Campi profughi palestinesi

In risposta all'articolo della Morgantini e alla censura imposta dal giornale "Il Manifesto"

In seguito ad un articolo di Luisa Morgantini, apparso su "Il Manifesto" lo scorso lunedì 2 marzo e che riportiamo di seguito, abbiamo deciso di scrivere una lettera al quotidiano per segnalare alcune inesattezza storiche e contraddizioni che, a nostro avviso, marchiavano l'intero articolo.

A seguito della nostra richiesta una prima risposta dalla redazione ha voluto che la lettera fosse accorciata perché "troppo" lunga, sebbene non sia facile trattare materie del genere senza poter argomentare le riflessioni e le analisi proposte o per (soprattutto) screditare le falsità raccontate ai lettori. Senza perderci d'animo abbiamo rielaborato la nostra lettera, con molta fatica per le ragioni su scritte, provando ad attenerci alle condizioni imposteci; a questo punto però sono stati i contenuti a far prendere la decisione di non pubblicare il nostro elaborato. Non solo quindi, dopo aver lasciato carta bianca alla Morgantini di scrivere e riferire quanto lei ed un certo movimento di solidarietà con la Palestina propagandano in Italia, non ci è stato dedicato lo stesso spazio, lasciando al lettore la possibilità di confrontarsi con una visione differente della questione, ma si è arrivati addirittura alla censura totale.

Per non dimenticare... il Diritto al Ritorno. I luoghi della diaspora palestinese - Viaggio in Palestina 2015

Siamo donne e uomini che ritengono che il diritto al ritorno sia un punto irremovibile e centrale per il futuro del popolo di Palestina. Nessun risarcimento potrà mai ripagare le sofferenze e le privazioni di decenni di diaspora, ma il riconoscimento di questo diritto è l’unico modo per dare una soluzione all’occupazione delle terre palestinesi.

Crediamo perciò che si debba ricordare a noi e al mondo che l’occupazione ha generato un esodo forzato del popolo di Palestina e che oggi ci sono palestinesi in Libano, come in Giordania, Siria, Iraq e altri Paesi – non ultimo il nostro Occidente - ma che ci sono palestinesi rifugiati nella stessa Palestina. Partendo da queste considerazioni stiamo organizzando per il prossimo mese di agosto una iniziativa internazionale per portare contemporaneamente quattro missioni a Gaza, Cisgiordania, Libano e Giordania. L’obiettivo è la riaffermazione del diritto al ritorno.

Comunicato stampa sulla mostra "Il lungo viaggio della popolazione palestinese rifugiata" presso il Museo diffuso della Resistenza a Torino

La mostra IL LUNGO VIAGGIO DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE RIFUGIATA, in corso presso il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, è una mostra di eccezionale valore morale, culturale e politico. É una storia di verità, basata su una quantità notevole di fotografie straordinarie e su alcuni video, della epopea del popolo palestinese, cacciato dalla sua terra, derubato delle sue case e delle sue proprietà, una storia iniziata il 29 novembre del 1947 con la risoluzione 181 dell’Assemblea Generale dell’ONU.

Si è scatenata contro la Mostra una campagna di stampa violenta e mendace, alimentata da dichiarazioni della Comunità Ebraica di Torino che sembrava addirittura intenzionata a chiedere la chiusura della mostra. La direzione del Museo si è prodigata e contraddetta in dichiarazioni, secondo le quali sembrerebbe che la mostra sia arrivata a Torino per caso. Ancora una volta a Torino, dopo l’esperienza di Settembre Musica e di Torino Danza si è fatto strame del principio dell’autonomia della cultura, come documentato nel dossier di ISM-Italia all’indirizzo www.ism-italia.org/?p=4267.

Israele approva il disegno di legge per uno "Stato ebraico" ed avvia il diritto di revoca della cittadinanza ai non ebrei

Secondo una proposta approvata domenica dal governo israeliano, Israele non sarà più definito nelle sue leggi di base come "ebraico e democratico" ma come "la patria nazionale del popolo ebraico", in mezzo a crescenti violenze e discriminazioni contro i palestinesi con cittadinanza israeliana e contro i beduini nella Palestina occupata.

I media israeliani hanno riferito che domenica, dopo una burrascosa riunione, il gabinetto ha votato 14 a 6 a favore della proposta di legge che vede Israele come patria nazionale del popolo ebraico, con i ministri dei due partiti centristi che hanno espresso voto contrario. "Il gabinetto ha approvato oggi un disegno di legge di base: Israele è lo stato nazionale del popolo ebraico", una dichiarazione del Likud, di cui uno dei deputati ne è stato un sostenitore.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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