Checkpoint

HP continuerà la manutenzione del sistema di controllo ai checkpoint fino alla fine del 2015

HP ha ottenuto dal Ministero Israeliano della Difesa l'incarico di provvedere alla manutenzione del sistema biometrico Basel nei posti di blocco in Cisgiordania e Gaza fino alla fine del 2015. 

Alla richiesta di libertà di informazione avanzata da Who Profits, il Ministero Israeliano della Difesa ha risposto che HP ha ottenuto l'incarico di provvedere alla manutenzione del sistema biometrico Basel nei posti di blocco in Cisgiordania e Gaza, fino alla fine del 2015.

Sul boicottaggio accademico di Israele

L’ostruzione sistematica del sistema educativo palestinese non viola soltanto i diritti umani dei soggetti coinvolti ma mina anche alle radici la possibilità di sviluppo della società palestinese nel suo insieme.

Uno dei punti scottanti dell’acceso dibattito sul boicottaggio accademico di Israele[1] è che la cultura e le istituzioni accademiche rappresentano uno dei pochi luoghi simbolici dove è possibile un dialogo vero e costruttivo. La libertà accademica e di parola, si sostiene, può rappresentare per gli intellettuali israeliani il punto di forza per premere per il cambiamento della politica israeliana e quindi anche per mettere fine all’occupazione del territorio palestinese. Ciò che probabilmente sfugge è che senza una reale libertà di parola anche per gli intellettuali palestinesi e senza una libertà di istruzione per gli studenti palestinesi non si può concepire un dialogo costruttivo che porti ad una soluzione a lungo termine del conflitto. Se la libertà di espressione e di educazione significa qualcosa, deve valere per tutti.

Il boicottaggio, un’arma che fa paura a Israele

L’appello di centinaia di accademici americani a rompere le relazioni con le università israeliane e le recenti decisioni di alcune banche europee di interrompere gli investimenti nelle banche israeliane che finanziano le colonie illegali in Cisgiordania, dimostrano che il boicottaggio economico, istituzionale ed accademico di questo Stato dell’apartheid potrebbe essere molto efficace alfine di spingerlo ad accettare di applicare innanzitutto le risoluzioni internazionali.

Le azioni di boicottaggio si stanno moltiplicando, in Europa ed anche negli Stati Uniti, decine di aziende pubbliche e private hanno iniziato ad interrompere i loro legami con le compagnie israeliane, in particolare quelle che sono nelle colonie. L’arma del boicottaggio è pacifica e non violenta, è una partecipazione internazionale all’applicazione del diritto internazionale, il suo obiettivo è fare pressione sul governo israeliano. Gli israeliani devono comprendere che gli alleati di ieri non possono continuare a sostenere la sua politica aggressiva e colonialistica, una politica che impedisce qualsiasi avanzamento dei negoziati di pace israelo-palestinesi.

Wasim Dahmash: alcune osservazioni sul sionismo nella sua pratica

Quando parliamo di sionismo siamo tutti d'accordo almeno su un punto: il movimento che si basa sull’ideologia sionista è l'ul­timo anello del fenomeno coloniale. Il sionismo è la rielabora­zione del più generale pensiero coloniale con elementi di speci­ficità rispetto all'espansionismo delle nazioni europee, di questo costituisce la sintesi finale e per molti aspetti fin dalla sua nasci­ta è legato in modo particolare al colonialismo della fase otto­centesca. Pensiero coloniale e messianismo religioso si amalga­mano nell’ideologia sionista determinando una miscela che se per la Palestina è stata funesta, lo è anche per vasti ambiti spa­ziali e temporali non facilmente delimitabili.

La realizzazione pratica del sionismo, ossia l’occupazione di un territorio, la creazione di uno Stato nazionale su quel territorio, la pulizia et­nica degli abitanti autoctoni, segue esperienze già sperimentate in diverse parti del mondo, nelle Americhe, in Australia o in Su­dafrica. Il sionismo è anche una potenza il cui centro geografi­co, per quanto ristretto, ha interessi e influenze in tutto il mon­do, in quello industrializzato soprattutto, e nell’attualità è da estendere anche al “mondo arabo”, una dicitura con cui indi­chiamo quella vaga entità costituita dai paesi dove la lingua ara­ba è la più diffusa, nella loro complessità.

Pagine

Subscribe to RSS - Checkpoint

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente