entità sionista (Israele)

ABU MAZEN: NO NEGOZIATI SENZA CONFINI. E I PRIGIONIERI?

Ieri il presidente dell’ANP ha bloccato i colloqui con Israele: nessun tavolo senza confini stabiliti. Ma ancora una volta Ramallah dimentica i temi cruciali: colonie, rifugiati e prigionieri politici. Che continuano a crescere: in una settimana, quattro i parlamentari arrestati.

 

Beit Sahour (Cisgiordania), 26 gennaio 2012, Nena News (nella foto, il presidente dell’ANP, Abu Mazen) – Abbas batte il pugno e dice no ai negoziati: al tavolo con Israele, l’Autorità Palestinese e l’OLP non torneranno fino a quando non si discuterà di confini. La chiusura del presidente dell’ANP, Mahmoud Abbas, è giunta ieri poche ore prima del quinto incontro previsto ad Amman tra il team di negoziatori palestinese e quello israeliano.

Molte erano state le manifestazioni di protesta contro negoziati ancora una volta di basso profilo da parte della società civile palestinese, che dal 14 al 21 gennaio si era più volte ritrovata di fronte alla Muqata a Ramallah, sede dell’Autorità Palestinese. La richiesta: far saltare un tavolo ridicolo e futile, un dialogo che per l’ennesima volta non trattava le questioni fondamentali per l’indipendenza della Palestina: rifugiati, Gerusalemme, prigionieri politici, colonie.

Coalition of Women for Peace – Israel in support of Rho

         

December 15, 2011

To: City Council of Rho – Italy

CWP Support for the resolution to condemn Pizzarotti’s activity in the occupied West Bank

The Coalition of Women for Peace[1] would like to express its support and appreciation for the City Council of Rho’s resolution to condemn Pizzarotti for its activity in the occupied Palestinian territories. It is a brave and necessary step towards raising the awareness of the international community to the participation of companies like Pizzarotti in the Israeli occupation of Palestinian land and the continuing oppression of the Palestinian people.

In October 2010, Who Profits from the occupation[2] published a report on the new Israeli Tel-Aviv-Jerusalem fast train project, in which Pizzarotti is involved[3]. As indicated in our report, the route of this train line, sometimes referred to as the A1 train, crosses official state borders into the occupied West Bank using occupied Palestinian land, some of it privately owned, for a transportation project aimed exclusively for Israelis.

Analisi: la normalizzazione della sinistra israeliana

Mentre il resto del mondo arabo e i palestinesi, per la maggior parte, avrebbero continuato a resistere contro la normalizzazione, la sinistra israeliana l'ha appoggiata negli anni successivi alla firma degli Accordi di Oslo, ed è così nata un'industria basata su programmi “people- to-people".

L'accordo di pace tra Egitto e Israele, che è stato firmato dal presidente egiziano Anwar Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin nel 1979, simboleggiava una parziale fine al boicottaggio di normalizzazione con Israele. Inutile dire che i palestinesi hanno considerato quest'azione una pugnalata collettiva alla schiena. Gli arabi lo hanno visto come un tradimento ed l'accordo è stato respinto a gran voce in tutta la regione, Egitto compreso. Quando il presidente Sadat è stato assassinato due anni dopo, ha pagato con la vita questo tradimento.

Analisi: le radici profonde del concetto di normalizzazione

Recentemente, un evento pubblico organizzato a Gerusalemme Est dal "Palestine Israel Journal " è stato annullato dopo che i palestinesi lo avevano fortemente criticato e presentato come “normalizzazione”. La settimana prima, un incontro organizzato dalla "Confederazione israelo-palestinese" è stato bloccato da alcune decine di giovani manifestanti palestinesi che denunciavano la "normalizzazione con Israele".

La questione della normalizzazione non è nuova e non è iniziata in Palestina. Piuttosto, la discussione è nata nei paesi arabi, nel 1950. In molte occasioni negli ultimi trent'anni, l'Alternative Information Center, un'organizzazione mista israelo-palestinese, ha dato vita a convegni e seminari sulla normalizzazione con lo scopo di spiegarne il significato agli attivisti israeliani. Abbiamo anche cercato di chiarire che cosa si intendesse con il termine normalizzazione nella pratica... e che cosa non si intendesse.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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