Campi profughi palestinesi

Verso una strategia per resistere e contrastare il trasferimento forzato

6,8 milioni di rifugiati palestinesi e il numero aumenta. Il trasferimento forzato della popolazione Palestinese continua ad essere la questione centrale del conflitto israelo-palestinese. La creazione di rifugiati, attualmente 6,8 milioni, così come la creazione di sfollati interni, più di 600.000, da entrambi i lati della Linea Verde, e rifiutando il loro diritto al risarcimento e compreso il loro diritto al ritorno è la componente principale della Nakba in corso.

Il violento sradicamento dei palestinesi dalla loro terra è stato condotto in modo evolutivo dal 1947 ad oggi. La 53esima edizione della rivista di Al-Majdal, cerca di evidenziare questo continuo crimine. Il material presentato il 4 giugno 2013, durante la Conferenza di BADIL, “Il Trasferimento Forzato della Popolazione Palestine: una risposta preliminare per coordinare una difesa globale contro il trasferimento forzato”. L’accuratezza della Nakba in corso: Svelare il trasferimento forzato della popolazione fornisce delle fonti, estratti dalla conferenza di BADIL e delle analisi giuridiche – un riepilogo delle principali componenti del nostro ultimo lavoro.

Sabra e Shatila è una amara lezione nel tentativo di affidarsi alle garanzie date dagli Stati Uniti

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ricorda come il massacro di Sabra e Shatila costituisca una lezione per coloro che stanno ancora affidandosi alle garanzie degli Stati Uniti e aggiunge che gli accordi di Oslo sono un ennesimo disastro nazionale.

Durante un evento nel campo profughi di al-Buss, vicino a Tiro in Libano, in occasione del trentunesimo anniversario del massacro di Sabra e Shatila, del ventesimo anniversario degli accordi di Oslo e per manifestare contro le minacce degli Stati Uniti contro la Siria, il Fronte ha dichiarato che continuerà la sua campagna per fermare gli accordi di Oslo.

Il compagno Ahmed Mourad, membro del Comitato Centrale del FPLP in Libano, ha parlato dell'invasione sionista del Libano nel 1982, dell'assedio di Beirut, della resistenza palestinese e del movimento nazionale libanese, e ha inoltre ricordato i mesi di negoziati ed infine l’accordo sull'uscita dal Libano dei rivoluzionari palestinesi, sotto le cosiddette garanzie degli Stati Uniti per la protezione dei rifugiati palestinesi in Libano.

"Cosa è successo dopo è ben noto", ha detto Mourad, "quando le forze nemiche hanno attaccato Beirut, in particolare i campi palestinesi, e facilitato l'ingresso di gruppi di assassini affinché commettessero terribili massacri uccidendo migliaia di persone. Questi crimini efferati sono stati il frutto di "garanzie americane ", e questo dovrebbe essere una lezione per coloro che ancora si affidano a tali garanzie".

Io sto con Laith – io sto con la Palestina!

In un lasso di tempo non meglio specificato tra l’uno e il due settembre 2013 il nostro compagno Laith A., abitante del campo profughi di Aida, Betlemme, ed attivista del centro Amal al Mustakbal (“speranza nel futuro”), è stato arrestato dall’esercito israeliano e deportato presso la prigione di Ofer, situata a sud di Ramallah.

Parma, 9 settembre 2013

L’accusa rivolta a Laith da parte dei militari e, successivamente, dei giudici sionisti è quella di non essere in possesso di un permesso rilasciato dalle autorità israeliane (ottenuto da appena il 18% dei lavoratori della terra) che gli permetta di attraversare “legalmente” il labirinto di check points, posti di blocco e barriere che si chiama Cisgiordania. Laith stava tentando di uscire dalla West Bank in cerca di un lavoro, una prospettiva quasi impossibile se abiti in un campo profughi, hai 24 anni e l’economia della tua terra è strangolata da un’occupazione che impedisce la libertà di movimento a merci e persone.

Intervista sui prigionieri a due membri del FPLP

Proponiamo, qui di seguito, un'intervista a due membri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina a cura di una compagna attualmente presente in Palestina.

A partire dalle due esperienze dei compagni del Fronte -le quali prima di tutto testimoniano l'atrocità del sistema carcerario israeliano, tanto quanto di quello palestinese- si evince chiaramente quanto l'ANP sia criminalmente collaborazionista, che ruolo riescono ad assumere i compagni all'interno delle carceri, quanto questo sia fondamentale per la lotta all'esterno e quindi quanto sia necessario andare a rafforzare, con la lotta e la solidarietà internazionalista, proprio quei percorsi politici che si pongono in netto contrasto alle politiche sioniste e imperialiste di Israele, quei percorsi che ritengono indispensabile un ricompattamento del fronte della Resistenza palestinese fino a quando non otterranno libertà e giustizia.

Nel corso degli ultimi due mesi, i compagni del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina del campo profughi di Aida hanno subito una massiccia campagna di repressione per mano della polizia palestinese e dell’occupante sionista. Sono stati compiuti 13 arresti da parte della polizia palestinese e 3 dall’esercito israeliano. Si tratta di una situazione estremamente grave che bisogna denunciare dal momento che vorrebbe, nelle intenzioni, indebolire la lotta e la resistenza dei compagni e della popolazione palestinese. I compagni, però dichiarano che la loro resistenza non si ferma e mai si fermerà e che tanti più compagni arrestati tanti più sono quelli fuori, per le strade e nei campi profughi che continuano la lotta e portano avanti azioni concrete di resistenza.

Pagine

Subscribe to RSS - Campi profughi palestinesi

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente