento sia tornato.

La luce era ancora troppo debole per penetrare le fessure delle persiane quando il gallo cantò. Per una frazione di secondo sembrava di essere in un villaggio. Ma era il campo profughi di Jenin, circa due settimane fa. Lì, come in altri campi profughi, la sveglia del gallo è qualcosa di più: nutrimento per i disoccupati, così come il desiderio di mantenere la continuità, anche se solo simbolica, con il villaggio che una volta era lì, e che da allora è stato distrutto.

FPLP: l'ANP deve essere ritenuta responsabile degli attacchi contro la protesta per la presenza di Mofaz a Ramallah

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha condannato l'Autorità Palestinese per i suoi attacchi brutali e per la soppressione di una marcia di massa di giovani palestinesi organizzata a Ramallah per il 30 giugno, una protesta per condannare il previsto incontro tra il presidente dell'ANP Mahmoud Abbas e il criminale di guerra israeliano Shaul Mofaz.

"La marcia è stata attaccata da membri della polizia dell'Autorità palestinese e dai servizi di sicurezza", ha dichiarato il Fronte, "e queste immagini ci ricordano ciò che vediamo negli stati di polizia, una delle cause più importanti delle rivoluzioni nei paesi arabi".

Il Fronte ha confermato di far parte del movimento popolare che rifiuta tutte le forme di coordinamento della sicurezza, le trattative e la normalizzazione dell'occupazione, e ha sottolineato che un tale movimento è sia un diritto palestinese sia un dovere nazionale, necessario per proteggere la lotta legittima del popolo palestinese in questa fase. Tale attacco a questo movimento popolare è un crimine efferato per il quale i responsabili devono essere condannati, senza guardare alla loro posizione o rango, o al loro grado nel sistema di sicurezza.

La Terza Intifada è inevitabile

Il catalizzatore del momento potrebbero essere gli atti di vandalismo su di un’altra moschea da parte di coloni ebrei o la costruzione di nuove unità abitative nelle colonie.

All’inizio di questo mese, ad un incontro privato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sulla sicurezza, un gruppo di esperti del Medio Oriente ed ex funzionari dell’intelligence hanno avvertito sull’imminenza di una terza Intifada. Il catalizzatore del momento, hanno riferito, potrebbe essere la devastazione di un’altra moschea da parte di coloni ebrei, come quella incendiata giovedì, o la costruzione di nuove unità abitative nelle colonie. Qualsiasi sia la miccia, la fonte implicita dello stato di agitazione nella West Bank è data dall’opinione generale che il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, sia giunto a un vicolo cieco.

Returnees, not Refugees

Dai campi profughi libanesi giungono notizie poco rassicuranti: almeno tre giovani palestinesi sono stati uccisi, mentre gli scontri tra gli abitanti e l'esercito libanese continuano.

Per entrare a Nahr el-bared, campo profughi palestinese nei pressi di Tripoli, ogni abitante deve presentare l'unico documento di riconoscimento in suo possesso, quello rilasciato dall'UNRWA, perché i profughi in Libano non hanno diritto alla cittadinanza. Venerdì scorso, a seguito di una discussione tra un ragazzo che voleva rientrare a "casa", nel campo, e l'esercito libanese secondo il quale il documento presentato non era vero, il giovane è stato ucciso a sangue freddo.

Sono quindi iniziate delle proteste organizzate dagli abitanti di quel luogo in cui sono costretti a vivere, chiusi da un check point dopo essere stati cacciati dalle loro abitazioni, senza neppure il diritto a possedere un documento identificativo perché non concesso dal governo libanese. E, naturalmente, senza il diritto di praticare la maggior parte dei mestieri, a possedere una casa o a lasciare in eredità qualsiasi avere.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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