Campi profughi palestinesi

Universo di rabbia: i campi profughi di Betlemme

Ahmed guida la sua auto verso la periferia. Quando gli chiediamo se era in città durante l’invasione israeliana del 2002, quando infuriava la Seconda Intifadah (e anche la Chiesa della natività fu cinta d’assedio a Betlemme, scatenando persino le proteste del Papa), prorompe in un’esclamazione: “Mi fai ricordare delle cose che neanche ti immagini”.

Una notte, lui e un’altra dozzina di militanti ricercati da Israele si trovavano in una palazzina abbandonata, proprio a lato della strada che stiamo attraversando; videro nel cielo un aereo da guerra F-16 che si dirigeva verso di loro, e pensarono di essere spacciati. “Nel giro di mezzo secondo, nessuno si trovava più nell’edificio. Chi è saltato giù dalle scale, chi dalle finestre…”. Poi sentirono l’esplosione, ma l’obiettivo era un altro: l’aereo israeliano aveva colpito la stazione di polizia palestinese che si trovava lì a fianco.

Conversazioni a Betlemme: sinistra palestinese e nuovo conflitto

Di fronte alla Chiesa della Natività una comitiva di cristiani intona canti religiosi accompagnati da una chitarra, e le loro note sono coperte, in parte, dall’invito alla preghiera del muezzin della moschea oltre la piazza. È venerdì e sono le 12.00 – ora musulmana della preghiera. Incamminandosi nelle viuzze che salgono per la città vecchia, ragazzi propongono sete e kefiah in vendita, di tutte le qualità: palestinesi, siriane, giordane.

Un anziano signore ci mette in guardia: se proseguirete in direzione del Muro, rischierete di respirare i lacrimogeni. Tutti i venerdì gruppi di giovani lanciano pietre contro la barriera divisoria e le torrette dei soldati, nel punto dove finisce Betlemme e inizia Gerusalemme est, dove la Palestina e la sua popolazione sono divise tra l’autorità formale dell’Anp e quella contestata di Israele.

Il catalogo sulla Nakba ora disponibile anche in lingua italiana

Il catalogo dell’omonima mostra sull’espulsione dei palestinesi ad opera dello stato sionista di Israele ora è anche disponibile in lingua italiana. Il catalogo sulla Nakba per così dire è un documento di accompagnamento contenente informazioni storiche e politiche importanti sulla storia tragica dell’espulsione del popolo palestinese dalla sua terra e dopo la fondazione dello stato ebraico sionista di Israele nel maggio del 1948.

A dare vita alla mostra e al catalogo è stata l’associazione tedesca Flüchtlingskinder im Libanon e.V. che da anni si occupa di profughi palestinesi in Libano. Seguendo questo link trovate la versione tedesca, inglese e francese del catalogo. L’associazione per la comunicazione interculturale e interreligiosa e i diritti umani ProMosaik e.V. ha deciso di tradurre il catalogo della mostra in lingua italiana.

Difensore dei diritti dei Palestinesi diventa leader del Labour britannico

In un ribaltamento straordinario, Jeremy Corbyn è stato eletto alla guida del partito del Labour nel Regno Unito. Questo parlamentare di sinistra di lungo corso, sostenitore dichiarato dei diritti dei Palestinesi, ha preso quasi il 60 per cento dei voti, battendo i candidati dell’establishment Yvette Cooper, Andy Burnham e Liz Kendall.

L'ex primo ministro britannico Tony Blair aveva avvisato che il partito avrebbe rischiato “l’annientamento” se avesse vinto Corbyn. Questo non ha dissuaso le oltre 250 000 persone che hanno votato a favore di Corbyn nel corso della primissima elezione interna al partito basata sul sistema una persona, un voto.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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