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Cisgiordania : Presagi di una Terza Intifada

Lo stato di disperazione regnante fra i palestinesi è costantemente in crescita a partire dalla fine della Seconda Intifada. Giorno dopo giorno, l'occupazione israeliana si espande mentre aumentano in modo più limitato le opzioni per i palestinesi, apparentemente rappresentati da una nuova generazione dell'autorità nazionale palestinese (ANP) desiderosa di cercare un "accordo".

Gli omicidi non sono diminuiti, né il movimento dei coloni e la giudaizzazione di Gerusalemme. Il percorso del "processo di pace" continua come una "opzione strategica". Ma dalla la seconda Intifada le strade non hanno un periodo di riposo, come non l'hanno avuto dopo la prima Intifada e durante il periodo dell'accordo di Oslo. Anche se, la frequenza dei contrasti e degli scontri potrebbe essere in calo, la rivoluzione continua a sobbollire, in attesa dell’accensione di una scintilla. Oggi la situazione in Cisgiordania evoca il periodo che precede la prima Intifada. Il ritmo degli scontri è in aumento e si intensificano le operazioni militari, nonostante il progetto per la pace.

Intervista a Roger Waters: il muro dell'apartheid israeliano è 100 volte più raccapricciante di quello di Berlino

L'Istituto per la Conoscenza del Medio Oriente ha pubblicato la traduzione di un'intervista in ebraico fatta a Roger Waters apparsa il 18 Settembre 2013 sul giornale israeliano Yedioth Ahronoth.

Roger Waters è diventato una figura molto controversa in Israele per il suo solido sostegno al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). Nell'intervista che segue difende le sue posizioni sull'uso del termine apartheid per descrivere l'occupazione israeliana, afferma che incolpare i palestinesi per questo conflitto è come dare la colpo di uno stupro a chi l'ha subito e che il muro di separazione israeliano è cento volte più raccapricciante del muro di Berlino.

NoTav e Palestina, quel filo rosso sangue che Erri De Luca non vuole vedere

Fa discutere la notizia della denuncia contro lo scrittore Erri De Luca, che sarà presentata nei prossimi giorni da Ltf, la società che si occupa della realizzazione della linea ad alta velocitàTorino-Lione, in seguito alla posizione di De Luca in favore delle azioni di “sabotaggio” contro il cantiere in Val di Susa.

In una recente intervista all’Huffigton Post, De Luca ha dichiarato: “La Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo”. Intervenuto anche a Mugnano, vicino Napoli, dove ha presenziato ad un’iniziativa contro gli inceneritori, Erri de Luca ha chiaramente espresso la sua contrarietà alla costruzione di opere inutili e imposte dall’alto.

L'occupazione israeliana lascia cicatrici psicologiche, non solo fisiche

La Palestina è una nazione dove hanno lasciato un’impronta profonda il suo paesaggio arido e la storia in quanto terra santa. Tuttavia, fin dal 1948, è segnata pure dalla cicatrice dell’occupazione. 

Un muro di separazione, brutto e grigio, ora rattrista la terra sulla quale molti credono abbia camminato Gesù. E’ forse una delle più sacrileghe e grottesche strutture attualmente esistenti. Questo muro è l’incarnazione dell’occupazione illegale della West Bank. Serve a ricordare ogni giorno, in ogni luogo, che i palestinesi non sono ancora liberi, nonostante le promesse fatte a Oslo a metà degli anni ’90 e poi a Camp David. 

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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