Detenzione amministrativa

L’appello dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame

A dieci giorni dall'inizio dello sciopero della fame, pubblichiamo l'appello dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane all'opinione pubblica internazionale.

Migliaia di prigionieri palestinesi stanno conducendo dal 17 aprile, Giornata Nazionale del Prigioniero Palestinese, uno sciopero della fame a oltranza, nelle carceri dell’occupante israeliano. Questo sciopero avviene dopo una lunga seria di scioperi individuali e parziali, in seguito al perdurante rifiuto delle autorità d’occupazione e delle direzioni delle case circondariali di alleviarele condizioni di vita dei prigionieri palestinesi, privandoli dei più elementari diritti umani, togliendo ogni speranza di miglioramento delle loro condizioni, e all’allargamento della politica dei sequestri collettivi e del fermo amministrativo, ovvero l'arresta senza alcun capo di imputazione e processo. E’ frequente l’arresto dei bambini, la mancanza dell’assistenza sanitaria e medica, la privazione della visita dei familiari, l’isolamento e altre politiche atte alla pressione e al ricatto sulla Dirigenza politica e sul popolo palestinese.

APPELLO: libertà per Kifah Quzmar e tutti gli studenti palestinesi prigionieri

Lo studente palestinese Kifah Quzmar è stato imprigionato lo scorso 7 marzo dalle forze di occupazione israeliane, sottoposto ad un interrogatorio per oltre 20 giorni è in sciopero della fame contro la sua prigionia. Le organizzazioni studentesche hanno avviato una dichiarazione chiedendo la sua libertà e quella degli altri compagni studenti.

Noi sottoscritti organizzazioni studentesche, gruppi, associazioni e collettivi sollecitiamo tutte le organizzazioni ad esprimere la solidarietà allo studente e prigioniero in sciopero della fame, Kifah Quzmar ed ai suoi compagni prigionieri e studenti palestinesi e a sottoscrivere la seguente dichiarazione.

Kifah Quzmar, 27 anni, al suo ultimo anno di studio in Business Administration all’Università di Bir Zeit, è stato arrestato dalle autorità israeliane il 7 marzo al valico di Karameh/Allenby, mentre era di ritorno da un viaggio in Giordania. Al momento, nessuna accusa è stata mossa contro di lui. Il 26 Marzo scorso ha richiesto di essere accusato di qualcosa o rilasciato, ma Israele ha invece esteso il suo interrogatorio di altri otto giorni. Per protestare contro questa ingiustizia e chiedere il suo rilascio, lo stesso giorno Kifah ha iniziato lo sciopero della fame.

La detenzione di studenti palestinesi da parte dell’occupazione è una chiara violazione dei diritti umani internazionali, del diritto umanitario e della libertà accademica nel suo complesso. In Palestina, il massiccio ricorso alla reclusione è un’arma fondamentale del colonialismo in quanto tenta di sopprimere ed eliminare la resistenza palestinese.

Appello per la giornata dei prigionieri palestinesi: porre fine al coordinamento sulla sicurezza!

Giovani attivisti palestinesi hanno redatto il seguente appello per la giornata dei prigionieri palestinesi
ed in occasione del 40° giorno dall’assassinio del leader dei giovani palestinesi Basil al-Araj

Chiediamo azioni in tutto il mondo per celebrare il 17 aprile: “giornata dei prigionieri palestinesi” e 40esimo giorno della dall'omicidio di Basilea Al-Araj. In quest’occasione continuiamo a chiedere la fine del coordinamento della sicurezza tra l'Autorità Nazionale Palestinese ed i servizi di sicurezza israeliani. Invitiamo i palestinesi in tutto il mondo ad utilizzare questo momento come un primo passo nella riorganizzazione delle nostre comunità ed affermare la nostra volontà di libertà, dignità e ritorno.

Basta con il coordinamento sulla sicurezza tra l’Occupazione e l’ANP!

Ancora un giovane combattente palestinese è stato ammazzato a sangue freddo dal vile esercito di occupazione israeliano, ancora una volta l’Autorità Nazionale Palestinese si rende complice di reprimere la Resistenza in Palestina contro l’occupazione sionista.

Basil al-Araj era un giovane scrittore palestinese di 31 anni, un attivista per la difesa dei diritti dei palestinesi, intellettuale rivoluzionario e teorico della rivolta dei giovani palestinesi, una figura emergente nel rilanciare la lotta di liberazione contro la colonizzazione della Palestrina, che ha investito tutta la sua cultura e le sue forze al servizio della resistenza condannando fermamente il coordinamento sulla sicurezza e la collaborazione con il nemico.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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