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Un ponte per... aderisce alla campagna di boicottaggio di HP #IoNonComproHP

Un ponte per... aderisce alla campagna di boicottaggio dell'HP (Hewlett Packard) lanciata recentemente da BDS Italia, poiché il gigante statunitense dell'informatica è profondamente coinvolto nella violazione dei diritti dei palestinesi e del diritto internazionale attraverso i servizi e le tecnologie che fornisce all'esercito, ai checkpoint, alle prigioni e alle colonie israeliane nei Territori Occupati (vedi Perché boicottare HP).

In base al nostro impegno per la costruzione di ponti di pace con vittime della guerra e di regimi oppressivi, non possiamo utilizzare servizi di un'azienda come HP che gestisce:

Consiglio Nazionale dell'USB aderisce a #IoNonComproHP e al BDS

Il Consiglio Nazionale Confederale USB riunito a Tivoli (Roma) il 29 maggio 2016 su proposta del Dipartimento Internazionale e facendo proprio l'appello lanciato dalla Conferenza Internazionale di solidarietà con la Palestina tenutasi a Ramahall promossa dal WFTU e dal GUPW decide, in solidarietà con il popolo e i lavoratori Palestinesi, di dare la formale adesione dell'USB alla campagna internazionale BDS - Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni, nei confronti dello Stato di Israele.

Il Consiglio nazionale USB, convinto che una tale campagna possa avere effetti rilevanti sul piano internazionale perché aumenti la pressione democratica per fermare i crimini commessi dallo Stato Israeliano nei confronti del popolo Palestinese, analogamente ai successi ottenuti dalla campagna BDS nei confronti del regime Sudafricano dell'apartheid, invita tutte le proprie strutture e tutti i propri aderenti a sostenerla a partire dal boicottaggio della multinazionale Hewlett Packard che fornisce allo Stato Israeliano strumenti di controllo e vessazione ai check point e nelle carceri Israeliane.

CONTESTARE LA PRESENZA DELLA BRIGATA EBRAICA NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON È UN DIRITTO, È UN DOVERE!

Le insegne della Brigata ebraica sfilano per la prima volta nel corteo del 25 Aprile 2004. Le motivazioni di questa decisione sono dichiarate ed esplicite: nel sito degli “Amici di Israele” si legge che sono costoro a decidere di sfilare sotto le insegne della Brigata ebraica perché “stanchi di partecipare circondati da bandiere palestinesi [...] e per non farci annoverare tra la massa dei manifestanti anti-americani o anti-israeliani”. La stessa associazione dichiara che la decisione di sfilare con la Brigata ebraica è solo un passaggio di un percorso che deve portare a “lo sdoganamento del sionismo” (testuale). Si legge: “Crediamo, infatti, importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto”.

È quindi espressamente dichiarato che la sfilata della Brigata ebraica è un’operazione di propaganda del sionismo ed è organizzata dalla associazione “Amici di Israele”.

Il FPLP chiede all'OLP e al Consiglio Centrale di considerare Abbas responsabile di azioni che compromettono la lotta palestinese

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha invitato l'OLP e le sue istituzioni a fronteggiare le affermazioni ai media sionisti del Presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas e la decisione di inviare una delegazione dell'ANP a porgere le condoglianze per la morte di un ufficiale dell'occupazione della cosiddetta “amministrazione civile” in Cisgiordania.

Il FPLP ha sottolineato che questo sistemativo comportamento indignitoso svela l'asservimento dell'Autorità palestinese alle strutture dell'Occupazione e ai suoi meccanismi di repressione. Si tratta di atteggiamenti che superano ogni limite e calpestano le tradizioni del popolo palestinese, minando il movimento nazionale di liberazione della Palestina, i suoi principi e le sue decisioni, la più recente delle quali è quella del Comitato Centrale di porre fine al coordinamento di sicurezza con le forze di occupazione.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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