Campi profughi palestinesi

Per Gaza: intensifichiamo le campagne BDS affinché Israele risponda delle proprie responsabilità

Palestina occupata, 23 agosto 2020 - In risposta al bombardamento in corso della Striscia di Gaza occupata e assediata da parte dello stato israeliano dell'apartheid, il Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC) rilancia gli appelli della società civile palestinese per l’imposizione di sanzioni mirate e legali contro Israele, in particolare un embargo militare urgente e completo, e per l'intensificazione delle campagne di boicottaggio e disinvestimento con lo scopo di porre fine ai suoi crimini.

Per più di undici notti consecutive, le forze militari israeliane hanno bombardato Gaza, terrorizzando i due milioni di abitanti palestinesi, che vivono nella prigione a cielo aperto più grande del mondo a causa dell'assedio israeliano che dura da 13 anni. La scusa di Israele questa volta sono i palloni incendiari volati da Gaza, che hanno provocato incendi nei terreni agricoli delle colonie israeliane vicino alle recinzioni militari che circondano Gaza.

Gli Emirati Arabi Uniti svendono i diritti dei palestinesi

La società civile palestinese si schiera con la maggioranza messa a tacere negli Emirati Arabi Uniti e nel mondo arabo nel condannare fermamente l'accordo raggiunto tra i dispotici governanti degli Emirati Arabi Uniti e Israele, con il sostegno della Casa Bianca di Trump. Questo è il più grave tradimento del regime degli Emirati Arabi Uniti nei confronti della lotta per la liberazione e l'autodeterminazione palestinese.

Perché gli alleati di Israele sono improvvisamente preoccupati per la sua ultima annessione?

Israele ha ripetutamente rubato il territorio palestinese nel corso dei suoi settanta anni di storia

L'annuncio da parte di Israele del piano per l'annessione del 30 percento della Cisgiordania occupata ha suscitato molta preoccupazione tra i suoi amici nei governi occidentali, nelle organizzazioni ebraiche e negli esperti sulle potenziali ripercussioni negative non si verificano sul popolo palestinese, ma su Israele. Sono preoccupati per la perdita del presunto carattere "ebraico e democratico" di Israele e temono che dovrebbe sacrificare l'uno per l'altro.

Barakat - Sul “conflitto” interno palestinese

Ci stiamo dirigendo verso un “conflitto” interno palestinese o quella che alcuni chiamerebbero una “guerra civile”?

Questa domanda viene strumentalmente utilizzata da qualcuno per i propri meschini scopi, posta di fronte al popolo palestinese al fine di intimidire e spaventare. Qualcuno che, avendo da tempo rinunciato alla Resistenza, vorrebbe che il nostro popolo accetti le condizioni del nemico sionista e lo “status quo” senza affrontare la crisi insita nella situazione interna palestinese. Tutto questo con il pretesto della “dedizione all’unità nazionale”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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