Detenzione amministrativa

La famiglia di Bilal Kayed e la Rete di Solidarietà per i Prigionieri Palestinesi Samidoun ringraziano la Città di Napoli in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Bilal Kayed, sollecitando una campagna in suo sostegno

La Rete di Solidarietà per i Prigionieri Politici Palestinesi Samidoun porge il proprio ringraziamento e i saluti alla città di Napoli e alla sua popolazione, al sindaco Luigi De Magistris e al consigliere comunale Mario Copetto e al gruppo consiliare “Napoli in Comune a Sinistra”, per la solidarietà dimostrata al prigioniero palestinese Bilal Kayed, in sciopero della fame e che versa in condizioni sempre più critiche.

Il 5 Agosto il sindaco De Magistris ha sottoscritto un’ordinanza per conferirgli la cittadinanza onoraria di Napoli, terza fra le città italiana. L’ordinanza esprime la solidarietà della città di Napoli a Bilal Kayed e ai suoi compagni di prigionia sottoposti a detenzione amministrativa ed è stata approvata all’unanimità con due astensioni.

Messaggio di Leila Khaled al movimento di solidarietà per Bilal Kayed

Leila Khaled, l’icona di resistenza palestinese, ha parlato oggi con Samidoun per esprimere le sue preoccupazioni e il supporto a Bilal Kayed, prigioniero palestinese nel suo 56° giorno di sciopero della fame. Kayed, uno dei leader di spicco del movimento dei prigionieri nelle carceri israeliane, ha lanciato il suo sciopero della fame il 15 giugno dopo che è stata ordinata la detenzione amministrativa senza accusa né processo, dopo aver scontato la sua condanna a 14,5 anni. Invece di essere rilasciato alla sua famiglia di attesa, è stato rimesso in isolamento per sei mesi di reclusione rinnovabili a tempo indeterminato.

Lo sciopero della fame di Kayed ha trovato ampio sostegno palestinese, arabo ed internazionale. Oltre 100 prigionieri palestinesi si sono uniti allo sciopero della fame collettivo a sostegno di Kayed, tra cu il segretario generale Ahmad Sa’adat del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il giornalista Omar Nazzal, Mohammed Abu Sakha, il giovane attivista Hassan Karajah e molti altri. Le proteste hanno riempito le strade e le tende in tutta la Palestina occupata per chiedere la libertà di Kayed, mentre attivisti hanno organizzato eventi in città di tutto il mondo, si sono mobilitati e organizzati per la libertà di Kayed, con ulteriori eventi in programma nei prossimi giorni.

Appello del Forum della Sinistra Araba: sosteniamo il movimento di lotta dei detenuti nella Palestina occupata

Si va inasprendo la lotta dei detenuti palestinesi, in particolare quella dello sciopero della fame, detta “movimento degli intestini vuoti”, contro le politiche di repressione e persecuzione e i crimini contro l'umanità commessi dalle forze di occupazione sionista all'interno delle prigioni e centri di detenzione istituiti sul territorio palestinese occupato.

Oggi, con l’aumento della repressione e della violenza cieca contro il movimento dei detenuti in Palestina, e in solidarietà con il detenuto Bilal Kayed che è in sciopero della fame da giugno, il fronte della lotta si è allargato e include nuovi combattenti, primo fra tutti il compagno Ahmed Saadat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP).

Quello che sta accadendo dentro le carceri israeliane è molto pericoloso; il movimento di sinistra e democratico nel mondo arabo e del mondo in generale deve mobilitarsi subito per sostenere i prigionieri e salvare le loro vite. Siamo tutti chiamati a mobilitarci subito con tutti i mezzi e le forme per liberare i prigionieri dagli artigli del terrorismo sionista e dei suoi fautori, sostenere la resistenza del popolo palestinese volta a porre fine all'occupazione israeliana, garantire il diritto al ritorno e la costruzione dello stato nazionale palestinese con capitale Gerusalemme.

Invito all’azione per la liberazione di Bilal Kayed e la commemorazione di Ghassan Kanafani

“La questione palestinese non è solo una questione per i palestinesi, ma è lo scopo di ogni rivoluzionario, ovunque si trovi, a causa delle masse sfruttate e oppresse nella nostra epoca.” Ghassan Kanafani

Il prigioniero palestinese Bilal Kayed è ancora in sciopero della fame dalla mattina del 15 giugno, e chiede la sua liberazione. Il 13 giugno, era prevista la sua scarcerazione dopo 14 anni e sei mesi di carcere israeliano. Invece di essere rilasciato, tuttavia, è stato ulteriormente condannato dall’occupazione militare israeliana a sei mesi di detenzione amministrativa rinnovabile a tempo indeterminato e senza alcun processo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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