Campi profughi palestinesi

Sabra e Shatila è una amara lezione nel tentativo di affidarsi alle garanzie date dagli Stati Uniti

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ricorda come il massacro di Sabra e Shatila costituisca una lezione per coloro che stanno ancora affidandosi alle garanzie degli Stati Uniti e aggiunge che gli accordi di Oslo sono un ennesimo disastro nazionale.

Durante un evento nel campo profughi di al-Buss, vicino a Tiro in Libano, in occasione del trentunesimo anniversario del massacro di Sabra e Shatila, del ventesimo anniversario degli accordi di Oslo e per manifestare contro le minacce degli Stati Uniti contro la Siria, il Fronte ha dichiarato che continuerà la sua campagna per fermare gli accordi di Oslo.

Il compagno Ahmed Mourad, membro del Comitato Centrale del FPLP in Libano, ha parlato dell'invasione sionista del Libano nel 1982, dell'assedio di Beirut, della resistenza palestinese e del movimento nazionale libanese, e ha inoltre ricordato i mesi di negoziati ed infine l’accordo sull'uscita dal Libano dei rivoluzionari palestinesi, sotto le cosiddette garanzie degli Stati Uniti per la protezione dei rifugiati palestinesi in Libano.

"Cosa è successo dopo è ben noto", ha detto Mourad, "quando le forze nemiche hanno attaccato Beirut, in particolare i campi palestinesi, e facilitato l'ingresso di gruppi di assassini affinché commettessero terribili massacri uccidendo migliaia di persone. Questi crimini efferati sono stati il frutto di "garanzie americane ", e questo dovrebbe essere una lezione per coloro che ancora si affidano a tali garanzie".

Io sto con Laith – io sto con la Palestina!

In un lasso di tempo non meglio specificato tra l’uno e il due settembre 2013 il nostro compagno Laith A., abitante del campo profughi di Aida, Betlemme, ed attivista del centro Amal al Mustakbal (“speranza nel futuro”), è stato arrestato dall’esercito israeliano e deportato presso la prigione di Ofer, situata a sud di Ramallah.

Parma, 9 settembre 2013

L’accusa rivolta a Laith da parte dei militari e, successivamente, dei giudici sionisti è quella di non essere in possesso di un permesso rilasciato dalle autorità israeliane (ottenuto da appena il 18% dei lavoratori della terra) che gli permetta di attraversare “legalmente” il labirinto di check points, posti di blocco e barriere che si chiama Cisgiordania. Laith stava tentando di uscire dalla West Bank in cerca di un lavoro, una prospettiva quasi impossibile se abiti in un campo profughi, hai 24 anni e l’economia della tua terra è strangolata da un’occupazione che impedisce la libertà di movimento a merci e persone.

Intervista sui prigionieri a due membri del FPLP

Proponiamo, qui di seguito, un'intervista a due membri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina a cura di una compagna attualmente presente in Palestina.

A partire dalle due esperienze dei compagni del Fronte -le quali prima di tutto testimoniano l'atrocità del sistema carcerario israeliano, tanto quanto di quello palestinese- si evince chiaramente quanto l'ANP sia criminalmente collaborazionista, che ruolo riescono ad assumere i compagni all'interno delle carceri, quanto questo sia fondamentale per la lotta all'esterno e quindi quanto sia necessario andare a rafforzare, con la lotta e la solidarietà internazionalista, proprio quei percorsi politici che si pongono in netto contrasto alle politiche sioniste e imperialiste di Israele, quei percorsi che ritengono indispensabile un ricompattamento del fronte della Resistenza palestinese fino a quando non otterranno libertà e giustizia.

Nel corso degli ultimi due mesi, i compagni del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina del campo profughi di Aida hanno subito una massiccia campagna di repressione per mano della polizia palestinese e dell’occupante sionista. Sono stati compiuti 13 arresti da parte della polizia palestinese e 3 dall’esercito israeliano. Si tratta di una situazione estremamente grave che bisogna denunciare dal momento che vorrebbe, nelle intenzioni, indebolire la lotta e la resistenza dei compagni e della popolazione palestinese. I compagni, però dichiarano che la loro resistenza non si ferma e mai si fermerà e che tanti più compagni arrestati tanti più sono quelli fuori, per le strade e nei campi profughi che continuano la lotta e portano avanti azioni concrete di resistenza.

Missione Libano Settembre 2013: con i palestinesi, sempre!

Cari amici della Palestina,

Siamo pronti per raccogliere le vostre adesioni per formare la delegazione del Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila che si recherà anche quest’anno in Libano in occasione dell’anniversario del massacro di Sabra e Chatila.

Sarà un appuntamento importante perché oltre a ricordare con varie iniziative i trent’uno anni dall’eccidio, sarà l’occasione per conoscere e solidarizzare con i tanti palestinesi costretti a fuggire dalla Siria e quindi profughi fra i profughi. Una situazione drammatica ed esplosiva che si aggiunge alle già difficilissime condizioni in cui versano i palestinesi in Libano. I nostri compagni di Beit Aftal Assomud sono già impegnati nella programmazione dell’evento al quale noi daremo il nostro contributo di solidarietà, insieme ad altre delegazioni di paesi europei e non.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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