Checkpoint

LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA RESISTENZA

La campagna di stato contro Rasmea Odeh è solo parte di un più esteso attacco rivolto agli attivisti palestinesi. La “guerra al terrore” è stato il modus operandi della dominazione imperialistica targata US per più di un decennio. Il suo estendersi in tutto il globo ha significato imprigionamenti di massa, detenzioni arbitrarie, tortura, arresti speciali e sorveglianze estese a livello mondiale. Attraverso tale repressione si è fatto strada un terrore globale, incentrato sul Medio Oriente, Africa del Nord e Sud Asiatico.

Il 22 ottobre per il braccio legale di questa campagna è stato il turno dell’organizzatrice palestinese di comunità e femminista Rasmea Yousef Odeh. La 66enne è stata arrestata all’alba nella sua casa nell’area di Chicago e accusata di frode immigratoria. L’imputazione è un lungo documento, che ha come intenzione quella di dimostrare come Odeh non avesse svelato durante la sua domanda di immigrazione che fu in passato una prigioniera politica palestinese, detenuta nelle carceri israeliane dal 1969 al 1979.

Sindacato olandese scarica la G4S per via della sua complicità nelle violazioni israeliane dei diritti dei palestinesi

Abvakabo, sindacato olandese con più di 350.000 membri, ha terminato il proprio contratto con la G4S, compagnia di sicurezza privata che gestisce le carceri israeliane nella Cisgiordania occupata.

La G4S forniva servizi di sicurezza ad un ufficio utilizzato dal sindacato in Utrecht. Marion Nordemeule, portavoce di Abvakabo, ha riferito per telefono che il sindacato si trasferirà in un altro ufficio a Marzo. Ma anche se non ci fosse stata questa opportunità, Abvakabo “avrebbe comunque rescisso il suo contratto con G4S per la partecipazione di questa nelle violazioni israeliane del diritto internazionale.”

Accordi Italia-Israele sulla sanità, una collaborazione bagnata dal sangue dei palestinesi

Mentre Letta e Netanyahu, in una Roma blindata e circondati da uno stuolo di ministri, funzionari e uomini della sicurezza, discutevano di affari, in tutta la Palestina storica (cioè l’attuale Israele ed i territori Occupati) si svolgevano manifestazioni e proteste  contro il Piano Prawer, che prevede la distruzione di 45 villaggi beduini del Negev, con l’ espulsione e il trasferimento forzato di 70.000 beduini palestinesi in nuove “township”, e la confisca di oltre 800.000 dunam di terre, cioè 800.000 metri quadrati.

Tali manifestazioni, nel giorno dei sorrisi e degli affari tra i due Governi, ma anche tra Netanyahu ed i vertici del Vaticano, sono state duramente represse dalla polizia israeliana, che ha eseguito retate e numerosi arresti, incurante della giovane età di molti manifestanti, tra cui un dodicenne che è stato trascinato per terra per alcuni metri con una pistola puntata alla testa.

Contractor ai checkpoint. Israele privatizza la sicurezza, soldati sostituiti da compagnie private

I soldati sostituiti da compagnie private. Due obiettivi: fare business e evitare le critiche internazionali

Betlemme - Ieri mattina il checkpoint 300, posto di blocco militare tra Gerusalemme e Betlemme, era affollato. Ritardi nel passaggio, controlli eccessivi, ore perse nell’attesa di attraversare e arrivare finalmente dall’altra parte del Muro di Separazione. Di checkpoint come il 300, considerati 'l’ultima frontiera verso Israele', ce ne sono 33 in Cisgiordania e 3 a Gaza. A controllare carte di identità, permessi di lavoro, passaporti e bagagliai delle automobili sono i soldati israeliani, spesso militari di leva che nei tre anni di servizio trascorrono, armi in spalla, ore e ore ai posti di blocco tra i Territori Occupati Palestinesi e Israele. Ma accanto ai soldati con la divisa governativa ci sono anche altri personaggi, vestiti di nero, senza numero identificativo sul petto. Sono i contractor privati, assunti dal Ministero della Difesa per fare lo stesso mestiere: controllare i palestinesi che ogni giorno attraversano “le ultime frontiere”.

Pagine

Subscribe to RSS - Checkpoint

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente